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giovedì 2 settembre 2021

Buon Compleanno Pippo Franco: 10 Film mitici del Mitico Nasone


Oggi Pippo Franco spegne 79 candeline: l'attore - ma è meglio definirlo come vero artista, nasce a Roma il 2 settembre del 1940. Pippo Franco è lo pseudonimo di Francesco Pippo ed è stato uno dei principali rappresentanti delle comicità - ironica e grottesca nella commedia italiana, negli anni 70 e 80. È proprio in quegli anni che Pippo Franco interpreta alcuni delle sue parti più famose: lo sventurato di turno, lo sfortunato all'interno di altri disgraziati, vittime loro stessi di un contesto di disagio esistenziale e di proletariato. Assieme a Bombolo ha dato vita a della gag sensazionali, che ancora oggi continuano a mettermi di buon umore. Per quanto riguarda la sua Filmografia son quasi certo di aver visto tutti i suoi film dove ha avuto un ruolo da protagonista. In suo onore, ecco 10 Film mitici del Mitico Nasone.

1- Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda: Siamo in pieno Medioevo - tra il 1200 e il 1300, di ritorno da una guerra, Olimpio de' Pannocchieschi (Pippo Franco) torna al suo paese dove ad attenderlo c'è la moglie Fiamma che però veste la cintura di castità. Il seguito sarà una serie di scene esilaranti con un Pippo in piena forma.

2- Giovannona Coscialunga disonorata con onore: Altro cult che non può mancare nella tua personale collezione di film . Pippo interpreta uno scapestrato ragioniere Mario Albertini, bullizzato dal suo capo e da un pappone 'Robertuzzo (Riccardo Garrone).

3 -Furto di sera bel colpo si spera: Un gruppo di 'disgraziati' ha in serbo di fare il colpo del secolo presso una villa di un ricco di quartiere. Ovviamente, all'interno di questa combriccola non può mancare 'il più sfigato', di nome Quinto (Pippo) - ladruncolo di quartiere specializzato (per modo di dire) in furti di auto!.

4) Patroclooo! E il soldato Camillone, grande grosso e frescone: Negli anni 70' era di moda girare film con soldati alluppatti. L'attore interpreta ancora una volta la parte di un ladro, il quale necessita di un passaporto per scappare all'estero. Però proprio in quei giorni attende la chiamata al servizio di leva.

5) L'imbranato: Pippo Sperandio è un impiegato di una ditta italiana di elettronica a diretto contatto con il suo capo, un don Giovanni il quale non perde occasione per avere rapporti con diversi tipi di donne. Nel film c'è anche il mitico Bombolo che interpreta il cognato di Pippo.

6) Zucchero, Miele e Peperonicino: Siamo al top della Risata: il film, ambientato a Roma, si articola in tre episodi comici, nei quali i protagonisti raccontano ad un tribunale le loro vicissitudini. Nel secondo Pippo Franco è Giuseppe Mazzarelli, un laureato in lingua francese che dopo aver fatto 1000 concorsi, e piazzatosi dietro i posti disponibili, si trova a vestire i panni di una cameriera. Il resto è divertimento puro.

7) Ricchi, ricchissimi... praticamente in mutande: Pippo Franco interpreta Cesare Domenichini, un poveraccio che questa volta per portare la famiglia al mare, segue i consigli del collega Medoro e si costruisce una baracca abusiva su una spiaggetta. Al mare Cesare e la sua famiglia incontreranno un gruppo di nudisti, capitanati dal superdotato Ermanno Mordini.

8) Il tifoso, l'arbitro e il calciatore: Film strutturato in tre parti, nelle quali in una di queste Pippo Franco interpreta Amedeo un tifoso romanista fidanzato con Patrizia la figlia di un commentatore Laziale.

9) Sfrattato cerca casa equo canone: Uno dei film che mi hanno fatto più ridere con Pippo, alle prese con il ruolo di Marino Stroppaghetti: capofamiglia in cassa integrazione, fortemente indebitato. Mario è sposato con Angelica (Anna Mazzamauro), moglie isterica infatuata di sor Maciste (Bombolo) - il macellaio del quartiere

10) Due strani papà: Pippo Franco recita assieme a Franco Califano, nel ruolo di un bellimbusto e rubacuori.  I due abitano in un'orfanotrofio abbandonato e vivacchiano di scommesse e di gioco, finché un giorno davanti alla loro casa non viene abbandonato un bambino di colore.


domenica 29 agosto 2021

10 Canzoni di Fabio Concato ancor più Belle delle Famose

 


A fine 2020 avevo pubblicato un articolo sulle 15 Canzoni Immortali di Fabio Concato, è nonostante considerate delle hit (vedi Fiore di Maggio o Guido Piano), ce ne sono altre diciamo meno ''mainstream'',  ma ugualmente belle e forse ancor più emotivamente coinvolgenti: una su tutte che mi lascia un senso di malinconia è ''Portati via''. Presto cercherò di spiegare meglio.

10 Canzoni di Fabio Concato ancor più Belle delle Famose

1) Portati via: Un testo e musica struggente, come lo stesso video caricato nel canale youtube di Fabio Concato. La canzone racconta di un addio tra due persone, inaspettato (almeno da parte di lui), tanto da rimanere senza fiato e non avere neanche la forza di supplicare che lei rimanga in quella casa. Un dolore immenso, come dice Concato, da non averlo mai provato, al punto da sentirsi morti dentro e non vedere più una via d'uscita.

2) Ritornando a casa: Singolo all'interno dell'album ''Senza Avvisare del 1986''. Ritornando a casa mi porta l'immagine di un uomo che dopo finito il lavoro, stanco prende la metro per tornare appunto a casa. Dentro di lui però c'è un senso di tristezza, che sparisce come neve al sole quando quell'uomo potrà riabbracciare la moglie.

3) Bell'Italia: Un'altra canzone dal testo incredibilmente bello, è sempre attuale. Il titolo vuole raccontare da subito la situazione politica e sociale dell'Italia. Un Italia di persone sole, che però in ogni dove guardi svetta il cupolone del Vaticano e forse di altri ancora impuniti.

4) Un puntino: È da un pò di tempo che sto rivalutando questa canzone. Devo dire che il testo è davvero significativo. Che il maestro Fabio Concato abbia scritto questa canzone pensando a suo padre?

5) M'innamoro davvero: Un vero inno all'amore, di un uomo che si sta innamorando di un'altra persona. Quell'amore che ti fa sentire leggero e diventa il primo pensiero e l'ultimo prima di dormire. Una vita intera a sperare che ella esistesse veramente.

6) Buona notte: L'intro di piano riesce a raggiungere la tua malinconia, specialmente se colei che ami è in un'altra città. Ed è proprio questo che Concato vuole raccontare in Buona notte: buona notte amore mio lontano, ti arriva questo canto, o forse dormi già. È più che sei distante e più ti amo.

7) Restiamo soli: Traccia che avevo già inserito sulle 15 canzoni Immortali di Fabio Concato. Ma ogni volta che l'ascolto non riesco ad non emozionarmi. Non posso fare a meno di pensare a una persona, inghiottiti dal quel vortice di una realtà frenetica. Restiamo soli è tanto che lo voglio fare, c'è sempre gente e non riesco a parlarti più come vorrei!

8) Il viaggio: Un testo colorato che descrive soprattutto un viaggio dentro se stessi

9) Ciao Amore: La patria chiama per il servizio militare. Il tormento di un giovane dentro la caserma che piange ogni notte. Amore non è vero niente a me sparare mi fa già impressione, e se vedessi questa mia divisa potrei volarci come un aquilone adesso, chiuso dentro un armadietto mi han detto canta cosa vuoi che sia, non so se ridere o se disperarmi in questa parodia. Ciao amore non lo so a cosa serve è solo un po' della mia vita che si perde.

10) Grazie Fabio Concato: Non è un titolo di una canzone del maestro, ma è un mio piccolo ringraziamento per le emozioni che le tue canzoni continuano a darmi, specialmente in questi ultimi 2 anni per me di turbamento e poca serenità. Ci sono tante delle tue canzoni che rispecchiano la mia vita, anche quella passata, momenti che vorrei ancora cogliere, ma che forse sono solo dei ricordi.


sabato 7 agosto 2021

Estate in Sardegna: la Piaga degli Incendi

 


Da quando ho aperto questo mio piccolo spazio on-line, non so neanche più quante volte ho parlato della piaga degli incendi in Sardegna, di quella stagione estiva che ormai sta diventando un incubo per molti sardi, per coloro che amano veramente la propria terra.

Pensavo che 3 anni fa si fosse toccato il fondo, invece, ho capito che al male non c'è purtroppo mai fine. Questa stagione la si ricorderà come l'estate 2021 più brutta e triste per quel che riguarda gli incendi in Sardegna. Due settimane fa sono andati in fumo qualcosa come 20 mila ettari di bosco e macchia mediterranea nella provincia di Oristano, precisamente nel Monti Ferru. Zona bellissima e ancestrale con tantissime coltivazione di ulivi. Alberi rasi al suolo, come le stesse aziende agricole, anni di sacrifici in fumo per tante persone con le loro attività. Gli stessi abitanti dei boschi, gli animali morti carbonizzati.

Ma qualcuno ha voluto far sparire tutto, già perché il 98% degli incendi è di origine dolosa. Chi dice di amare qualsiasi cosa come può distruggerla? C'è tanta tristezza mista a rabbia. Gli alberi sono la vita, senza di loro anche chi vuole distruggerli non ha ragione di esistere!

Alle prossime generazioni stiamo lasciando solo cenere e solitudine. Ma non è soltanto la Sardegna assediata dagli incendi, Sicilia, Calabria e l'Abruzzo hanno dovuto fare i conti con questa calamità diventata atrocità. E in altre nazioni ancora: Turchia, Grecia, Oregon, Siberia. Fino a dove si vuole arrivare?

Sono sincero sono davvero demotivato di fare parte a tutto questo orrore. C'è una verità scomoda se quest'anno si sono registrati tutti questi incendi. Sono convinto che non è soltanto opera del solito psicopatico. L'unica speranza che quest'estate finisca al più presto, aspettando i magnifici tramonti autunnali, dove finalmente il bosco troverà il suo meritato riposo.

martedì 13 luglio 2021

Il BLOG DI LUKE SCINTU: 1 MILIONE DI VISITE

 


Poco fa ho notato nelle statistiche che il mio Blog personale il Blog di Luke Scintu ha raggiunto finalmente 1 milione di visite. Diciamo che negli ultimi tempi questo spazio online ha avuto diversi problemi: in primis essere stato quasi costretto a cambiare il dominio da org a it a causa di un articolo che volevo che sparisse dalle ricerche. Da qual momento per qualche mese il blog ha mostrato un'incredibile difficoltà a indirizzare gli oltre 1500 post che avevo scritto. 

Come se non bastasse, proprio dopo aver cambiato il dominio nonmi è stata ancora accolta la domanda di attivare di nuovo adsense sul Blog di Luke Scintu. Nonostante senza generare alcun reddito ho continuato almeno a pubblicare quei 3 - 4 articoli al mese.

Volendo fare piccola cronostoria, il blog ha avuto un susseguirsi di cambiamenti e tematiche, nell'ultimo anno ho deciso e preferito raccontare storie e leggende che provengono dalla mia Isola, con qualche off topic - di pensieri propri, quando sento il bisogno di condividere una forte emozione.

Per il resto 1 milione di visite se pur suddiviso in qualche anno dalla prima pubblicazione è pur sempre un traguardo da celebrare. Un ringraziamento speciale alla perseveranza che mi aiutato a continuare a tenere in vita questo progetto. Un Grazie per chi ha avuto la voglia di leggere i miei post, e per chi ancora di tanto in tanto viene a fare visita al Blog di Luke Scintu.

venerdì 25 giugno 2021

Susanna Depau e il giovane Lorrai, storia d’amore impossibile: Come Romeo e Giulietta

 


Tra il 1700 e l'ottocento in Sardegna vigeva la regola dell'onore e la dignità di certe famiglie che nei paesi avevano un ruolo da protagonisti, poiché possessori di ingenti pezzi di terra e altre proprietà ereditate nel corso dei secoli. L'apparire potente nei confronti dell'intera comunità da parte di queste famiglie era un must, certe volte l'onore veniva pagato anche con il sangue.

Quello che sto per raccontare è la storia d'amore impossibile tra due giovani: Susanna Depau e il giovane Lorrai. Storia accaduta nel territorio di Gairo Sant'Elena, precisamente all'altezza del Rio Sarcerei.  Leggendo l'articolo su Vistanet.it, sembra di rivivere il racconto di Sheakespeare in Romeo e Giulietta, ma questa volta ci troviamo in un isola del Mediterraneo, in Sardegna.

La gairese Susanna Depeau si era infatuata del ragazzo sbagliato che da sempre apparteneva alla famiglia rivale dei Depau, i Lorrai. Ma il vero amore va incontro a ogni genere di avversità. Dai loro incontri segreti sarebbe dovuto nascere un figlio. Susanna volle svelare il suo stato interessante alla sorella Peppa, forse un modo di fronte a una nuova vita di allontanare quell'odio che da sempre aveva contraddistinto le loro famiglie.

La speranza si tramutò subito in illusione, la sorella riferì l'accaduto al resto della famiglia, che vide quel futuro nipote come una vera disgrazia abbattersi sulla propria stirpe. I Depau iniziarono a pensare come disfarsi del bambino.

Un piano da non svolgere immediatamente, ma per evitare che i segni della gravidanza venissero alla luce, infangando l'onore della famiglia. Dopo qualche settimana, il tempo necessario nel quale Susanna non sospettasse nulla, Peppa le chiese di accompagnarla a raccogliere della legna per accendere il forno, e preparare il pane per il giorno dopo.

Ancor prima dell'alba le due sorelle Depau si incamminarono tra le montagna, all'altezza della Valle Nera, denominata così per via della propria morfologia scura che prende il Rio Sarcerei. Da qui si giunge a uno strapiombo che si connette a un conca con le acque profonde.

Proprio in quel punto così macabro e oscuro si doveva compiere il piano premeditato di Peppa e della sua famiglia. Quando Susanna si chinò per raccogliere un fascio di legna che aveva trovato vicino allo strapiombo, Peppa la spinse giù per la conca, lasciandola cadere a morte certa sotto quelle acque così scure.

Da questa tragedia la conca è stata denominata '' Sa foggi e Sussanna'' ( La conca di Susanna). Ma la storia non finisce qui, appresa la disgrazia il giovane Lorrai si recò nel pozzo del paese, aspettando l'assassina della sua amata.

Quando Peppa arrivò di fronte al pozzo, il giovane la uccise in pieno giorno e di fronte all'intera comunità. Una storia tragica di vite spezzate, una delle tante storie in giro per il mondo per difendere l'onore.

giovedì 17 giugno 2021

Lepa Radić: la Partigiana morta per il suo popolo

 

Il sacrificio con la propria vita di Lepa Radić

Era il febbraio del 1943, la Seconda Guerra Mondiale continuava a mietere vittime e un infinito odio. Vi è la storia di una ragazza di nome Lepa Radic che mi ha particolarmente colpito. Lepa aveva solo 17 anni, tutta la vita ancora da scoprire, ma a nome di un ideale, fiera partigiana antifascista, la sua esistenza si è fermata per mano proprio dei suoi usurpatori, che l'8 febbraio del 1943 le legavano un cappio al collo giustiziandola di fronte a uno spauracchio di soldati fascisti e nazisti.

Osservando le foto della sua esecuzione possiamo notare la sua immensa dignità, se pur ancora un'adolescente. Dalle fonti trovate in rete sappiamo che Lepa Radić, il suo nome completo è Lepa Svetozara Radić nacque a Gasnica, il 19 dicembre del 1925, in un paese della Repubblica Serbia di Bosnia ed Erzegovina, prima facente parte della Jugoslavia.

Conclusa la scuola elementare nella vicina città di Bistrica, decide di iscriversi presso la Scuola per l'artigianato femminile ''Bosanska Gradiška'', nella città di  Bosanska Krupa, completando gli studi e distinguendosi come una alunna volenterosa, seria e molto interessata alla letteratura.

Sotto l'influenza di suo zio Vladeta Radić, il quale era coinvolto nel movimento operaio, inizia a sviluppare i suoi ideali politici, iscrivendosi al partito della Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia (SKOJ), successivamente all'età di 15 anni si unisce al Partito Comunista di Jugoslavia.

SECONDA GUERRA MONDIALE

Il 10 aprile 1941, dopo l'avvenuta invasione delle truppe nemiche della Jugoslavia, le potenze dell'Asse, capitanate della Germania, Italia e in parte il Giappone instaurano sul territorio uno Stato fantoccio chiamato Stato Indipendente di Croazia, che si estendeva su Bosanska Gradiška e dintorni.

Lepa e altri suoi familiari nel novembre del 1941 vengono arrestati  dall'organizzazione fascista croata Ustascia. Un mese più tardi, il 23 dicembre 1941, grazie all'aiuto di alcuni partigiani sotto copertura, Lepa e sua sorella Dara riescono a fuggire dal carcere.

Dopo la fuga la ragazza decide e di arruolarsi nella 7ª compagnia, 2° Distacco Krajiski. Saranno due anni intensi, dove Lepa si distingue per generosità e amore sconfinato per la sua terra. Nel febbraio del 1943 Lepa Radić è protagonista del trasporto dei feriti di guerra e civili nella battaglia della Neretva a un rifugio a Grmech.

Purtroppo durante uno scontro a fuoco contro la 7. SS-Freiwilligen-Gebirgs-Division "Prinz Eugen", una divisione di fanteria da montagna delle Waffen-SS, venne presa e catturata catturata e trasferita a Bosanska Krupa dove subì numerose torture per diversi giorni allo scopo di avere informazioni nemiche, e venendo condannata a morte per impiccagione.

Nei suoi ultimi attimi di vita, sotto il patibolo, i tedeschi si offrirono di risparmiarle la vita, in cambio dei nomi dei leader e membri del Partito Comunista del suo gruppo. Ella rifiutò dicendo queste parole ''Non sono una traditrice del mio popolo. Coloro di cui mi chiedete, si riveleranno quando riusciranno a spazzare via tutti voi malfattori, fino all'ultimo uomo'' «Lunga vita al Partito Comunista e ai partigiani! Combattete, gente, per la vostra libertà! Non arrendetevi ai malfattori! Sarò uccisa, ma c'è chi mi vendicherà!

Parole gridate sul patibolo, con il cappio al collo. Lepa Svetozara Radić muore per impiccagione a soli 17 anni. In suo onore e per il suo immenso sacrifico è stato messo un suo busto nel parco commemoravo di Bistrica.

domenica 30 maggio 2021

1709: L'INVERNO più FREDDO della storia d'Europa

 


Vi è stato un tempo che la gente in Europa patì un freddo insopportabile, quell'anno fu il 1709, ricordato come l'inverno più rigido della storia del Vecchio Continente.

I racconti dell'epoca ci narrano che il grande freddo glaciale cominciò il 5 gennaio, alla vigilia dell'Epifania del 1709. Il 6 gennaio, l'Europa e gran parte del bacino del Mediterraneo si svegliò sotto una spessa coltre di ghiaccio, che si mantenne per diversi mesi. Stranamente ne restò esclusa dall'ondata di gelo la Scandinavia e parte della Turchia.

In poco tempo si gelò tutto quanto: fontane; piccoli e grandi laghi e pozzi. L'ondata eccezionale del freddo polare è inusuale in alcune regioni, per cui è da ricercare ai mutamenti climatici, e eventi dell'epoca, quali l'eruzione di alcuni vulcani in anni precedenti: tra cui quello di Santorini, in Grecia, il Vesuvio, il Fuji in Giappone e il Teide di Tenerife.

Cadde talmente tanta di quella neve che non si poteva uscir di casa. I tetti delle case cedettero sotto il peso insostenibile di quell'ammasso di ghiaccio. I porti italiani e del mediterraneo furono inaccessibili, non riuscendo le persone a reperire i beni di prima necessità. Come se non bastasse, scarseggiava la legna da ardere, i meno ricchi iniziarono a bruciare i mobili di casa per scaldarsi.

Il grande gelo per certi versi non risparmiò neanche i nobili. Elisabetta Carlotta del Palatinato, duchessa d’Orléans, cognata del re Luigi XIV, scrisse a un suo parente a Hannover, raccontandogli di quel freddo così insopportabile che quotidianamente pativa. Per avere un pò di tepore, disse di essere costretta a rimanere tutto il tempo di fronte a un grande fuoco, coprendosi le spalle con una pelliccia. 

Anche la situazione per gli animali e piante fu drammatica: morirono i pesci nei fiumi e migliaia di uccelli.

ANNO 1709: EPIDEMIA E FAME

Il freddo e la fame favorirono le epidemie, in particolare le malattie bronco - polmonari. A Roma sfociò una vera epidemia, per poi diffondersi in quasi tutta l'Europa. Inoltre, nell'impero ottomano arrivò la peste.

La carestia lasciò scenari desolanti: campagne spettrali senza più raccolti. Nelle città, ancora peggio: la gente moriva di fame nelle strade. La fame e la sopravvivenza generò atti di violenza. Dei gruppi di contadini si riunivano e assalivano panetterie e convogli di grano diretti nelle città. Il grande freddo causò ben 1 milione di morti sui 22 milioni totali in tutta Europa.

A seguire ecco alcune delle temperature registrate nell'inverno del 1709:

  • A Roma tra il 6 e il 24 gennaio nevicò 13 volte, si registrarono temperature al di sotto degli zero gradi;
  • In Pianura Padana cadde 1 metro e mezzo di neve; 
  • A Parigi −23,1 °C e per 10 giorni non si salì mai sopra −10 °C con minime sui −20 °C;
  • A Venezia −17,5°con forte bora;
  • A Berlino −29,4 °C e nelle campagne intorno −35 °C.