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domenica 13 marzo 2022

Giornata internazionale della Donna: La vera Storia



Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata Internazionale della donna, ricorrenza che cade l'8 marzo, vediamo alcune cose da sapere e come è nata questa data così importante!

Centotredici anni fa, esattamente nel 1909 negli Usa veniva celebrata per la prima volta. In altri paesi europei a partire dal 1911, nel nostro paese undici anni dopo nel 1922. Nel significato più comune è indicata semplicemente come Festa della Donna, anche se il termine più appropriato rimane Giornata internazionale della donna. 

STORIA

Nelle giornate del 18 al 24 agosto del 1907 si tenne a Stoccarda l'VII Congresso Internazionale Socialista, nel quale parteciparono autorità di spicc come Lenin, il francese Jean Juarès, August Ferdinand Bebel, politico tedesco. In quei giorni venne trattata la questione femminile riguardo sul diritto di voto per le donne. 

Il Congresso votò una risoluzione impegnandosi a lottare per l'introduzione del suffragio universale per le donne, senza però accordarsi con le femministe della borghesia.

Negli Usa, non tutti erano d'accordo di lasciare fuori le femministe borghesi. In particolare la socialista Corrinne Brown scrisse nella rivista The Socialist Woman, che nessuno poteva dettare il proprio volere con chi lavorava per l'indipendenza delle donne.

 Il 3 maggio 1908, una data fondamentale, la stessa Corinne Brown in una conferenza al Garrick Theater di Chicago invitò tutte le donne a partecipare, denominando quell'evento come ''Woman's Day''. Nel programma si parlava della discriminazione sessuali, del diritto del voto e dello sfruttamento delle operaie nei posti di lavoro!

Inizialmente l'Woman's Day non ebbe molto successo, ma il partito socialista a stelle e strisce decise di destinare all'ultima domenica di febbraio del 1909 per protestare sul diritto di voto a favore delle donne; considerata perciò di fatto come la prima e ufficiale giornata della donna.

 A Novembre dello stesso anno a New York, 20 mila operaie di una fabbrica di seta scesero per le strade della grande mela per scioperare. Gli scioperi durarono fino al al 15 febbraio 1910.

Sull'onda del movimento di oltreoceano, si ricorda la conferenza di Copenaghen del 1910 presieduta delle donne socialiste. Mentre negli Usa la festa della donna viene celebrata l'ultimo giorno di febbraio, in alcuni paesi europei: Germania, Austria, Danimarca e Svizzera, la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911.

A pochi mesi dalla prima guerra mondiale, In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu spostata per la prima volta domenica 8 marzo 1914. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale la ricorrenza fu momentaneamente fermata.

L'8 marzo 1917 a San Pietroburgo migliaia di donne scesero nella strade dell'ex capitale della Russia per dire basta alla guerra. La sterile reazione dei cosacchi portò al crollo finale delle zarismo. Perciò l'8 marzo 1917, data che si indica come l'inizio della Rivoluzione Russa di Febbraio (23 febbraio secondo il calendario giuliano), fu una data adotta anche per la celebrazione Giornata internazionale della Donna

 La Confusione 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la data dell'8 marzo venne connessa erroneamente alla morte per rogo di centinaia di operaie presso una inesistente fabbrica, confusione su un'altra tragedia accaduta a New York il 25 marzo 1911, nel famoso incendio della fabbrica Triangle, dove perirono 123 donne e 23 uomini. 

Infine, il simbolo della mimosa: l'8 marzo 1946 in Italia secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei, fu adottata la mimosa come simbolo della Giornata internazionale della donna. Perché la mimosa, perché fiore che nasce quasi alla fine dell'inverno e l'inizio della primavera, è come ogni donna malgrado tante avversità torna sempre a splendere!

mercoledì 9 marzo 2022

La Storia di Adam Weishaupt: Fondatore degli ILLUMINATI di BAVIERA

 


Rimaniamo ancora in ambito società segrete, lo facciamo raccontando la storia di Adam Weishaupt: Il Fondatore degli ILLUMINATI di BAVIERA. 

 Adam Weishaupt nasce a Ingolstadt, una citta della Baviera, il 6 febbraio 1748, discendente da una famiglia ebrea che si converte alla religione cattolica. A cinque anni muore il padre George Weishaupt, Adam viene  adottato dal padrino Johann Adam Icksatt, personaggio influente e rettore dell'Università di Ingolstad.

Il padrino si curò della sua istruzione, facendolo studiare presso il collegio dei Gesuiti di Ingolstadt. Conclusi gli studi diventa professore di diritto canonico. 

Benché professore di diritto canonico, Weishaupt era un convinto ateo e materialista. Dapprima si avvicinò alla Massoneria, movimento che si stava diffondendo in tutto il vecchio continente. Oltre ad avvicinarsi alla Massonieria, Weishaupt fondò l’Ordine dei Perfettibilisti, (primi Illuminati), una società segreta dalla quale si potevano trovare principi esoterici dei Rosacroce.

Il primo maggio 1777 nello studio di Weishaupt con altri cinque membri ebbe luogo la cerimonia di iniziazione dell'associazione. Ognuno doveva scegliere un nome preso dell'antichità classica, Weishaupt scelse per sé quello di Spartaco.

Per poter essere accettati nella società segreta, gli aspiranti adepti dovevano avere delle conoscenze tra i membri e appartenere a una elevata classe sociale e livello economico.

Nell'Ordine vigevano tre gradi: illuminato, minervale e minervale illuminato e novizio. La parola minervale si rifaceva a Minerva, la dea della sapienza greco -romana. Il fine degli Illuminati era quello di di diffondere la cultura dell'Illuminismo.

Nel 1782 l'Ordine contava già 600 membri, tra questi vi erano personalità di rilievo come il barone Meyer Amschel de Rothschild, artefice di ingenti finanziamenti. Scrittori del calibro di Goethe, letterati come Johann Gottfried Herder; ma anche medici, avvocati, giuristi e farmacisti. Nel 1784, verso la fine gli Illuminati affermarono di contare ben 2000 affiliati in tutta la Germania, compresa ovviamente la Baviera!

Nome di spicco dell'associazione fu il barone Adolf von Knigge, teologo e protestante, nonché ex massone appartenente a una famiglia della bassa nobiltà. Nel 1782 von Knigge propose un piano dove escludeva: monaci, donne ed ebrei. La società fu strutturata secondo modello della Massoneria con 13 livelli, arrivando in cima alla piramide in qualità di ''mago filosofo'' e ''uomo re''.

Weishaupt concepiva una società futura e l'umanità a livello globale, come una medesima famiglia. Un mondo abitato solo da uomini avente raziocinio e buon senso. Gli stati per Weishaupt non avrebbero avuto più senso di esistere, ne tantomeno i governi e le religioni.

Nel 1783, ecco apparire i primi dissensi tra Knigge e Weishaupt. Il barone non sopportava più la bramosia di potere di Weishaupt. Knigge accusò Weishaupt di essere un gesuita camuffato. Knigge abbandonò la società poco prima che iniziassero le persecuzioni. Non solo l’avvocato Joseph Utzschneider, ex membro degli Illuminati di Baviera e segretario, consegnò dei documenti segreti alla duchessa Maria Anna, accusando gli Illuminati di cospirare contro la monarchia austriaca, che voleva estendere i suoi possedimenti fino alla Baviera.

Venuto a conoscenze del presunto complotto, il principe Carlo Teodoro emana un editto proibendo ogni società confraternita segreta, e decreta lo scioglimento degli Illuminati e delle logge massoniche in Baviera. Malgrado questo atto, molti continuarono clandestinamente le loro riunioni, accusando gli illuminati di attività sovversive.

A seguito una serie di arresti, Weishaupt scappò Ratisbona, città in cui i cattolici non avevano diritti civili, considerata un'oasi di libertà religiosa, tolleranza e scienza. Nel frattempo la polizia trovò nella casa di Franz Xavier von Zwack, braccio destro di Weishaupt, delle istruzioni al suicidio per gli adepti e per non confessare. Inoltre sostanze tossiche: l’acqua tofana, un veleno che veniva ricavato dal grasso di maiali nutriti con dell'arsenico

Weishaupt trovò asilo a Gotha grazie al duca Ernesto II di Sassonia-Gotha-Altenburg, il quale gli concesse la pensione di consigliere di corte. Qui scrisse una serie di opere esplicative sull'Ordine, varie apologie degli Illuminati, con la speranza di rivitalizzare la società. I superstiti dell'Ordine scapparono negli Usa, ideando nuove società segrete, eredi della setta bavarese.

Weishaupt morì dopo una lunga malattia il 18 novembre 1830 alle 17:30. Fu sepolto tre giorni dopo nel Cimitero di Gotha, accanto al figlio Wilhelm, che morì giovane.


martedì 1 marzo 2022

La STORIA del CONTE di CAGLIOSTRO

 A 227 anni dalla sua morte. la storia del Conte di Cagliostro continua ad affascinare tantissime persone. Su di lui sono uscite svariate biografie, tra le quali quella pubblicata nel 1973 da Roberto Gervaso, Cagliostro, ma anche quella di A. Lattanzi, Bibliografia della Massoneria italiana e di Cagliostro, che ti consiglio di procurarti perché spiegate davvero bene, (link in descrizione).

Cagliostro è accostato storicamente a Franco Balsamo, ma alcuni ricercatori asseriscono che vi è una chiara distinzione con il Conte Alessandro Cagliostro. Quel che è certo che Alessandro nacque a Palermo il 2 giugno del 1743, ed ebbe un epilogo tragico il 26 agosto del 1795.

La sua vita è stata un turbine di avventura e conoscenza: mago, esoterista, alchimista, a volte anche imbroglione, avventuriero e addirittura guaritore e veggente. Siamo di fronte a uno dei personaggi più incredibili degli ultimi 225 anni.

Giuseppe Balsamo nacque il 2 giugno 1743, in uno dei quartieri più appariscenti e poveri di Palermo, al tempo si chiamava via della Perciata ora dell'Alberghiera. Il padre era un mercante di stoffe. Sei giorni dopo viene battezzato presso la cattedrale di Palermo, con una sfilza interminabile di nomi: Giuseppe, Giovanni Battista, Vincenzo, Pietro, Antonio e Matteo. La madrina è Vincenza Cagliostro consorte del prozio, Giuseppe Cagliostro, un uomo potente della Palermo di quei tempi, nonché discendente dai Bracconieri di Piscopo e di Castroreale.

Il padre di Giuseppe, infatti apparteneva a una rispettabile famiglia di Palermo, imparentata con quelli di Balsamo da Messina, per tradizione fedeli all'Ordine dei Cavalieri di Malta; una famiglia quella di Giuseppe caduta però in rovina. Come se non bastasse, lo stesso padre muore quasi subito dopo la sua nascita.

Con altri due fratelli da accudire, la madre decide di mandarlo da una parente sposata con un farmacista. Vi è però anche un'altra versione, nella quale Giuseppe viene accolto in un orfanotrofio di San Rocco, dove compì i suoi primi studi, sotto l'educazione dei padri Scolopi. Da questo collegio il bambino fugge svariate volte.

Per forgiare la sua indole da ribelle, nel 1756 viene mandato al convento dei Fatebenefratelli di Caltagirone. Da subito Giuseppe inizia a interessarsi di erbe medicinali, infusi, imparando le prime nozioni di botanica e rudimenti della stessa medicina.

Ma la sua natura irrequieta lo porta a essere allontanato anche da questo collegio. La madre, pur di non lasciarlo in mezzo a una strada lo introduce in una bottega di un pittore. Giuseppe trova l'ispirazione imparando l'arte di ricopiare, iniziando a vivere di imbrogli e truffe ai danni delle persone.

Purtroppo dopo l'ennesima truffa viene allontanato da Palermo: un orafo, un certo Vicenzo Marano plagiato da Balsamo, crede che con la magia avrebbe potuto trovare dei tesori nascosti  lasciati dagli arabi. Il malcapitato viene condotto in antro buio, ad attenderlo ci sono delle persone mascherate da demoni. Alcuni lo picchiano e gli rubano dei soldi e dei suoi beni.

Traferitosi a Messina, trova guida e protezione dal suo prozio Giuseppe Cagliostro, che lo introduce nel mondo esoterico. Sempre a Messina conosce un certo Altotas, che Cagliostro nel suo Memoriale del 1786, lo indicò come il suo Primo Maestro. Con Altotas viaggia in Egitto, a Rodi e a Malta,  introducendolo anche nell'Ordine deiCavalieri di Malta.

Nel 1766 grazie all'istruzione che gli viene data dal Gran Maestro Manuel Pinto de Fonseca, Balsamo impara nuove conoscenze sull'alchimia e contemplazione filosofica. Dopo due anni di studio ottiene l'ammissione all'Ordine dei Cavalieri di Malta, come da prassi gli impone di cambiare nome, e iniziare nuova vita.

Decide di adottare il titolo di Conte Alessandro Cagliostro, nome scelto in onore dello zio. L'Ordine gli conferisce il triplice cavalierato: templare, maltese e rosacrociano. Non potendo fare rientro a Palermo, si trasferisce a Roma in quartiere malfamato, qui conosce la sua futura moglie Lorenza Feliciani, molto più giovane di lui. Ha 15 anni ed è molto bella: occhi azzurri e capelli biondi. Non è istruita, anzi non sa ne leggere e scrivere.

Il 20 aprile 1768 si sposano presso la chiesa di San Salvatore in Campo, benché Lorenza è ignorante è però molto scaltra con gli uomini, e grazie all'approvazione del marito si corica nei letti di ricchi personaggi, tra cui quello del marchese Fontanar, con il quale si trasferiscono nel suo palazzo di Madrid. Nello stesso anno a Roma Balsamo viene arrestato per rissa nella Locanda del Sole, in piazza del Pantheon, ma rilasciato dopo tre giorni, grazie al benestare del cardinale Orsini.

Nella capitale Balsamo si mantiene falsificando documenti e sigilli, e alcune onorificenze militari, come il titolo di Colonello del Re di Prussia. Denunciato lui e il suocero scappano fino a Bergamo, continuando l'attività di truffatori. Arrestati, poi rilasciati si trasferiscono ad Axi-en- Provence, in Francia. Balsamo conoscerà lo stesso Giacomo Casanova, che lo definisce ''un genio fannullone''.

Truffato questa volta lui stesso da un sedicente Marchese di Alliata, al quale Balsamo aveva concesso di coricarsi con la moglie, è costretto a partire senza soldi, girovagando anche fuori dall'Italia. Balsamo e la moglie decidono di trasferirsi a Londra. Qui Balsamo prova a vivere onestamente disegnando pergamene. Non riuscendo a sbarcare il lunario organizza l'ennesima truffa che con la complicità di un siciliano di nome Vivona, sorprende la moglie a letto con un ingenuo quacchero.

Fingendosi sconvolto, per non denunciare il fatto pretende una ingente somma di denaro, raggirato però dall'altro complice, cade ancor più in rovina, non riuscendo a pagare tutti i debiti contratti, venendo arrestato. Grazie al ricco sir Edward Hales, per intercessione di letto assieme alla moglie di Balsamo, viene scarcerato e assunto dallo stesso nobile come affrescatore. Viene cacciato visto i disastri.

Seguiranno varie fughe in altri stati europei: nel 1772 in Francia è particolarmente importante l'incontro con l'avvocato francese Duplessis- amministratore dei beni della marchesa de Prie. Anche questa volta Cagliostro organizza l'incontro tra la moglie e il ricco personaggio, con il fine di incastrare quest'ultimo. Solo che in questa circostanza, la moglie Lorenza si è davvero infatuata di  Duplessis. Rompe con Balsamo, lui la denuncia per abbandono del tetto coniugale. La donna è costretta a passare quattro mesi nelle carceri parigine. Pur di uscire ritira la denuncia.

Da questo momento Giuseppe Balsamo adotterà per sempre il titolo e nome di conte Alessandro Cagliostro. Il 12 aprile 1777, per lui è una data importante, fu introdotto nella Massoneria nella loggia francofona L'Espérance. Nello stesso anno diventa il fondatore di una seta di rito egiziano: il fine era quello tramite delle pratiche di meditazione di rigenerare l'anima e il corpo.

Tra gli ambienti esoterici gli vengono riconosciuti dei poteri straordinari di magia e poteri predittivi, riuscendo a indovinare l'uscita di alcuni numeri della Lotteria inglese. La casa di Cagliostro viene presa d'assalto da persone che vogliono una previsione del Grande Mago. In questo marasma generale ci sono anche due finti coniugi: William Scott e Mary Fray.

Dopo alcuni vincite andate in porto, pretendono sempre di più dal mago, all'ennesimo rifiuto di Cagliostro, i due organizzano un tranello: regalano a Lorenza un cofanetto con dentro dei diamanti, ma poi denunciano i coniugi Balsamo, come possessori illegali dei gioielli.

Balsamo viene assolto a fine processo, ma la sua persona ormai è stata infamata. Non sopportando questo genere di umiliazione, grazie a essere entrato nella Massoneria, questa, volta per stregoneria e magia, lancia una maledizione ai coniugi e al giudice che lo aveva condannato a un mese di carcere. Maledizione che porterà alla morte di questi ultimi.

Ormai all'apice della sua fama, si trova immischiato nella vicenda dello Scandalo della Collana, ai danni del cardinale Rohan e di Maria Antonietta. Per attenuare le sue colpe, la contessa De la Motte accusa Cagliostro come ideatore della truffa.

Ormai la vita di Cagliostro sta svolgendo al suo epilogo: costretto a lasciare Parigi, torna in Italia a Trento facendo la conoscenza del principe - vescovo Pietro Vigilio Thunee. ll mago dichiara di essere pronto a tornare a Roma, purché munito di salvacondotto. A Roma alloggia inizialmente in una locando in Piazza di Spagna, e poi presso i parenti della moglie in Campo dei Fiori.

Una sera avvicinato con l'inganno da due spie del Vaticano, Cagliostro ignaro li introduce nella loggia della Massoneria e iniziandoli al rito. Soddisfatti per quello che avevano visto, denunciano il fatto al Santo Uffizio. Denuncia che avverrà dalla stessa moglie di Balsamo.

La sera del 27 dicembre 1790 Cagliostro viene condotto presso la fortezza d Castel Sant'Angelo, ci rimane per 5 mesi, nei quali verrà sottoposto a estenuanti interrogatori. Balsamo si sente sconfitto e umiliato nell'animo e come persona.

È accusato dalla Santa Inquisizione di eresia e negromanzia. Stanco e costretto a tutte le torture subite, il mago con il capo coperto ammette dei suoi misfatti e pronuncia l'abiura d'eretico. Il pontefice Pio VI gli commuta la pena capitale in ergastolo. Costretto a percorrere alla mercé del popolo una strada a piedi nudi e con un saio indosso.

Da Castel Sant'Angelo viene deportato alla carceri di San Leo, luogo dove troverà la sua morte. Calato attraverso una botola dal soffitto nella cella del Pozzetto, costretto a vivere gli ultimi anni della sua vita in una cella larga 3x3. 

Nel 1793 scrive al Papa di aver avuto delle visioni che gli fanno pensare di essere diventato una santo - martire. Due anni dopo, il 26 agosto 1795, ecco giungere la morte. Il corpo del conte di Cagliostro viene ritrovato dalle guardie e dal cappellano semiparalizzato nel suo tavolaccio.

Come si usava per tutti gli eretici, anche Cagliostro fu sepolto senza cassa e con un sasso sopra la testa.

  




domenica 27 febbraio 2022

Fotografare fa bene all'anima



Quando scattiamo una foto siamo partecipi di un momento unico immortalato dalla nostra macchina fotografica. Fotografare fa bene all'anima è un ottimo antistress e sviluppa la nostra creatività. Oggi giorno esistono tantissimi siti dove caricare i propri scatti, forse il più famoso è Instagram nato inizialmente per condividere i propri selfie, ora invece è possibile imbattersi in fotografie spettacolari di paesaggi meravigliosi e altri soggetti. Da non professionista della fotografia, il mio soggetto preferito sono i tramonti, credo i più facili da immortalare. Attraverso la fotografia siamo capaci di condividere le nostre emozioni e pensieri di quel dato istante. Anche il soggetto che decidiamo di fotografare rappresenta la personalità del fotografo, chi come me predilige immortalare tramonti, alba o mare e probabilmente una persona che ama sognare e stare in silenzio a contemplare la natura.

Quell'immagine è voluta e ricercata perché già esisteva nella nostra mente, insomma c'è un connubio indissolubile che lega la fotografia ai nostri sogni e la sfera psicologica. Nulla nasce per caso, nasce da una nostra passione o desiderio. La fotografia fa parte a tutti gli effetti dell'arte terapia, nella quale l'opera dell'artistica viene catalogata come espressione dell'inconscio, un modo come tanti per parlare di se stesso comunicando attraverso l'immagine. Ognuno di noi è capace di fotografare un tramonto, ma non tutti hanno il talento di cogliere l'attimo, il mix di colori perfetti e il punto perfetto dove il sole sta andando a dormire. Fotografiamo per ringraziare l'Universo, per cibare la nostra anima e per condividere un'emozione con altre persone. Immortalare uno scatto è qualcosa di personale e un mondo interiore che si rivela a quello esterno e alla collettività. Le foto che scattiamo sono una testimonianza di quello che il nostro occhio e stesso inconscio riesce a percepire in quell'istante: confrontare due scatti fatti nello stesso momento da due soggetti differenti e stesso obbiettivo, noterete che ci sono delle diversità.


La foto come cura dell'anima 

Tra le varie sedute di counseling esiste anche quella con la foto. Il paziente porta con se una fotografia, la quale diventa il punto di partenza della seduta. Lo psicologo incoraggia il suo assistito a parlare ad esplorare quell'immagine che potrebbe condurlo (a seconda dei casi) a uno sblocco e fornire interessanti soluzioni. Ovviamente per questo argomento lascio la lettura di altri post, quello che voglia comunicare e ben altro: fotografare è un vero toccasana per l'anima e per l'umore. La foto è come una poesia capace di raccontare le tue emozioni e non vuole nulla in cambio.

Ps: Su Instagram se volete Aggiungermi mi trovate come Everyluke

lunedì 21 febbraio 2022

16 FATTI STORICI, CULTURALI E GEOGRAFICI DELL'UCRAINA

 


 
Il destino dell'Ucraina. Il futuro dell'Europa
, un libro uscito il 18 febbraio 2022, ci spiega l'escalation che ha portato la Russia ad attaccare la sua storica piccola sorella. Perciò visto che in questi  settimane si sta parlando molto dell'Ucraina vediamo 16 FATTI STORICI, CULTURALI E GEOGRAFICi che non tutti conosco su questa nazione.

FATTI STORICI

1. Le civiltà ucraine nasce circa 4800 a.C, grazie alle popolazioni nomade dei Trypillian e Sciti.

2. Nel corso della sua storia, l'Ucraina ha visto molti popoli stranieri padroneggiare nella sua terra. Tra cui i mongoli, ottomani e il Commonwealth polacco-lituano, con le comunità cosacche che tentavano di vivere in modo indipendente in alcune aree dell'Ucraina. 

3. Durante il XVIII e il XIX secolo, tuttavia, l'Ucraina fu divisa tra l'Impero asburgico e l'Impero russo. . Nel 1918 l'Ucraina fu annessa all'Unione Sovietica, uno status che avrebbe caratterizzato la loro esistenza per tutto il XX secolo. Sebbene la lotta dell'Ucraina nel corso della storia sia stata estremamente dura, le influenze culturali, dall'architettura asburgica ai monumenti sovietici, conferiscono al paese una ricchezza di profondità ed espressione.

4. In Ucraina è possibile trovare numerosi siti archeologici d'epoca dell'uomo di Neanderthal.

5. La prima costituzione del mondo fu redatta e introdotta nel 1710 dall'ucraino Hetman Pylyp Orlyk. Il documento mirava a introdurre la separazione dei poteri. Ha delineato le responsabilità ei diritti sia dei cittadini che del governo.

6. Nel 1986, l'Ucraina ancora appartenente all'Unione Sovietica passò alle cronache per il disastro di Chernobyl situato nel nord del Paese.  Il disastro ha portato all'abbandono di intere città, oggi diventate città fantasma. 


 

 FATTI GEOGRAFICI 

 7. Con una superficie di 603.628 kmq, l'Ucraina è il paese più grande d'Europa. Il suo territorio è quasi tre volte più grande del Regno Unito . Lo stato è diviso in 24 oblast (contee

8. L'Ucraina si trova al centro dell'Europa

9. L'aspettativa di vita media per le persone ucraine è di 71 anni

10. L'Ucraina è al quarto posto al mondo per livello di alfabetizzazione

11. La lingua ucraina è l'unica lingua ufficiale in Ucraina. È interessante notare che la lingua ucraina è stata classificata come la terza lingua più bella, nel 1934, dietro al francese e al persiano; è stato anche valutato il 2 ° più melodioso, dietro l'italiano.

12 Con i suoi 105,5 metri sotto terra, Arsenalna è la stazione metropolitana più profonda la mondo. La stazione è situata lungo la line di Sviatoshynsko-Brovarska, presso Kiev. La costruzione avvenne nel 1960 durante la guerra fredda. Tra i motivi della sua profondità: la minaccia di bombe nucleari.

FATTI CULTURALI 

13. A differenza di molte culture in tutto il mondo, gli ucraini indossano le fedi nuziali sulla mano destra e non sulla sinistra.

14. Kiev è ampiamente considerata la capitale spirituale del paese. I pellegrini percorrono regolarmente lunghe distanze per visitare la chiesa di Sofia Kyivska e il monastero dalle cupole dorate di San Michele.

15. Il 23 giugno in Ucraina si festeggia l'Ivana Kupala Day: delle coppie saltando su un fuoco, il quale rappresenta un rituale di purificazione. Se la coppia che salta non perde la presa dell'altro, allora il loro amore è destinato a durare tutta la vita.

16. La tradizione popolare delle uova di Pasqua ha origine in Ucraina. In origine, le uova erano modellate usando cera e colorante



martedì 15 febbraio 2022

INQUISIZIONE IN SICILIA: TUTTE LE FASI STORICHE



 Oggi ci trasferiamo nell'isola più grande d'Italia, la Sicilia e lo facciamo appunto parlando dell'Inquisizione in terra siciliana.

In Sicilia, l'Inquisizione venne introdotta nel 1224 al tempo di Federico II, eppure già un decennio prima iniziarono le prime repressioni per combattere i nuovi movimenti eretici. Differente però è la versione dell'inquisitore spagnolo ''Luis de Paramo'', il quale ci riporta che la vera attività dell'inquisizione pontificia nell'isola risala a partire dal 1309. 

Ciò che certo, che sempre Federico II con la costituzione "Inconsutilem tunicam", stabilì che tutte le persone di altre religioni differenti a quella cristiana dovessero pagare una tassa di suffragio agli stessi inquisitori.

Possiamo quindi suddividere la storia dell'inquisizione in Sicilia in 3 macro fasi: quella medievale (1224-1500); l'epoca spagnola (1500 - 1734) e di Carlo d'Austria, suddivisa la stessa in due micro -fasi: tra il 1720 - 1734, e con il finire del tribunale autonomo (1734  -1782).

INQUISIZIONE SPAGNOLA AL TEMPO DI FEDERICO II

La direttiva di Federico II concernente l'Eresia è contenuta nel protocollo finale alle esigenze pontificie dell'epoca, chiamato ''Constitutio in Basilica Beati Petrii'', in concomitanza all'incoronazione di Federico da parte di Onorio III. Più che una vera persecuzione a persone indagate per patti con il Diavolo, appare come una sorta di lesa maestà civile, avente una serie di limitazioni giuridiche. Infatti i reati peri quali si andava a essere perseguitati riguardavano ovviamente l'eresia, la bestemmia, e l'adulterio 

Dall'assimilazione tra l'eresia e lesa maestà, il passo è stato breve: agli eretici venivano confiscati i loro beni, e non solo, era prevista anche una punizione corporale. Una volta presa in carica l'inquisizione (inquisito), gli ufficiali passavano il testimone ai giudici ecclesiastici, i quali a loro volta dovevano verificare la comprovata colpevolezza dell'imputato.

Qualche anno più tardi, nel 1233 il procedimento di inquisizione in Sicilia vedrà apportate alcune modifiche: la ricerca degli eretici è affidata nella figura di un prelato e di un ufficiale giudiziario. La decisione finale rimarrà questione di un emissario del sovrano coadiuvato da ben due vescovi.

Con il pontificato di Gregorio IX,  il compito di sconfiggere l'eresia, è assegnato a dei frati predicatori domenicani. Da questo momento possiamo iniziare a intravedere l'inquisizione come un affare prettamente religioso e non più giuridico. Egemonia della chiesa che diverrà totale con la morte di Federico II, per quanto concerne l'Inquisizione in Sicilia. Il primo inquisitore domenicano è Bartolomeo Varello da Lentini.

INQUISIZIONE SPAGNOLA IN SICILIA NEL MEDIOEVO 

Dal 1250 fino al 1500 in poi nel Medioevo, in Sicilia l'Inquisizione fu amministrata da 52 inquisitori divisi in: vicari, sostituti e subdelegati. Questi personaggi erano tutti siciliani, tranne il calabrese Domenico di Ferrario e altri ancora nel corso dei secoli, quali inquisitori generali del regno, tra cui Bartolomeo dell'Aquila (1258).

Nel 1451, re Alfonso istituisce alcune norme fondamentali all'espletamento inquisitoriale in Sicilia: non verranno perseguitati soltanto i casi di eresia, ma si estenderà ad altre condizioni che calpestano la moralità cristiana, come per esempio le perversioni sessuali. Per i reati di eresia è prevista  il rogo al cospetto della comunità.

Nel 1486 ci fu una svolta epocale: Innocenzo VIII, nomina Tomàs de Torquemada inquisitore di tutti i domini di Ferdinando e Isabella d'Aragona. A sua volta, Torquemada investe Antonio de la Peña come inquisitore in Sicilia. Quindici anni più tardi, a novembre del 1500, Rinaldo Montoro e Giovanni Sgalambro, neo inquisitori della Sicilia decidono l'abolizione della vecchia inquisizione siciliana, con il nuovo tribunale distrettuale.

LA STRUTTURA

La struttura del tribunale vedeva al vertice della piramide: l’inquisitore, l’alguacil e il receptor. Essi beneficiano dello stesso salario. Il primo è capo dell’attività giudiziaria, il secondo, l’alguacil è a capo della “polizia”, mentre il receptor è a capo dell’attività amministrativa e finanziaria, e può svolgere funzioni di confisca di beni!

Oltre a queste figure troviamo i familiares, dei collaboratori esterni e informatori. Essi possono essere: laici, ecclesiastici e rappresentanti di arti e mestieri. Di solito appartengono all'alta nobiltà siciliana, riuscendo a penetrare nelle famiglie aristocratiche e popolari, per scovare e trovare nuove informazioni.

COME SI VENIVA INQUISITI 

Si veniva inquisiti in due modi: tramite denuncia o perché correva cattiva fama e arrivava alle orecchie dell'inquisitore. L'imputato veniva imprigionato senza sapere il reale motivo e chi lo avesse potuto denunciare. Catturare il presunto colpevole era compito dell'alguacil, ma a sua volta doveva essere presente lo stesso receptor e notaio per la confisca dei beni.

L'imputato veniva poi condotto in una sala segreta e interrogato dagli inquisitori, i quali predisponevano di una scaletta di domande standard, presente nei manuali e nelle instrucciones, con il fine di ottenere la confessione del delitto.

Nel caso l'imputato non confessava, cadeva sotto tortura, che l'inquisizione spagnola adottava in varie forme, compresi i carboni ardenti. Di solito, però in Sicilia si praticava la tortura detta ''tratti della corda''. Il povero malcapitato poteva avere tre tipi di sentenza: l'assoluzione; la riconciliazione con la chiesa o l'esecuzione per pena capitale.

Palazzo Chiaramonte- Steri di Parlermo fu la sede dell'Inquisizione Siciliana, ma presto fu poi istituita una succursale a Messina, poiché era la seconda città della Sicilia più importante a livello politico ed economico.

Fra i tanti accusati ovviamente c'erano anche le persone inquisite per magia e stregoneria. Tra gli inquisiti si trovano negromanti; streghe, esperti di magie di amore e odio e di tesori nascosti, e nel mettere e togliere il malocchio. Di solito la negromanzia (arte di domandare i demoni), era una pratica degli uomini colti. Le donne perlopiù erano delle guaritrici con degli elementi vegetali.

Solo nel 1546 vennero condannati 120 persone al rogo e 600 per penitenze minori. La Sicilia fu la regione italiana con più donne messe al rogo per ordine della Santa Inquisizione. La prima donna inquisita fu una certa Maria Luisa Mangano, accusata dal tribunale per adulterio e un'ora dopo torturata. Un'altra donna Francesca Buccheri la Cirneca  giudea finita al rogo.

mercoledì 9 febbraio 2022

6 DONNE che hanno detto no al NAZISMO


 

Abbiamo già parlato di alcune delle donne incredibili che hanno contribuito a far cadere il regime di Hitler. Ma quella era solo la punta dell'iceberg: ecco altre 6 donne coraggiose che hanno combattuto contro i nazisti.

1 Zoya Kosmodemyanskaya


Kosmodemyanskaya era una studentessa delle superiori a Mosca quando la Germania invase l'Unione Sovietica nel 1941. Zoya si offrì volontaria per unirsi a un gruppo di guerriglia sulla scia dell'operazione Barbarossa.

Il 27 novembre 1941, una squadra fu inviata per bruciare il villaggio di Petrisheva, ma il loro capo fu catturato e ucciso e il resto dell'unità si ritirò. La notte successiva, Zoya rientrò da sola a Petrisheva e fu catturata dopo che il proprietario di una rimessa chiamò i tedeschi. I tedeschi la torturarono p, fu spogliata e fatta camminare scalza tutta la notte.La mattina successiva fu impiccata.

2Sophie Scholl



Nel 1935, Scholl era uno studentessa nel sud della Germania. La ragazza non comprendeva  l'odio nazista verso i non ariani e particolare ebrei. Nel 1937, i suoi fratelli furono imprigionati per l'appartenenza al Movimento giovanile tedesco, che si oppose pubblicamente al nazismo. 

Tra la fine del 1942 e l'inizio del 1943, la Rosa Bianca  (così venne chiamata), scrisse sei diversi volantini contro la guerra e li distribuì in tutta Monaco. Il 18 febbraio 1943, pochi giorni dopo la caduta della Sesta Armata a Stalingrado, Sophie e suo fratello Hans furono arrestati e interrogati. 

3Magda Trocme


Dalla conquista della Francia nel 1940 fino alla fine della guerra, Magda e suo marito, il pastore protestante Andre Trocme, esortarono altri leader religiosi locali ad accogliere gli ebrei fuggiti nella Francia centro-meridionale, e ne passarono circa 5 mila.

4Lisa Fittko


Nata in Ucraina, presso una città vicino al confine con l'Ungheria, la famiglia di Fittko si trasferì a Berlino quando era una ragazzina. Lei la sua famiglia distribuivano volantini di propaganda antinazista. A causa di un saluto non  ricambiato in una manifestazione nazista con Hitler, fu sulla lista di proscrizione della Gestapo

 Ben presto finì sulla lista di proscrizione della Gestapo dopo non aver ricambiato il saluto di Hitler a una manifestazione nazista. Fuggita a Praga dove sposò un compagno ribelle, Hans Fittko. Nel 1939, la coppia fuggì a Parigi. Con lo scoppio della guerra iniziarono a falsificare passaporti per far scappare più persone possibili. Nel 1941 loro stessi salparono su una nave diretta a Cuba.

                

5   Andree De Jongh

Infermiera belga, de Jongh lavrò presso la Croce Rossa quando i tedeschi invasero il Belgio. Nei due anni successivi riuscì a rimpatriare 400 soldati britannici catturati dai tedeschi. Catturata le stessa nel gennaio 1943, fu brutalmente torturata dalla Gestapo. Trascorse gli ultimi 2 anni della guerra nei campi di concentramento di Ravensbruck e Mauthausen, dove però sopravvisse fino alla liberazione.


6Irena Sendler


Quando i nazisti invasero la città nel 1939, Irena lavorava come amministratrice nel Dipartimento per l'assistenza sociale di Varsavia, aiutando i senzatetto e gli orfani a dare cibo e riparo.

Sendler decise di fornire cibo, medicine e denaro a tutti gli ebrei che ne avessero bisogno. Quando i nazisti innalzarono il ghetto di Varsavia, Irena travestita da infermiera metteva in salvo dei bambini, sotto falsi nomi. Ne riuscì a salvare 2500.

Il 20 ottobre 1943, la Gestapo capì i piani della donna arrestandola . Fu tortura dalla polizia tedesca che le fratturò i piedi e le gambe, con il fine di divulgare alcun nome. Un anno prima della sua morte, Irena è stata nominata per il Premio Nobel per la Pace 2007