Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu: vita
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domenica 31 luglio 2022

5 verità assolute: esiste una legge universale?



Mi sono sempre chiesto se esiste una verità assoluta che nessuna teoria può screditare. Per qualcuno la verità assoluta è collocata nella sfera religiosa, per altri scientifica e ideologica, per altri ancora politica. Ma è pur vero che ognuno di noi ha le proprie convinzioni è verità su cui riflettere.

Cinque Verità Assolute

1) Tutti moriremmo: Nessuno è immune dall'ultimo capitolo della propria esistenza! Quindi anche coloro che sono stati artefici del male e sofferenza di altri individui non potranno fare nulla in quel momento.

2) La vita si genera tra l'unione di un uomo e una donna: Senza volere entrare in nessun dibattito, è inconfutabile che affinché una vita nasca, deve esistere l'unione tra uno spermatozoo e un ovulo. Anche quando una nuova vita viene donata con l'utero in affitto - ricordate che è sempre necessaria l'unione tra un gamete femminile e uno maschile.

3) Nasciamo da un grembo femminile: Senza la donna, l'essere umano non sarebbe di questo mondo.

4) Religione perfetta: La religione perfetta non esiste, ognuna impone dei vincoli e giudica i propri fedeli. In definitiva, la religione è uno dei metodi migliori per manipolare le menti più fragili.

5) Invidia: In definitiva soffre maggiormente chi prova invidia, non colui che è oggetto di questo triste sentimento.

venerdì 13 novembre 2020

Raggiungere l'Obbiettivo: Ci vuole talento o Costanza?

La perseveranza ti premia
Vi siete mai domandati perché alcune persone riescono a raggiungere i propri obbiettivi, diventando magari delle celebrità, altri, invece, si scontrano contro un muro per poi rinunciare. A questo quesito essenzialmente esistono due componenti fondamentali 'talento e costanza'. Ma qual è tra le due quella più determinante che ci accompagnerà a toccare la meta tanto desiderata? Per quello che ho notato e conosciuto, ci sono persone con un innato talento e intelligenza, ma che per loro natura non riusciti a raggiungere quei risultati sperati grazie alle loro facoltà. Questo è per dire che avere del talento, di per sé non è sinonimo e certezza di avere successo. Il talento deve essere coccolato e non essere mai lasciato da solo in balia degli eventi. Al talento, occorre un altrettanto talento nella costanza e nella voglia di realizzare il tuo sogno.

L'emozione non deve mai mancare

Un'altra componente per raggiungere i propri obbiettivi è la passione, che spesso per molte persone di talento non è un'attitudine e non compare nelle loro capacità. Prendiamo il campo della musica: ci sono tanti bravi esecutori vocali, ma che non trasmettono la minima emozione, freddi nell'anima, come degli automi. Quando la passione è impercettibile, mancherà sicuramente anche l'emozione. Mai fai una cosa per poi tramutarsi in un peso o un obbligo. 

La costanza accresce il talento
Appurato che l'emozione non deve mai mancare per qualunque cosa noi facciamo, ecco che sarai tu stesso ad avere la volontà di faticare e trovare quella costanza, che all'inizio facevi fatica a desiderare. La fatica diventerà quasi un piacere, perché il tuo obbiettivo è di migliorati e diventare il migliore. 

Accetta le critiche ma non farti abbattere da loro

Quando la tua popolarità inizierà a crescere - come per incanto dovrai scontrarti con i tuoi nuovi haters, che cercheranno in tutti i modi di disilluderti dal tuo progetto. Questi individui di solito hanno una vita vuota, e proveranno con qualsiasi mezzo a demoralizzarti, perché si nutrono dei fallimenti altrui. Inutile dire che queste persone non devono intaccare i tuoi obbiettivi. Al contrario, accetta le critiche costruttive, trovando dei modelli da seguire. In poche parole, sempre è solo Energia Positiva.

mercoledì 21 agosto 2013

5 persone che affermano di essere sopravvissute a un aborto

5 persone che affermano di essere sopravvissute all'aborto della loro madre.  Una dichiarazione che se fosse vera potrebbe cambiare del tutto la delicata questione che da anni divide i pensieri delle persone. Ad ogni modo quello che conta: è l'unica differenza tra l'aborto e  un aborto fallito, che porta normalmente alla nascita prematura di un bambino.

Di seguito le storie di 5 persone che dicono di essere sopravvissuto a un aborto.

 Melissa Ohden -

Sua madre biologica decise di interrompere la gravidanza attraverso un aborto salino al quinto mese. Un aborto salino è diverso dalla maggior parte degli aborti in quanto richiede più tempo. Probabilmente la donna credeva di essere incinta meno di 5 mesi. Il fatto che Melissa è sopravvissuta e ha pesato  circa  3 chili.

Gianna Jenses -

Ora attivista anche lei nata dopo un tentativo di aborto salino.  A causa della soluzione salina le causò la paralisi motoria, solo dopo i 3 anni iniziò se pur con difficoltà a superare questo handicap.


 Josiah Presley -

Josiah è un giovane uomo che vive in Oklahoma  molto coinvolto in un movimento chiamato Abolitionism (abolizionismo) . Josiah ha un sacco di ragioni per opporsi, infatti anche lui nato dopo un aborto fallito in Corea che gli ha lasciato un braccio monco.


Brandi Lozier -

Brandi Lozier è nativa della Louisiana sua madre naturale aveva programmato di interrompere la gravidanza ancora con  procedura della soluzione salina a quattro mesi di gravidanza. Mentre lo staff medico era intento a togliere il feto morto, la bambina alzò un braccio e fu portata in rianimazione.


Dr. Imre Teglasy -

La storia del dottor Teglasy è unica  in quanto è sopravvissuto a  un aborto prima che ci fossero le procedure standardizzate per procedere. La madre voleva abortire nonostante le proteste del marito ha tentato di farlo da sola, ma non ebbe successo. Ora Imre Teglasy ha un  dottorato in letteratura ed è un avvocato per le donne gravide in crisi.


foto: via[sxc]

giovedì 27 giugno 2013

10 personaggi diventati famosi dopo la morte

casa abitata da Van Gogh a CuesmesNon tutte le persone hanno cercato insistentemente la fama, ma come sempre accade il loro talento è stato scoperto dopo la morte. Il successo è una cosa volubile, sfuggente, gioca con i sentimenti. Di seguito vediamo: 10 personaggi diventati famosi dopo la morte


1. Johannes Vermeer (1632-1675)

Il famoso artista olandese noto per i suoi dipinti di vita domestica e della classe media è stato un pittore prettamente locale poco conosciuto, e mai ricco. Sua moglie attribuì la sua prematura scomparsa allo stress di natura finanziaria. A distanza di secoli Johannes Vermeer è riconosciuto come uno  dei grandi maestri della pittura olandese. Nel 2004 un suo quadro fu valutato 30 milioni  di dollari. Il dipinto è il famoso ''Young Woman Seated at the Virginal''



2. Johann Sebastian Bach, the composer (1685-1750)

Sarebbe fuorviante dire che Johann Sebastian Bach morì prima diventare  famoso, eppure egli durante la sua vita fu acclamato per il suo talento come organista. Fu grazie a Felix Mendelssohn, quasi 80 anni dopo la sua morte che il pubblico iniziò ad amare Bach sopratutto come compositore. Mendelssohn rintrodusse una musica sacra di Bach ''La passione secondo Matteo.'' Ora è considerato come uno dei maggiori compositori del periodo barocco, se non uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

3. Henry David Thoreau (1817-1862)

Nonostante la pubblicazione di "Walden" (La vita nei boschi), ha portato allo scrittore americano,un modesto successo. I suoi scritti politici hanno avuto un impatto limitato durante la sua vita. Thoreau si guadagnava da vivere lavorando in una fabbrica di matite, e collaborando con qualche giornale locale.  Ma quasi tre decenni dopo la sua morte, Henry Stephens Salt scrisse la biografia di Thoreau, che regalò a Thoreau una grande fama postuma.


4. Herman Melville (1819-1891)

Scrittore e critico letterario americano di New York City,  la sua carriera non è mai decollata del tutto. Il suo capolavoro Moby Dick  fu riscoperto grazie a una biografia di un insegnante di nome Raymond Weaver.  Moby Dick ai giorni nostri è considerato come una delle opere fondamentali della letteratura mondiale.


5. Gregor Mendel (1822-1884)

Naturalista, matematico è considerato come il pioniere della moderna genetica per le sue teorie sui caratteri ereditari.


6. Emily Dickinson (1830-1886)

Lei è stata un grande poetessa, ma nella sua vita riuscì a pubblicare solo 10 poemi. Mentre invece fu una scrittrice prolifica. I suoi lavori amava condividerli con amici e parenti. A metà della sua vita la poetessa ha vissuto in totale isolamento, ma nessuno è sicuro che questo fosse stato il suo volere. Dopo la sua morte sua sorella Lavina ha scoperto 40 volumi rilegati a mano con quasi 1.800 delle sue poesie.

7. Vincent van Gogh (1853-1890)

Lui forse di tutta questa lista è l'esempio più eclatante. Una vita fatti di stenti e frustrazioni, incompreso sin da quando era piccolo. Anche se era conosciuto da altri artisti per il suo talento, ha vissuto un'esistenza di stenti e per lo più sconosciuto al grande pubblico. A soli 37 anni è morto sparandosi un colpo di pistola nella solitudine più totale.

 8. Franz Kafka (1883-1924) 

Nato a Praga, scrittore Franz Kafka è cresciuto in una famiglia ebrea della classe media,  ha continuato a studiare legge e lavorava nel settore assicurativo. Benché fosse uno scrittore prolifico , poche delle sue opere sono state pubblicate quando era vivo. Nel 1923, si trasferisce a Berlino per dedicare anima e corpo alla sua unica passione: la scrittura.  Ma morì di tubercolosi poco dopo - non sapendo purtroppo quanto le sue opere in seguito ebbero un enorme impatto sulle future generazioni di scrittori e studiosi.


9. Vivian Maier (1926-2009)

Nata a New York e cresciuta in Francia, Vivian Maier si trasferì a Chicago nel 1956, dove ha trascorso gran parte della sua vita come baby sitter. Ma  quando poteva girava per le strade a fotografare le persone e le loro espressioni. Nessuno conosceva la sua passione segreta. Maier avrebbe lasciato dopo la sua morte più di 100 mila negativi, oltre ad altre forme di media.

10. Stieg Larsson (1954-2004)

E' stato uno scrittore e giornalista scrittore svedese. Nel 2008 quattro anni  dopo la sua morte è stato il secondo scrittore più venduto. Nel 2010 la sua trilogia Millenium ha venduto oltre 27 milioni di copie in 40 paesi.


foto: inizio articolo [wikimedia commons] - autore Jean-Pol GRANDMONT

mercoledì 29 maggio 2013

La vita è monotona: Un divertente GiF animate a rappresentare una giornata di un uomo


Quanti di noi ogni  giorno fanno  sempre le stesse cose, quella routine quotidiana e monotona che ci porta  a diventare un robot. Molti si alzano prendono il bus  o la metro per andare a lavoro ( se abitano in una grande città), e la sera tornano a casa a guardare un programma squallido in TV o surfare per i meandri del web, ancora più triste se a casa non c'è nessuno ad aspettarci. Ma anche per chi vive in una realtà  più piccola le giornate sono pressoché le stesse, giro in centro e poi tutto il resto è noi come diceva il poeta.


In queste divertenti GIF animate il francese e illustratore Guillaume Kurkdjian, ha voluto riprodurre delle scene di vita quotidiana nel mondo in maniera umoristica.  Scene di persone che ripetono la stessa cosa fin quando la propria batteria non verrà a scaricarsi, è questo che rende le GIF animati molto divertenti e coinvolgenti.


La creazione di ambienti vedono degli uomini nella propria abitazione: da una casa a 2 piani, a una roulotte o un palazzo dove ogni inquilino si diletta in una specifica attività. I suoi altri progetti vanno da poster design 2D e 3D, di video, fotografia e persino il design tipografia  di isole galleggianti, all'insegna di una  vita monotona. L'illustratore ha solo 20 anni, ma già dimostra di avere talento e un portfolio di tutto rispetto su: Vimeo, Flickr, o wertn.com





Bisous les Compains looping animations 5

Bisous les Compains looping animations 6



foto: via[visualnews]

sabato 6 aprile 2013

''Vorrei essere morta'' : Una ragazza pakistana decide di lasciare il marito e viene punita con 15 colpi d'ascia dal fratello

Gul Meena è una ragazza pakistana e come tante altre sue coetanee del posto è costretta ad andare in moglie contro la sua volontà  in tenera età a uomini che potrebbero essere già suoi nonni. A soli 12 anni le fu imposto di sposare un uomo di ben 60 anni, privandola  da quello che doveva essere la vita di una bambina: andare a scuola e giocare con le sue amiche.

La convivenza con quell'uomo è stata una continua sofferenza per la bambina, che quotidianamente veniva picchiata, neanche le sue lacrime calmavano la follia e la cattiveria dell'aguzzino. Quando Gul parlava con la  famiglia delle percosse che giornalmente riceveva, questi la consolavano con altrettante umiliazioni corporali dicendo ''che lei apparteneva a suo marito''

Arrivata alla disperazione la bambina  ha detto ''Avevo cercato di uccidermi con il veleno più volte, ma non ha funzionato. ''  Ormai dopo cinque lunghi anni di sofferenza, l'unica soluzione plausibile fu quella di fuggire da quella casa,  così a novembre dell'anno scorso Gul si è fatta coraggio e con poche cose  a presso è   scappata da suo marito assieme a un giovane afgano.

Purtroppo la fuga non ha avuto esito felice per i due giovani,  a Jalalabad in Afghanistan in poco tempo il fratello è riuscito a scovare dove  la sorella e il ragazzo si nascondevano. Il fratello ha colpito  a morte prima il ragazzo con un'ascia, poi la sua ira si è riversata sulla sorella che la colpita con la stessa arma per ben 15 volte.

L'uomo convinto di aver fatto giustizia e ucciso sua sorella, benché distesa in una pozza di sangue Gul era ancora viva con una parte del suo cervello appeso fuori dalla  divisione  della calotta cranica. Medici e chirurghi del Nangarhar Regional Medical Center sono riusciti a salvarle la vita, tra l'altro lo staff medico ha provveduto di tasca propria alle cure della ragazza perché le autorità pakistane non volevano sostenere viste le circostanze.

Dopo 2 mesi di degenza in ospedale Gul è stata data in affidamento  a una  associazione di beneficenza per le donne afghane rifugiate a Kabul.  Quando Gul si guarda allo specchio dice di vergognarsi ... è così possiamo anche finire di scrivere questo post, se una creatura innocente dopo quello che ha subito dice pure di vergognarsi.

Gul Meena's brother thought he had killed her but surgeons were able to save her life

foto e fonte: via [dailymail]

lunedì 18 marzo 2013

La luce dopo la morte vista dallo scultore Mihoko Ogaki

Uno dei più grandi dilemmi da quanto l'uomo ha calcato per la prima volta il suolo terrestre è questo, Che cosa c 'è dopo la morte? C'è un'altra vita dopo questa terrena? Rinasceremo sotto quale forma, magari in un'aquila o in un albero?

Purtroppo nessuno è in grado di rispondere a questo quesito, molte persone  affermano di aver attraversato una forte luce mentre lottavano in un letto di ospedale tra la vita e la morte. E' chiaro che ogni singolo individuo ha la facoltà di credere o non a questi racconti extra corporei.

 Ispirato da queste idee di vita, morte e rinascita, un'artista giapponese Mihoko Ogaki ha realizzato alcune opere sorprendenti. Negli ultimi anni ha creato una serie continuativa  di sculture che si illuminano, quasi ad voler sottolineare il lieve  confine che esiste tra la vita e la morte. Il progetto in corso si chiama "Milky Ways"


Le figure sono costruite con della  fibra rinforzata e con plastica e sono modellati nella forma di una persona morta o morente. All'interno delle sculture vengono fatti migliaia di fori  integrati con luci a LED

 Lo spettatore assisterà allo spettacolo di una scultura nera che inizia ad illuminarsi. La  luce dopo la morte dove  l'anima di quel soggetto ha bisogno di staccarsi da quel corpo decadente. Forse all'inizio può apparire come un arte macabra, ma allo stesso tempo la trovo affascinante. Inutile il mistero, l'incertezza avranno sempre un loro fascino nella vita degli uomini.

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foto: via [visualnews]

domenica 17 marzo 2013

Prima di morire un padre malato di cancro terminale ha vinto una maratona spingendo la figlia in passeggino

Un uomo di 32 anni Iram Leon, malato terminale per un tumore al cervello, diagnosticato per i suoi 30 anni, ha vinto la maratona  di GusherMarathon’ in Texas con un signor tempo di  tre ore, sette minuti e 35 secondi, come se non bastasse spingendo  un passeggino dove era seduta la figlia  di 6 anni.

Una scena che ha commosso centinaia di persone che hanno assistito alla corsa. La sua impresa è stata riportata  nei più grandi giornali americani e inglesi come Mail Online. Egli afferma di essere arrivato secondo al traguardo, perché per primo ha valicato la meta,  il passeggino spinto da lui  dove felice sedeva la ragione della sua vita: sua figlia Kiana.

La bambina è molto affezionata al padre da quando   i suoi genitori hanno divorziato. Kiana trascorre gran  parte della settimana con il papa nella casa di Austin nel Texas . L'uomo ha deciso di non sottoporsi alla chemioterapia per rimanere lucido e passare più tempo possibile con la figlia.

I dottori pensano che Iram potrebbe arrivare a celebrare i suoi 40 anni. Intanto questo padre fuori dal comune, ha aperto un blog dove racconta della sua malattia e come trascorre le  sue giornata. Grazie a quel  suo amore profondo con la  propria figlia, Iram ha rilevato alla bambina del suo tumore. Il nostro augurio è quello che lui possa vedere sua figlia farsi donna.

Joy: Kiana was with her father every step of the way

Foto: via[mailonline]

venerdì 25 gennaio 2013

Non sai quanto mi dispiace per te - Inutile frase per un malato di tumore

Quando la vita ci mette di fronte a un nostro amico o familiare malato di cancro le parole tardano a tornare, un pensiero fisso naviga nella nostra mente, trovare frasi di conforto per il nostro caro, Eppure chi è malato di tumore non vuole essere compatito, ne preso in giro con parole di perbenismo fatte di un finto incoraggiamento.

Ho letto vari articoli su questo argomento, da dove ora, posso trarne le mie conclusioni e considerazioni. Tra cui: Le 10 cose che un malato di cancro non vorrebbe mai sentirsi dire. Ma praticamente alla base di tutti gli articoli c'è sempre un tema principale: essere noi stessi di fronte a un malato di cancro.


Quello che conta per un malato  di tumore è il sostegno, esserci, anche se quella inaspettata diagnosi ha sconvolto tutti quanti, ma mai dimostrare un atteggiamento di compassione e finte promesse. Ascoltare  in silenzio, il proprio caro è un ottimo sostegno. Prima di dare una vostra risposta cercate sempre che egli finisca di esporre i suoi pensieri e le sue emozioni, benché queste siano turbate da una comprensibile malinconia.

Comunicare avvolte attraverso i gesti è più efficace di qualsiasi parola,  una carezza o stringere la mano del malato esprime un'infinità di cose, soprattutto io ci sono.  Mente invece non lasciatevi andare in frasi del tipo " Andrà tutto bene"  un'espressione alquanto banale e priva di convinzione già da parte dell'autore. Il malato potrebbe percepire da parte vostra un finto perbenismo, come per non sentirvi in colpa di quello che sta accadendo nella sua vita.

Un'altra frase falsa che potete  risparmiare è questa " Ti trovo in grande  forma, oppure stai benissimo" Un malato di cancro è malato di tumore ma non è scemo, può ancora guardarsi allo specchio. E ha bisogno  di altro da chi ama, non di parole prive di fondamenta.


Tra tutte le affermazioni meno opportune "Non sai quanto mi dispiace per te" questa è davvero una delle più umilianti  per l'ammalato.  "Mettimi al corrente dell'esito dei nuovi esami" una cantonata da non fare poiché nessuna persona malata di cancro ha voglia di diffondere il corso della sua malattia.

Quello che invece un malato di cancro può aspettare da una persona cara è un aiuto concreto, tipo aiutarlo a pulire la casa, andare a fargli la spesa, in pratica "Date una mano".



lunedì 7 gennaio 2013

Mathew Arthur un ragazzo canadese ha deciso di vivere tutto il 2013 dentro a un furgone

Voglia di libertà, sfida, o cos'altro, quello che conta che Mathew Arthur, un designer canadese precisamente di Vancouveur, ha deciso di vivere per quest'anno in un furgone. Il giovane  ambizioso ragazzo annotterà questa sua particolare esperienza in un diario di bordo, non altro che il suo blog personale chiamato Van x year. Perciò, per chi vuole seguire l'avventura del freelance Mathew Arthur ( che si guadagna da vivere come 3D designer), non deve far altro che cliccare sul collegamento ipertestuale.

Il giovane prima di intraprendere questa avventura solitaria ha monitorato ogni spazio possibile del veicolo che diverrà a sua volta, un letto, una scrivania, e un piccolo spazio per il lavabo. Che dire un furgone che diventa per necessità un micro appartamento.

Per certi versi mi ricorda il film Into the Wild dello sfortunato Christopher McCandless, ma questa volta è tutto diverso, è vero che anche Mathew vivrà da solo, ma potrà contare sul'esistenza dell'elettricità e un Computer con connessione a internet  da dove  condividerà le sue giornate con i suoi followers. Non possiamo che augurargli questo Good Luck man!


foto Van Year

sabato 8 settembre 2012

Argentina: Milagros la bimba nata prematuramente dichiarata morta si sveglia all'obitorio dopo 12 ore

I miracoli esistono? Ognuno è libero di pensare a modo suo, ma quando una vita che sembrava finita prematuramente inizia di nuovo a vivere come quella di Milagros un neonato dichiarato morto di medici e poi trovata viva dopo 12 ore all'obitorio dai suoi genitori. Tutto questo almeno deve farci pensare.


Si chiama Milagros (Miracolo), e non poteva chiamarsi in modo diverso.  Nata il 3 aprile prematuramente, il
suo corpicino pesava solo  780 grammi. I medici aveva dichiarato dopo averla visitata che la bimba non c'è l'aveva fatta ed era morta, ma 12 ore più tardi quando la mamma e il papa sono andati all'obitorio per vedere ancora una volta la loro bambina e dirle addio, non hanno potuto credere a quello che stava accadendo quel corpicino e le sue manine facevano piccoli movimenti assieme a dei tipici lamenti di un neonato. 
Dopo questo evento miracoloso i genitori hanno deciso di chiamare la bambina Milagros non più Lucia.  Ora dopo 5 mesi all'ospedale pediatrico di Buenos Aires Milagros e potuta andare a vivere a casa con i suoi genitori, per ora la bambina ha ancora bisogno dell'ausilio di attrezzature specialistiche per respirare.

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