Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu: violenza alle donne
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lunedì 2 febbraio 2015

24 scrittrici afro -americane che devi conoscere

Alcune scrittrici afro -americane hanno contribuito nella storia a far conoscere la dura vita della donna di colore all'interno della società statunitense Secoli di schiavitù e umiliazioni raccontate dalla loro penna. La donna in generale che per anni ha dovuto subire l'ultimo gradino della scala sociale, pensatel'essere persino schiava! Una lista più che doverosa nei confronti di 24 scrittrici afro -americane che hanno contribuito in modo determinante alla lotta contro la schiavitù e la discriminazione.

1) Phillis Wheatley (Senegal o Gambia, 8 maggio 1753 – Boston, 5 dicembre 1784) -  Schiava in Massachussets fu educata dai suoi padroni divenendo una poetessa.

2) Maria Stewart (1803? - December 17, 1879) - Attivista contro il razzismo e il sessismo, è nata libera in Connecticut, facendo parte della classe media dei neri liberi del Massachusetts. Ha scritto il libro  Behalf of abolition

3) Harriet Jacobs ( 11 Febbraio 1813 - 7 Marzo 1897) -  Harriet Jacobs, riuscì a fuggire dalla schiavitù e si  affermò come una abolizionista. Nel 1861 ha pubblicato il libro Incidents in the Life of a Slave Girl. Un libro autobiografico crudo che raccontava degli abusi contro le schiave.

4) Mary Ann Shadd Cary (  9 October 1823 - 5 giugno 1893) -  Avvocato e un sostenitrice dei diritti delle donne creò un giornale in Ontario che parlava di schiavitù e ingiustizia dei bianca verso i neri.

5) Frances Ellen Watkins Harper ( 24 Settembre 1825 - 20 February 1911) - Frances Ellen Watkins Harper è stata  scrittrice e abolizionista del 19 ° secolo . Nata in una famiglia nera libera divenne insegnante e attivista anti-schiavitù,e  poetessa

6) Lucy Parsons ( Marzo 1853 - 7 Marzo 1942) - Conosciuta per il suo radicalismo, Lucy Parsons era una scrittrice di articoli socialisti e anarchici. Ha sempre negato di avere origine africane.

7) Ida B. Wells-Barnett ( 16 Giugno 1862 - 25  Marzo 1931) - Giornalista minacciata di morte a Nashville. Si è trasferita a New York e poi a Chicago, dove ha continuato a scrivere di giustizia razziale.

8) Mary Church Terrel (  September 23, 1863 - July 24, 1954) - Leader dei diritti civili e giornalista  ha scritto saggi e articoli nella sua lunga carriera. Ha inoltre tenuto conferenze  a favore delle donne di colore. Nel 1940 ha pubblicato un'autobiografia ''Una donna di colore in un mondo bianco''. Nacque prima della firma della proclamazione di emancipazione.

9) Alice Dunbar-Nelson ( 19 Giugno 1875 - 18 September 1935 ) - Scrittrice della fine del 19 ° secolo e l'inizio del 20 ° secolo. La sua vita e la scrittura hanno raccontato delle proibizioni in cui viveva.

10) Georgia Douglas Johnson ( 10 Settembre 1880 -  14 Maggio  1966)  - Una scrittrice drammaturga.  Molti dei suoi scritti inediti sono andati persi. Il suo saggio più celebre I want  to die while You love me.

Altre scrittrici afro americane in ordine cronologico

  • Jessie Redmon Fauset
  • Zora Neale Hurston
  • Shirley Graham Du Bois
  • Marita Bonne
  • Regina Anderson
  • Daisy Lee Bates
  • Gwendolyn Brooks
  • Lorraine Hansberry
  • Toni Morrison ( ancora viva)
  • Audre Lorde
  • Angela Davis ( ancora viva)
  • Alice Walker ( ancora viva)
  • Bell Hooks ( ancora viva)
  • Ntozake Shange ( ancora viva)

lunedì 28 aprile 2014

10 donne fuggite da terribili abusi

abusi sulle donne
Ci sono tanti modi per fare del male a una persona: abuso fisico e psicologico, distruggere le proprie emotività  nella finalità di schiavizzare e degradare le loro vittime. La storia ci racconta che troppo spesso il ruolo di vittima predestinata è la figura femminile. Un qualcosa che vorremo non sentire più ai TG. In questo post vedremo la storia di 10 donne fuggite da terribili abusi.

10 - Legata e nuda - Una donna di nome Georgia camminava in un negozio vicino quando si avvicinò un uomo, offrendole un passaggio. Purtroppo in macchina le cose presero una piega sbagliata. L'uomo tirò fuori una pistola puntandola in faccia alla malcapitata, per poi legarle le mani e condurla al suo camper a 60 km di distanza. In seguito ha violentato la donna lasciandola nuda e legata nel camper. In un primo momento, la donna aveva paura di fuggire perché minacciata di morte dal suo rapitore, poi sentendo un camion fuori dal vialetto si fece coraggio. Giorgia ha strisciato fuori dal campo per 15 metri perché ancora legata  e senza vestiti,  fino a quando un automobilista l'ha vista coricata nella strada. B. J l'aguzzino è stato identificato dalla polizia è accusato di stupro, sequestro di persona e detenzione di armi da fuoco.


9 - Lavaggio del cervello - Nell'ottobre 2013, la polizia portò in salvo tre donne detenute contro la loro volontà in un appartamento di Londra.  Le vittime hanno detto di aver subito ripetute violenze e plagiate per  quasi 30 anni. Le donne hanno manifestato chiari segni  di manipolazione emotiva. Quelle più  anziane (67, 59 anni) hanno detto di aver incontrato il loro rapitore molti anni fa nella capitale, per poi decidere di andare a vivere insieme. La loro era una vera seta chiamata '' il collettivo''. Anche se le donne non erano trattenute con  la forza, un qualcosa ancora di più forte le teneva all'interno di quella casa, la ''sudditanza psicologica''. Il 21 novembre 2013, la polizia britannica ha annunciato l'arresto di una coppia indiana e della Tanzania accusati di servitù domestica insieme a reati in materia di immigrazione.


8 - La fuga - Il 19 agosto 2011, una 26 enne  israeliana che vive ad Amburgo fu rapita da degli uomini armati nella casa di una sua conoscente e tenuta prigioniera per due ore. La donna fu rinchiusa in una cella insonorizzata fatta da una cabina telefonica, ma riuscendo a fuggire perché il suo rapitore si dimenticò di chiudere la porta.

7 - L'unica Sopravvissuta  - Il 27 settembre del 1992, una ragazza di  19 anni  aveva perso l'autobus ed era in ritardo per il lavoro,  così accettò un passaggio da un uomo che le chiese il suo numero di telefono.  La mattina seguente l'uomo si presentò alla fermata dell'autobus e su tutte le furie per avere ricevuto un numero falso, caricò la ragazza in macchina costringendola con la forza ad avere dei rapporti, per poi rinchiuderla nel bagagliaio. La ragazza riuscì a fuggire con la macchina in movimento. Grazie alla sua testimonianza si è saputo che l'uomo era un serial killer ed aveva già ucciso altre donne.

6 - Nove mesi di abusi continui -  Il 15 giugno 2012, una donna a Kanpur in India nel bagno della stazione incontrò un uomo che la drogò e la portònella sua casa a Delhi. Per nove mesi, l'uomo l'ha picchiata, minacciata psicologicamente, e violentata anche con i suoi amici. In un momento di lucidità perché non drogata è riuscita a fuggire e chiedere aiuto. L'uomo e un complice sono stati presi dalla polizia, ma solo il rapitore principale è stato accusato e condannato a 30 anni di prigione. La sentenza fu ugualmente scandalosa in quanto il giudice teorizzò che forse la donna andò volentieri.

A domani per la seconda parte.

domenica 17 novembre 2013

Nasce in India una nuova app smartphone antistupro

L'India da troppo tempo è più famosa per le violenze e abusi sulle donne, che per la sua immensa cultura, e monumenti opere che in ogni luogo sono sempre state vanto del loro paese. Per difendersi dagli aguzzini molte donne stanno ricorrendo alla tecnologia del momento, lo smartphone e GPS provvisti nel territorio indiano di una nuova app antistupro.

Di cosa si tratta? In pratica tele applicazione chiamata ''ICE ALERT'' attiva nel proprio device, al momento che viene utilizzata invia un messaggio di SOS in caso di pericolo, mentre invece un'altra app permette alla famiglia di monitorare gli spostamenti della propria parente. Qualcuno dirà addio privacy!

Soniya Rana vive a New Delhi ed è una di quelle donne che ha installato questa app nel suo telefonino intelligente. La ragazza ha detto di aver aggiornato il sistema con il numero di cellulare del padre, che ogni 15 minuti può vedere in modo dettagliato dove si trova anche se sale su un taxi nel cuore della notte.

A dire il vero in India esistono anche altre applicazioni rivolte alla incolumità delle donne, tra cui  SafeBridge, progettato dalla società Telerik India. Premendo il pulsante  Help Me viene inviato un messaggio che mostrerà l'esatta longitudine e  latitudine  alla persona che si è voluto connettersi in caso di bisogno. Come ha spiegato il presidente della società - l'invio di un SMS è più discreto di una chiamata. Dal 1971 gli stupri in India sono aumentati del 760%

sabato 12 ottobre 2013

Molestie sessuali non tutelate se sei uno stagista a New York

Qualche settimana fa è sta emessa a New York una sentenza che sta facendo parlare: se sei uno stagista nella Grande Mela non puoi citare il tuo boss a giudizio  per molestie sessuali, poiché non sei stato assunto come dipendente da quella compagnia o azienda.

La vicenda è capitata a un giovane ex stagista di Satellite Television di 26 anni  Lihuan Wang che si  è vista respingere la denuncia da un giudice di Manhattan per presunte molestie sessuali a suo danno, la motivazione perché non era una dipendente regolare dell'azienda.

Purtroppo essere uno saggista a New York e in altre città porta a molteplici difficoltà, non si è tutelati e spesso usati dagli stessi datori di lavoro senza percepire un minimo compenso. Questa ingiustizia si estende anche a quei tirocinanti non retribuiti ha dichiarato il giudice Kevin Castel della Corte federale di Manhattan, il concilio di New York poteva modificare questa legge ma non è mai stata in grado di farlo.

Wang racconta che il suo supervisore l'ha più volte molestata palpando il suo fondo schiena e obbligandola a baciarlo.

lunedì 7 ottobre 2013

Francia: Quattro esorcisti rischiano l'ergastolo perché seviziavano '' i posseduti''

Sembra di assistere a un vero film  horror dai connotati oscuri  di una setta religiosa, invece è quanto accaduto in Francia dove 4 esorcisti sono presunti colpevoli di aver sequestrato e seviziato una donna che a parer loro era posseduta. Oggi il tribunale di Evry ha aperto il processo. Per ora si è potuto appurare che i quattro appartengono a una setta protestante evangelica.


I fatti: Gli aguzzini avevano legato la vittima  di 19 anni  in posizione a croce immobilizzandola su un materasso per ben 7 giorni. I vicini raccontano di urla disumane, ma non pensavano potessero essere il frutto di una persona in balia di 4 pazzi esaltati. Antoinette non aveva ne cibo ne acqua, ma accanto al suo corpo è stato trovato: uno strano miscuglio di olio e acqua.


L'esorcismo: L'incubo per Antoinette inizia nel maggio 2011 quando il suo partner crede che la compagna è posseduta dal maligno, così per il suo bene decide di scacciare il demonio. Gli accusati hanno ammesso di aver praticato degli esorcismi per il bene della ragazza e di appartenere alla Chiesa del Settimo Giorno. I quattro presunti  esorcisti hanno riferito che la ragazza era consenziente  La cosa che desta ancor più sgomento in questa storia fatta di credenze medievali, che tra gli aguzzini c'era anche la mamma della ragazza.

venerdì 27 settembre 2013

E' stata scoperta la vera identità di Jack lo Squartatore

Sono passati quasi 150 anni dal mistero e fare luce sulla vera storia e identità di Jack The Ripper conosciuto meglio come  lo Squartatore, ebbene dopo lunghi anni di supposizioni un detective tedesco ora in pensione afferma di aver fatto una sensazionale  scoperta,  su chi sia questo famigerato personaggio.

Una rivelazione che potrebbe cambiare la storia di The Ripper il quale secondo Miriot ( il nome del detective), non sarebbe un dottore della Londra Vittoriana, ma bensì un mercante tedesco Carl Feigenbaum. Miriott  sostiene che il cinema di Hollywood abbia falsato la vera storia, poiché i  documenti preso da lui in possesso parlano di altri fatti all'epoca degli omicidi.

Ciò di cui siamo sicuri: che nel periodo compreso tra il 31  agosto del 1888 e il 9 novembre del 1888 Mary Ann Nichols , Annie Chapman , Elizabeth Stride , Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly furono uccise con un'arma da taglio nel quartiere di Whitechapel a distanza da un miglio l'una dall'altra. In particolare delle cinque vittime (tutte prostitute) il ritrovamento dell'ultimo corpo  fu qualcosa di sconvolgente, il serial killer le aveva mutilato i seni e le orecchie e posti sul comodini, il viso irriconoscibile perché anche quello mutilato, stomaco e buona parte degli intestini messi sopra le mani.

Perché secondo Miriott Jack lo Squartatore sarebbe un certo Carl Feigenbaum? Perché Feigenbaum in quanto mercante la sua nave era frequentemente attraccata al porto di Whitechapel, quindi frequentatore di prostitute. Non solo, questo strano personaggio era stato accusato dell'omicidio di alcune donne anche loro mutilate  a New York, e difeso dal suo avvocato William Lawton che ricorse all'infermità mentale per il suo assistito. The Guardian afferma che le indagini dello scrittore tedesco non possono essere prese inconsiderazione in quanto come  i  tanti ''Ripperologist'' mancano di prove concrete.

giovedì 13 giugno 2013

Essere una donna indiana ai tempi d'oggi

Sempre più donne indiane lasciano il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore, ma la maggior parte cade nella trappola della prostituzione.

Cosa vuol dire essere una donna indiana ai tempi d'oggi? Probabilmente essere sempre più vicine al pensiero occidentale. Il  Guardian è andato in India per descrivere la difficile situazione di molte donne che vivono nella povertà di alcune zone rurali.


False promesse

Le protagoniste sono 2 donne: Malti di 22 anni e Sita di 35 illuse da un buon posto di lavoro in Medio Oriente, invece segregate in una casa a New Dehli con altre 18 donne destinate a prostituirsi, ma per fortuna liberate dalla polizia dopo 4 mesi di prigionia. Purtroppo questo non è l'unico caso isolato in India,  si contano più di 3500 donne rapite come fine ultimo quello di farle prostituire.


Destinazione Golfo

Tre anni fa sono state 3400 le persone partite dalle regioni rurali e più povere del paese destinate al viaggio della speranza in Medio OrienteArabia Saudita, Bahrein ed Emirati Arabi, ma per molti diventato un purgatorio e mai arrivate, perché rimaste nelle grandi città come schiave del sesso. Ma purtroppo questa violenza fisica e psicologia avviene nello stesso Medio Oriente per le donne indiane che illuse di un lavoro da domestica si vedono costrette a lavorare nei bordelli.


Solitudine

C'è da dire che queste donne partono dai loro paesi senza nessuna costrizione, perché ingenuamente attratte da facili guadagni e forse conosco quello che andranno a fare. Ma inevitabilmente i loro protettori hanno una forte sudditanza psicologica nei loro confronti e le fanno diventare delle schiave del sesso.  Anche quando la polizia riesce a liberarle, ormai queste donne non sono più capaci di avere indietro la propria vita, vengono disprezzate dalla stessa famiglia e comunità. In pratica la loro dignità è perduta per sempre.



woman
foto: via sxc.hu

domenica 9 giugno 2013

Perché gli uomini musulmani non devono coprire la loro faccia?


Si chiama HindAleryani,  lei è una blogger e giornalista dello Yemen che ha raccontato  la sua storia intima e privata al cospetto di quel  mondo maschile e femminile in Medio Oriente.

Ho cercato di riportare la sua intervista - racconto pressoché come in quella originale, perché i pensieri di questa blogger sono davvero intensi e profondi.


Da bambina  HindAleryani era abituata a giocare nel giardino  di sua zia assieme a ragazzi e ragazze senza nessuna distinzione di sesso. Un divertimento sano come quello che avviene per tanti bambini di tutto il mondo, fatto di rincorrersi, ridere, scherzare, guardare i cartoni alla TV e rammaricarsi quando i loro eroi venivano sconfitti dai cattivi. Anche a scuola da bambini non ci fu nessuna distinzione, ragazzi e ragazze impararono allo stesso modo a leggere e scrivere.

E cosi i giorni passarono ....

Ma qualcosa iniziava a cambiare, lei e sua cugina guardavano da  una finestra il giardino della zia dove ora solo  ai ragazzi era permesso giocare. Quello era il cortile dove giocavano tutti insieme! Cosa stava succedendo?

Perché le ragazze erano delle prigioniere in casa, mentre i ragazzi continuavano a giocare a palla nel cortile? Che cosa avevano fatto di male? Forse perché il loro corpo stava cambiando? O perché sono diventate oggetto di tentazione che deve essere coperto dagli occhi della gente?

Eppure loro facevano parte di  quei coetanei con cui avevano speso tante ore insieme da bambini. Che cosa era cambiato? Qual'era la loro colpa? Perché   Aleryani doveva nascondersi ogni volta che sentiva le loro voci avvicinarsi?   È solo perché l'intonazione della  voce è cambiata? È per questo che  non sono più amici?


Nella loro adolescenza il suo univo svago e quello di sua cugina era guardare soap opera sud americane come se avessero già 50 anni.


E cosi i giorni passarono ....

A scuola le ragazze imparavano a capire  che una donna deve coprire i suoi capelli e sopracciglia perché sono motivo di tentazione. Eppure il suo cantante preferito aveva degli occhi e capelli bellissimi, ma nessuno l'obbligava a portare un velo per coprire la sua faccia. E' nessun coetaneo maschio  ora nell'età della pubertà era costretto a non giocare in giardino come lei.

E cosi i giorni passarono ....

Per tutta la sua vita  le è stato detto, che la donna è un gioiello e deve proteggere  (coprire ), e qualche volta è come una caramella senza buccia che attira uno sciame di  mosche intorno a lei.  Ma i quesiti sono tanti, a lei non è ancora  chiaro perché in TV il suo cantante preferito può mostrare il petto e  braccia nude, questo non potrebbe essere l'oggetto  di tentazione anche per le donne? Non riusciva a trovare la risposta ...

E cosi i giorni passarono ....

Ora Aleryani  è cresciuta studia all'università, vede alcune persone che distribuiscono un piccolo libro religioso ... "tentazioni di una donna," ...  quello che una donna deve coprire. Così dopo aver letto quel libro decise di osservare gli sguardi maschili, e di come le donne riuscivano a tentare  gli uomini anche con un Abaya addosso. Eppure vedeva che gli uomini continuavano a fissare le donne benché tutte coperte da testa ai piedi.  In quel momento si  rese conto che l'abbigliamento non ha niente a che fare con le tentazioni ...  gli uomini avrebbero guardato le donne  in tutte le occasioni. Lei non voleva più essere un gioiello, ma un uomo libero.


E cosi i giorni passarono ....

Ora la scrittrice si trova in un paese occidentale, le donne in strada indossano pantaloncini e gonne corte, eppure ha notato che gli sguardi degli uomini non sono gli stessi di quelli del suo paese, qua ognuno è indifferente come una persona si veste.  In Medio Oriente benché le donne sono completamente coperte, la blogger ha detto che si sentono spogliate con gli occhi, e che questo l'ha fatto odiare di essere su questa terra, ed essere nata donna.  

Nella sua terra perché le donne devono vestire di nero e gli uomini di bianco? Perché nel periodo della pubertà una donna non può correre in strada come un ragazzo?  Perché gli uomini non coprono il loro volto? Purtroppo, anzi logicamente la scrittrice come tutti quanti noi, non ha ancora trovato una risposta plausibile. Forse perché si tratta di ignoranza?

Hind Aleryani @HindAleryani

File:Abayapair.jpg


foto: via [ Wikimedia Commons] - Denise Chan from Hong Kong, China


storia via - yourmiddleeas

sabato 6 aprile 2013

''Vorrei essere morta'' : Una ragazza pakistana decide di lasciare il marito e viene punita con 15 colpi d'ascia dal fratello

Gul Meena è una ragazza pakistana e come tante altre sue coetanee del posto è costretta ad andare in moglie contro la sua volontà  in tenera età a uomini che potrebbero essere già suoi nonni. A soli 12 anni le fu imposto di sposare un uomo di ben 60 anni, privandola  da quello che doveva essere la vita di una bambina: andare a scuola e giocare con le sue amiche.

La convivenza con quell'uomo è stata una continua sofferenza per la bambina, che quotidianamente veniva picchiata, neanche le sue lacrime calmavano la follia e la cattiveria dell'aguzzino. Quando Gul parlava con la  famiglia delle percosse che giornalmente riceveva, questi la consolavano con altrettante umiliazioni corporali dicendo ''che lei apparteneva a suo marito''

Arrivata alla disperazione la bambina  ha detto ''Avevo cercato di uccidermi con il veleno più volte, ma non ha funzionato. ''  Ormai dopo cinque lunghi anni di sofferenza, l'unica soluzione plausibile fu quella di fuggire da quella casa,  così a novembre dell'anno scorso Gul si è fatta coraggio e con poche cose  a presso è   scappata da suo marito assieme a un giovane afgano.

Purtroppo la fuga non ha avuto esito felice per i due giovani,  a Jalalabad in Afghanistan in poco tempo il fratello è riuscito a scovare dove  la sorella e il ragazzo si nascondevano. Il fratello ha colpito  a morte prima il ragazzo con un'ascia, poi la sua ira si è riversata sulla sorella che la colpita con la stessa arma per ben 15 volte.

L'uomo convinto di aver fatto giustizia e ucciso sua sorella, benché distesa in una pozza di sangue Gul era ancora viva con una parte del suo cervello appeso fuori dalla  divisione  della calotta cranica. Medici e chirurghi del Nangarhar Regional Medical Center sono riusciti a salvarle la vita, tra l'altro lo staff medico ha provveduto di tasca propria alle cure della ragazza perché le autorità pakistane non volevano sostenere viste le circostanze.

Dopo 2 mesi di degenza in ospedale Gul è stata data in affidamento  a una  associazione di beneficenza per le donne afghane rifugiate a Kabul.  Quando Gul si guarda allo specchio dice di vergognarsi ... è così possiamo anche finire di scrivere questo post, se una creatura innocente dopo quello che ha subito dice pure di vergognarsi.

Gul Meena's brother thought he had killed her but surgeons were able to save her life

foto e fonte: via [dailymail]

domenica 21 ottobre 2012

Yemen: Una donna uccide il suo stupratore, ma verrà condannata a morte

Quanto vale la vita di una persona, e in particolare di una donna in un paese integralista islamico? Forse niente,  costrette a subire violenze psicologiche e fisiche dagli uomini del posto, ma sono sempre le donne a essere condannate perché colpevoli, perché vittime di quella società.

Nello Yemen una donna è stata condannata a morte dal tribunale per aver ucciso un suo parente a colpi di arma da fuoco, che provava a fare irruzione nella sua dimora per abusare di lei. Inizialmente la donna era stata condannata a due anni di prigione, ma la sentenza è cambiata, è stata condannata a morte.

Proteste dal mondo delle associazioni delle attivisti per i diritti umani, l'associazione delle donne senza catena fondata da Tawakkol Karman, che ha dichiarato di una sentenza ingiusta che viola le leggi e la dichiarazione dei diritti umani.


„Tawakkol Karman

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sabato 13 ottobre 2012

RIP Amanda Todd - Morire suicida a 15 anni perché un lurido essere ha messo delle sue foto private sul web


Questa volta internet e i suoi social network  in particolare Facebook sono stati la condanna per una giovane donna, ancora una  bambina di 15 anni, Amanda Todd canadese, morta suicida perché umiliata da un cyber- bullo, da un mezzo uomo conosciuto su Facebook che ha preteso sempre di più dalla ragazza, sino ad avere nel suo Pc foto di lei in topless. Già,credo che qua ci sia  il reato di pedofilia, perché un adulto non può essere in possesso di foto di questo genere di una minorenne, in più l'ha costretta a una violenza mentale, approfittando dell'anima di una persona fragile che cercava un amico di cui fidarsi.

Un'amicizia intima diventata un'ossessione, tanto da costringere Amanda a cambiare scuola e città, a perdere tutti i suoi amici e restare emarginata perché si era fidata di un lurido individuo.Su  You Tube   la ragazza a metà faccia mostra dei fogli con delle scritte che raccontano la sua storia di emarginazione e di dolore, un disperato tentativo di chiedere aiuto.  Fa male, mette malumore, e  angoscia quando leggi la sua data di morte il 10 ottobre 2012 e quella di nascita 27 novembre 1996.

Con il cambio di città e scuola i genitori di Amanda pensavano finalmente che le cose potessero cambiare invece ancora niente, l'ennesimo incontro sbagliato con un altro uomo più grande, e l'umiliazione fuori dalla scuola da parte della fidanzata dell'uomo. Tornata a casa salvata all'ospedale dopo  aver ingerito volontariamente della candeggina, è successo quello che già era scritto, ancora una volta Facebook a consegnarle i soliti insulti. Il resto è stato il silenzio per sempre.



foto Amanda Todd

sabato 6 ottobre 2012

India: Rapa a zero la moglie e la appende ad un albero - Il motivo? perché era geloso


Un indiano con il dubbio poi la certezza di essere tradito dalla moglie l'ha rapata a zero e poi appesa a testa in giù con l'aiuto dei suoi fratelli.

Un uomo in India preda a un raptsus di gelosia sfociato dal dubbio che la moglie lo tradisse, l'ha voluta punire:  rapandola a zero e appendendola a testa in giù con le mani legate, diventando la donna stessa  l'appeso come nelle carte da gioco.  L'uomo si è fatto aiutare dai suoi fratelli, non ancora soddisfatto   della sua vendetta a cosparso il volto della moglie di polveri altamente irritanti e fastidiose.

giovedì 14 giugno 2012

Cina -Costretta all'aborto al 7° mese di gravidanza dai suoi aguzzini- Foto sconvolgente

SHANXI -  Una donna era la suo 7° mese di gravidanza ma il 3 giugno la nuova vita che teneva nel ventre si è tramutata in una foglia morta. La donna quando era sola in casa sarebbe stata picchiata da aguzzini perché non aveva i soldi per pagare un debito contratto con loro. 

Gli uomini l'hanno picchiata e costretta ad abortire un essere ormai già formato al 7° mese di vita. La foto è sconvolgente, orribile. Credo che difficilmente la donna potrà dimenticare un dolore così grande. 

mercoledì 29 febbraio 2012

BLOGGIN DAY PER ROSSELLA URRU #freerossella #freeRossellaUrru

Oggi tanti blog condivideranno l'appello per la liberazione di Rossella Urru la volontaria della provincia di Oristano rapita in Algeria tra la notte del 22 e 23 ottobre 2011. Purtroppo i telegiornali sono stati poco presenti in questa vicenda basando più le loro attenzioni alle farfalle volanti di sciacquette in televisione.
Su twitter usiamo gli hashtag #freerossella  o #freeRossellaUrru


Anche Fiorello si mobilita sul Web: Lancia video: "Liberate Rossella Urru"



domenica 19 febbraio 2012

Non dimentichiamo Rossella Urru, la donna sarda rapita in Algeria


Rossella Urru, ragazza nata in Sardegna e precisamente a Samogheo, provincia
 di Oristano, è una cooperante italiana che è stata rapita in Algeria 
il 22 ottobre 2011 da un gruppo terroristico. Non tutti forse ricorderanno questo caso
 anche perchè dopo 4 mesi, lo stesso sembra essere precipitato in un dimenticatoio generale.
Nessuno ormai ne parla più, ragion per cui l'obiettivo di questo breve articolo
è quello di farne comprendere l'importanza e di portare all'attenzione dei cittadini
italiani questa triste situazione. Rossella Urru lavora per la Ong, “Comitato Internazionale
 per lo Sviluppo dei Popoli“ presso un campo profughi Saharawi per garantire loro viveri,
 acqua e le cure necessarie.


Notizia certa è che la ragazza sarda rapita in Algeria è stata prelevata dal campo
profughi di Hassi Rabuni, capitale amministrativa dei campi profughi per rifugiati
 saharawi, nei pressi di Tindouf, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 con
due cooperanti spagnoli,  Ainhoa Fernandez de Rincon  ed Enric Gonyalons.
La prova che Rossella sia ancora viva avviene il 12 dicembre 2011, giorno in cui
viene mostrato un video a un giornalista dell' Afp da parte di un mediatore che si sta
adoperando per la liberazione degli ostaggi. Nel filmato, durata meno di due minuti,
 sono inquadrati i volti di un uomo e due donne, preceduti dal nome dell'organizzazione
 terroristica, dissidente di Al Qaeda, che ha rivendicato il sequestro:
Jamat Tawhid Wal Jihad Fi Garbi Afriqqiya ("Movimento Monoteista
 per la Jihad in Africa Occidentale").

Dalle immagini Rossella Urru è vestita con una tunica di colore blu portano
un velo giallo. Dietro i tre ostaggi si vedono uomini armati, in prevalenza di pelle nera,
 col viso parzialmente coperto da un turbante. Dal 12 Dicembre il caso
di Rossella non suscita più l'attenzione dei media nazionali, telegiornali
e carta stampata. Sono sicuro che dopo aver letto questo articolo in
molti di voi tramite i propri social network vi attiverete affinchè questo
 caso non sia anonimo e soprattutto per attirare l'attenzione del Governo per
 spingerlo a fare ciò che deve fare per liberare Rossella.

martedì 13 dicembre 2011

Amina bint Abdulhalim Nassar la presunta strega decapitata in Arabia Saudita

L'inquisizione e la caccia alle streghe non appartiene agli anni bui del medioevo dove l'Europa e migliaia di donne furono vittime, perché conoscitrici di erbe mediche o di infusi, o solo perché un vicino di casa voleva rovinarla.


Amina bint Abdulhaim Nassar una donna islamica ieri è stata decapitata perché accusata dalla legge islamica praticante di magia nera. Con quest'ultima vittima le persone uccise nelle  mani del boia in Arabia Saudita sono state 73.

Questa assurda persecuzione nel mondo islamico è consentita grazie alla legge la Shari'a ossia che da la possibilità di infliggere la pena capitale a un miscredente  che pratica una religione  o qualcosa che corrompa e infranga il corano.