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giovedì 21 dicembre 2017

Solstizio d'Inverno: Sei Curiosità che devi Sapere



Oggi giovedì 21 dicembre 2017 alle 17:28 si è celebrato il Solstizio d'inverno: momento astronomico che decreta la fine dell'autunno e l'inizio della stagione invernale. Per questo evento naturale, non poteva mancare il doodle animato di Google. Ma vediamo sei curiosità che riguardano il Solstizio d'Inverno

SOLSTIZIO INVERNALE: COSA C'è DA SAPERE

1) Significato: La parola solstizio deriva dal latino Solstitium: sol (sole) - sistere (stare fermo): praticamente potremo tradurlo come 'fermata del sole', una 'apparente pausa'. In questo periodo sembrerebbe il sole smettere di calare rispetto all'equatore, mentre invece, in modo lento inizia il suo avvicinamento all'equatore celeste, con l'effetto delle giornate in modo quasi inpercetibile inizieranno ad allungarsi!

2) Giorno più corto dell'anno: Non è vero che il giorno più corto dell'anno cade con la festa di Santa Lucia; è stato scientificamente studiato che le minori ore di luce si hanno con Solstizio d'Inverno.

3) Sol Invictus: Una delle feste più importanti celebrate dagli antichi Romani era la festa del Sol Invictus, in qui si diceva che il sole precipitasse nell'oscurità, per poi però, già a partire dal 22 dicembre iniziava la sua invincibile risalita. Per alcuni tale festività rappresenterebbe una celebrazione della rinascita legata con l'Origine Pagana del Natale!

4) Non cade sempre il 21 dicembre: Il nostro calendario è regolarizzato con i canonici 365 giorni, lasciando fuori ogni anno circa sei ore: un ritardo che determina le date degli equinozi e solstizi. Ecco perché a volte il solstizio può cadere il 21 o il 22.

5) Festa Celtica: La stessa popolazione Celtica e gli antichi Germanici davano molta importanza a questa data: per entrambe le popolazioni, il Solstizio d'Inverno decretava un graduale ritorno della luce. Il Solstizio invernale coincideva con la festa di Yule: si accendeva il fuoco, si banchettava insieme agli altri abitanti del villaggio e si macellava la carne disponibile. Le celebrazioni avvenivano sotto un albero di pino o alberi sempre verdi: simbolo della vita in contrapposizione al buio invernale: una tradizione entrata con l'attuale albero di Natale.

6) Giorno importante per la scienza: Il giorno del Solstizio d'inverno è legato a due avvenimenti epocali per la scienza: il 21 dicembre 1898 Marie e Pierre Currie scoprono il radio, mentre il 21 dicembre 1968 fu lanciato il primo uomo sulla luna con Apollo 8.


lunedì 15 febbraio 2016

Il colore viola in teatro porta sfortuna, ecco il perché

 Ho sempre sentito questo detto mai vestirti di viola per andare in teatro perché porta sfortuna. Tante volte mi sono chiesto il perché, ora ho scoperto il motivo che andrò a raccontarvi. Bisogna andare a ritroso di molti secoli fino ad arrivare al Medioevo e il suo mondo religioso, quando la chiesa vietava alle compagnie di attori di lavorare in teatro durante il periodo di Quaresima a partire dal giorno delle ceneri e per altri 40 giorni fino a Pasqua e i preti indossavano abiti esclusivamente viola.



Il color viola simboleggiava un tempo di raccolta e penitenza, ancor oggi, per chi va a messa noterà che i preti nel periodo quaresimale indossano tonache di color viola. Perciò gli attori in Quaresima erano costretti a un riposo forzato per almeno 40 giorni, questo comportava gravi disagi economici alle loro famiglie. Per quanto questa usanza è decaduta, ancor oggi la superstizione è ben viva tra gli attori. Ecco perché nell'ambiente di teatro è odiato e porta sfortuna il colore viola

Superstizioni teatrali
Altre superstizioni: in Francia vige l'usanza di non indossare in scena nessun abito verde poiché era il colore dell'ultimo costume indossato da Molière mentre morì sul palco recitando Il malato immaginario, il 17 febbraio 1673. In Spagna invece, non amano vedere vestiti di colore giallo sono considerati di cattivo auspicio.

giovedì 10 ottobre 2013

La morte non è mai esistita, alla scoperta del biocentrismo quantico del dottor Lanza

Su il NavigatoreCurioso mi sono imbattuto in un interessante articolo riguardante il mistero più affascinante  che da sempre spaventa l'uomo la morte, bene probabilmente l'uomo teme la morte perché da sempre nella nostra cultura ci è stato insegnato come qualcosa di spaventoso. Questa teoria si uniforma con la nostra persona in particolare con la morte del corpo e di conseguenza anche il cessare della nostra coscienza.   Eppure c'è chi sostiene come il dottor Lanza che la morte corporale non è la fine di tutto ma esiste un'etica universale chiamata biocentrismo.


Il dottor Roberto Lanza direttore scientifico all'Advance Cell Tecnology nonché professore alla Wake University School of Medicine ha scritto nella sua illustre carriera 30 libri i quali 2 sono stati riconosciuti come delle relazioni certe e definitive per quanto riguarda la biologia e in campo scientifico. Bene in un post scritto da lui stesso su HuffingtonPost lo scienziato descrive attraverso una teoria scientifica '' biocentrismo'' una proiezione totalmente innovativa della morte e sulla nostra coscienza dopo di essa.

A questo quesito la fisica quantistica potrebbe essere determinate a spiegare l'esistenza dell'anima. Ralph Waldo nel 1844 scrisse:“Abbiamo capito che non vediamo la realtà direttamente, ma mediatamente e che non abbiamo alcuna possibilità di modificare o correggere le lenti colorate attraverso le quali vediamo il mondo, nè di calcolare l’entità dei loro errori. Forse queste lenti hanno un potere creativo, forse non esiste nessun oggetto”.

Perciò come si può definire la coscienza? Robert Lanza afferma che la coscienza continua a esistere anche dopo la morte corporale e opera nel cervello in forma  di energia ( 20 Watt). In definitiva se il secolo passato è stato dominato  dalla fisica, il 21 secolo sarà l'età storica dove è la vita a determinare l'universo e non più l'universo a influenzare la vita.