Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu: foto
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mercoledì 21 febbraio 2018

Nelle vecchie foto non si usava sorridere: Ecco Perché

Vi siete mai domandati perché nelle vecchie foto non si usava sorridere? Forse perché le persone in quell'epoca erano più riservate, oppure perché era raro trovare un individuo con tutti i denti. Nessuna delle due supposizioni. Innanzitutto è sufficiente pensare alla tecnologia di quel periodo: l'obbiettivo aveva difficoltà a catturare sorrisi a causa del lungo tempo di esposizione. Un altro elemento da tenere in considerazione: la prima fotografia fu influenzata notevolmente dalla pittura ritrattistica - sopratutto del Rinascimento fino ad arrivare all'unità d'Italia. Basta fare un giro in un museo o galleria e osservare alcuni quadri con ritratti per notare che il soggetto non sorride mai, se non in qualche sporadico caso. Le qualità fisiche della persona ritratta erano meno importanti delle qualità morali. L'espressione quindi e tratti somatici venivano ingentiliti e i difetti camuffati. Ancora di più, il sorriso non doveva esistere, l'essere divertente era una qualità non confacente a persone d'elité.

Quello che valeva per i ritratti del Rinascimento valeva anche per ritratti con la macchina fotografica, che per un secolo almeno rimase in uno stato di sudditanza verso questa teoria. Lo scrittore Mark Twain, in una lettera inviata a un giornale spiegò in maniera molto chiara perché non si sorrideva nei ritratti: 'Una fotografia è il documento più importante e non c’è nulla di peggiore che passare alla posterità che con uno sciocco e stupido sorriso fissato sulla faccia per l’eternità'. In realtà nel 1500 e 1600, i quadri che ritraevano gente sorridere erano relegati alla rappresentazione del ceto più povero: mendicanti, persone volgari o ubriachi. Finalmente a partire dal 1900, il progresso tecnologico nella fotografia consentì di cogliere l'istante del movimento, senza dare origine a una foto sfuocata e sovraesposta. Inoltre la fotografia divenne sempre più popolare, al punto che non c'era bisogno di farsi ritrarre in maniera seriosa. All'inizio del 900 grazie a mr Eastman, fondatore della Kodac diede l'input di fotografarci nei più svariati stati d'animo.

mercoledì 1 febbraio 2017

Fotografare fa bene all'anima



Quando scattiamo una foto siamo partecipi di un momento unico immortalato dalla nostra macchina fotografica. Fotografare fa bene all'anima è un ottimo antistress e sviluppa la nostra creatività. Oggi giorno esistono tantissimi siti dove caricare i propri scatti, forse il più famoso è Instagram nato inizialmente per condividere i propri selfie, ora invece è possibile imbattersi in fotografie spettacolari di paesaggi meravigliosi e altri soggetti. Da non professionista della fotografia, il mio soggetto preferito sono i tramonti, credo i più facili da immortalare. Attraverso la fotografia siamo capaci di condividere le nostre emozioni e pensieri di quel dato istante. Anche il soggetto che decidiamo di fotografare rappresenta la personalità del fotografo, chi come me predilige immortalare tramonti, alba o mare e probabilmente una persona che ama sognare e stare in silenzio a contemplare la natura.

Quell'immagine è voluta e ricercata perché già esisteva nella nostra mente, insomma c'è un connubio indissolubile che lega la fotografia ai nostri sogni e la sfera psicologica. Nulla nasce per caso, nasce da una nostra passione o desiderio. La fotografia fa parte a tutti gli effetti dell'arte terapia, nella quale l'opera dell'artistica viene catalogata come espressione dell'inconscio, un modo come tanti per parlare di se stesso comunicando attraverso l'immagine. Ognuno di noi è capace di fotografare un tramonto, ma non tutti hanno il talento di cogliere l'attimo, il mix di colori perfetti e il punto perfetto dove il sole sta andando a dormire. Fotografiamo per ringraziare l'Universo, per cibare la nostra anima e per condividere un'emozione con altre persone. Immortalare uno scatto è qualcosa di personale e un mondo interiore che si rivela a quello esterno e alla collettività. Le foto che scattiamo sono una testimonianza di quello che il nostro occhio e stesso inconscio riesce a percepire in quell'istante: confrontare due scatti fatti nello stesso momento da due soggetti differenti e stesso obbiettivo, noterete che ci sono delle diversità.


La foto come cura dell'anima

Tra le varie sedute di counseling esiste anche quella con la foto. Il paziente porta con se una fotografia, la quale diventa il punto di partenza della seduta. Lo psicologo incoraggia il suo assistito a parlare ad esplorare quell'immagine che potrebbe condurlo (a seconda dei casi) a uno sblocco e fornire interessanti soluzioni. Ovviamente per questo argomento lascio la lettura di altri post, quello che voglia comunicare e ben altro: fotografare è un vero toccasana per l'anima e per l'umore. La foto è come una poesia capace di raccontare le tue emozioni e non vuole nulla in cambio.

Ps: Su Instagram se volete Aggiungermi mi trovate come Everyluke

mercoledì 11 febbraio 2015

Vivere con un dollaro al giorno: gli occhi di un bambino povero




Potevo benissimo postare alcune foto che ritraevano immagini di bambini con gli occhi gonfi di lacrime, costretti a vivere con un dollaro al giorno per rendere l'idea del dolore e della disperazione e disparità che c'è nel mondo. Ma quante sono le persone povere al mondo? Oggi giorno 1 miliardo di uomini vivono con meno di un dollaro al giorno.

Immagini che danno un volto alla povertà globale 



Il fotoreporter Renée C Byer in collaborazione con San Francisco non- profitt ha scattato delle foto sconvolgenti che danno un volto alla povertà nel mondo. Quasi sempre i protagonisti sono i bambini costretti non a vivere, ma a sopravvivere all'interno di case fatiscenti circondati dalla sporcizia e da quell'aria senza un futuro. Oltre 200 fotografie raccolte in un libro'' Invisible  face'' intitolato ' Living on a Dollar a Day: The Lives and Faces of the World's Poor', che ci raccontano di essere umani invisibili alla nostra società, dove l'unico dilemma è trovare qualcosa da mangiare. Papa Francesco in un 'omelia aveva detto '' Mi fa male vedere dei preti e suore andare in giro con delle macchinone'', come non darle ragione. A me fa davvero male vedere la sofferenza nel viso di un bambino o una donna, mi fa male vedere immagini di animali maltrattati e condivisi su Facebook. Perciò vorrei che almeno una volta questo post fosse condiviso per far conoscere tutti cosa vuol dire la vera disperazione.

Un giro intorno al mondo sempre più povero


È assurdo pensare che 1 miliardo di utenti si connettono ogni giorno a Facebook magari con device di ultima generazione, ma c'è  ne un altro miliardo che stenta a trovare l'acqua. Byer in 2 anni ha visitato 10 paesi - Bangladesh, Bolivia, Tailandia, Cambogia, Liberia, Moldova, Perù, Ghana, India e Romania. Lo scenario che ha trovato è sempre stato lo stesso: un bambino povero che piangeva. Il fotoreporter ha raccontato '' Alcune immagini sono angoscianti da guardare, ma è stato l'unico modo per mostrare la verità e l'ingiustizia della vita''. 


domenica 12 ottobre 2014

Isola di Skye: 12 meravigliosi scatti dell'Old Man of Storr

Ieri vi ho scritto del meraviglioso video  The ridge, Isle of Skye che vede come protagonista il biker scozzese Danny MacAskill cavalcare con la sua bici le montagne Cuillin e percorrere il sentiero impervio. Perciò rimanendo in tema Isola di Sky voglio elencare 12  meravigliosi scatti dell'Old Man of Storr
In questo articolo saranno le immagini a parlare non la scrittura. C'è un motivo perché quest'isola è uno dei paesaggi più fotografati al mondo. Old Man of Storr è formato da spettacolari colline rocciose con dei splendidi verdi pendii erbosi, e poi visioni celestiali di acque incontaminate.

L'escursione ai piedi dei pinnacoli è a solo a 1 miglio di distanza. Una passeggiata  che gli inglesi chiamano awe-inspiring ( un'esperienza fantastica). Camminando tra questi giganti è come sentirsi di essere dentro  un romanzo fantasy.



L'amore come il paesaggio ultraterreno assume un aspetto così diverso come il cambiamento delle stagioni. Per chi possiede anche un solo briciolo di sensibilità, impossibile non provare emozione guardando queste foto. Per vedere tutti i 12 scatti andate a questo link: 12 dramatic Shots of the Old Man of Storr in the Isle of Skye, Scotland


martedì 27 maggio 2014

Fotografo utilizza fotocamera di 130 anni fa per catturare le immagini di una moderna Inghilterra

via [Daily Geek Show], [Daily Mail]
Nell'era di Photoshop, degli smartphone, e fotografia digitale, un fotografo britannico Jonathan Keys si è distinto per la sua passione per il collodio (o la piastra a umido) , un processo fotografico che è stato inventato da Frederick Scott Archer nel 1850. Per dirla in breve Keys è andato in giro per le strade di Newcastle e dell'Inghilterra con una fotocamera  vecchia di 130 anni fa riuscendo a  catturare immagini di una moderna Inghilterra del colore  vintage seppia -bianco -nero. Il contrasto è sorprendente! In pratica è come se un fotografo del 1850 fosse stato proiettato nel 2014 e con la sua macchina fotografa il moderno.

A prima vista sembra di essere tornati davvero a 150 anni fa, grazie a degli scatti raffiguranti l'architettura edoardiana e strade ciottolate dal color seppia. Ma con occhi  più vigili possiamo notare oggetti e segni rivelatori della nostra epoca: auto , graffiti contemporanei, lampioni elettrici, persone con abiti trendy e acconciature all'ultima moda. A causa delle numerose operazioni necessarie per catturare le immagini utilizzando il processo di collodio umido, Keys ha potuto fare non più di  2-6 foto al giorno.
Nella camera scura il processo inizia  versando del collodio su un lato del vetro e poi immergendolo con il  nitrato d'argento, che lo rende sensibile alla luce. Sinteticamente il processo è suddiviso da 9 passaggi:


  1. molatura e pulizia del vetro
  2.  stesa del collodio sul vetro
  3. immersione nel bagno d’argento della lastra per la sensibilizzazione
  4.  inserimento nello chassis della fotocamera
  5. esposizione
  6. sviluppo a breve lavaggio
  7. fissaggio
  8. lavaggio
  9. verniciatura di protezione
 Keys ha trovato grande soddisfazione: "E 'sicuramente molto più gratificante della fotografia digitale grazie all'attenzione necessaria per ogni immagine."



lunedì 12 maggio 2014

5 foto psichedeliche del 19 esimo secolo

Tutte le foto appartenenti al 19° secolo sono strane e misteriose, ma alcune vanno ben oltre sono psichedeliche. Quando la fotografia nel 1830 iniziò a diventare parte della vita quotidiana alcuni scienziati si rendono conto che potevano rilevare  i segreti di mondi invisibili di batteri microscopici e galassie lontane. Alcuni pensavano che la fotografia poteva andare oltre la superficie solida di un corpo, ma dare informazioni sul funzionamento del corpo e della mente anche al momento della morte.



5 foto psichedeliche foto del 19 esimo secolo


Guillaume Duchenne
1 - Guillaume Duchenne - Esperimento di fisiologia: Nel 1862 il neurologo francese   Guillaume Duchenne applicò delle scosse elettriche sul viso di un soggetto per stimolare i muscoli e fotografarne i risultati. Uno dei pazienti dell'ospedale in cui lavorava Duchenne soffriva della paralisi di Bell. Nella foto possiamo vedere l'espressione facciale dell'uomo stimolato dal trattamento di elettro-shock







 Albert Londe - Hysteria paziente

2- Albert Londe - Hysteria paziente: Nella seconda metà del 19° secolo ci fu una vera epidemia di isteria in Europa e America. Molte donne furono soggette a paralisi e stanchezza, non trovando neanche l'energia di alzarsi dal letto,  lamentando ostruzioni nelle loro gole! Nel 1878 il chimico Albert Londe fu assunto come fotografo medico presso la Salpêtrière e ha iniziato a lavorare a stretto contatto con il dottor Charcot. Uno dei loro progetti era quello di fotografare quei pazienti affetti da convulsioni isteriche, e capire quale legame ci fosse tra le convulsioni e l'espressione del viso. Per fotografare le sequenze dell'espressioni facili, Londe inventò una macchina fotografica detta cronofotografica.





Lous Darget - fotografare i pensieri
3- Louis Darget and Edouard Baraduc - Fotografare i pensieri:  Baraduc cercò di fotografare al di là del degli  ordinari  attacchi isterici. Assieme a Louis Darget si domandarono se era possibile  fotografare  i pensieri delle persone. Tutto ciò può sembrare un'utopia, invece con la recente invenzione dei raggi X ha dimostrato che il pensiero può essere fotografato grazie a  una forma di impulso elettrico.








anaformismo
4 - Louis Ducos Hauron - Anaformismo Louis Ducos Hauron può essere considerato come il padre della fotografia a colori basata sulla mescolanza sottrattiva. Nel 1868 riuscì a sviluppare  le foto anamorfiche con  autoritratti.






testa di mulo esplosa
5-  Testa di mulo esplosa: Nel 1881 in una caserma americana legarono alcuni candelotti di dinamite sulla testa di un mulo e un filo che collegava una macchina elettro-magnetica con l'otturatore della fotocamera. Il resto è visibile nella foto.

lunedì 5 maggio 2014

5 degli Artisti Moderni più sconvolgenti

Photo credit:liquidnight
In passato alcuni pittori hanno regalato alla storia dei dipinti agghiaccianti, ma non per la loro bruttezza  tutt'altro - fanno paura, basta pensare a Caravaggio (Giuditta e Oloferne), William Blake (Il grande drago rosso e la bestia venuta dal mare) e tanti altri. L'arte  ancor oggi presenta dei personaggi fuori dal comune.
Per questo vediamo: 






 5 degli Artisti Moderni più sconvolgenti



 Pripyat Beast
1) - Keith Thompson: Famoso come monster-design per i progettidi Pacific Rim di Guillermo Del Toro e la serie TV di Leviathan di Scott Westerfeld. Il suo lavoro è più da rivista in edicola che un quadro da ammirare in un museo, ma è pur sempre un'opera. Tra i suoi disegni più famosi Pripyat Beast. Una fusione di animali e deformità terribili.









Zdzislaw Beksinski
2- Zdzislaw Beksinski: Egli stesso ha detto '' Non posso concepire una dichiarazione sensata sulla pittura'', quindi è pensabile che i suoi dipinti non sono di certo dei gattini o tramonti. Lui pittore polacco nato nel 1929 - deceduto nel 2005 per morte violenta ( ucciso con  17 coltellate). Il suo periodo più prolifico è da considerarsi nel ventennio tra il 1960 - 1980 dove ha prodotto fedelmente come in una fotografia disegni che figuravano i suoi sogni, frutto troppo spesso della sua Polonia devastata dalla seconda guerra mondiale. Mostri e personaggi di morte nei suoi quadri, tra cui The Inferno.



Joshua Hoffine
3 - Joshua Hoffine: Nata nel 1973 a Emporia,in Kansas, Hoffine è una fotografa di tableaux vivant, orribili ( quadri viventi) dal sapore macabro.












Mark Powell
4 - Mark Powell: L'Australia e la Polonia sembrano essere i paesi dove nascono i più grandi artisti moderni horror. Mark Powell è uno di  quei disegnatori nato in Australia. La sua arte si basa su creature spaventose e demoniache. Uno dei disegni più famosi è ''The Russian Sleep Experiment''. Non c'è da sorprendersi se le sue opere sono oggetto di ricopiatura su Internet.





Tetsuya Ishida
5 - Tetsuya Ishida:  Le 180 opere targate Ishida non bastano per esprimere a pieno  il suo talento  I suoi dipinti in acrilico sono spesso rappresentazioni di persone trasformate in oggetti, corpi imballati, orinatoi, e anche un cuscino per chi soffre di emorroidi!. Ancora, dei dipendenti manichini  di un food - service che come in una stazione di servizio cibano i clienti con la pompa di benzina. Un mix di ironia e  inquietudine traspare da questi disegni. Un'artista scomparso troppo presto in modo tragico, investito da un treno nel 2005 a soli 31 anni.

domenica 4 maggio 2014

5 selfie contemplativi: di fronte l'infinito

foto di fronte all'infinito
Selfie è solo selfie l'ultima moda che impazza sul web, ma questa volta non si tratta né di underboob o parti intime del corpo, il protagonista è la natura, la solitudine. 5 selfie contemplativi di fronte all'infinito dell'artista finlandese Elina Brotherus  che documenta se stessa spalle a una macchina fotografica, lontano lo sguardo si scruta i confini del mondo.

Scene meditative e tristi che vogliono rappresentare la figura umana relazionata con l'ambiente circostante. All'oscuro di quello che la fotografa pensava mentre i selfie immortalavano la sua realtà, possiamo solo immaginare il suo stato d'animo di ''solitudine ma pace dentro.''

Lasciati catturare anche tu per qualche secondo, minuto da queste immagini e autoritratti contemplativi, immagina di esserci tu in quell'istante al posto di Elina Brotherus. Immagina le tue sensazioni: benessere, malinconia, solitudine o pace con te stesso? Mettiti comodo e magari  prova  tu stesso in futuro a fare un selfie di questo genere!

A me personalmente ha regalato una sensazione di tranquillità ed equilibrio con l'universo, come quando ho girato un video e poi caricato su You Tube che vedeva come protagonista un ruscello e il suo suono  cadenzato del suo fluire dal monte. Video che potete vedere a questo link: Music to sleep - Relax Waterfall 10 minutes with meditation flaute

Brotherus ha detto <<In un certo senso fornisco agli spettatori  uno schermo bianco, una superficie su cui proiettare i propri sentimenti e desideri >>.


foto: via [mymodernmet]

sabato 29 marzo 2014

Il giardino segreto nella stanza

Ognuno ha un segreto nella propria stanza chi dei versi, chi dei disegni,  la fotografa libanese Lara Zankoul ha un giardino segreto ''The secret garden''. L'artista ha creato un prato di fiori sopra il pavimento, il tutto nel contesto di un ambiente dipinto di color blu.

Negli scatti e tra i fiori ci sono due suoi amici: Nour Saliba, e Faisal Lakhany. Come in molte foto particolari anche per il giardino segreto nella stanza  ci sono volute settimane di programmazione.  Lara ha detto: "Abbiamo guidato per due ore e mezzo nella mia città natale nel sud del Libano (Hasbaya) con enormi sacchi di fiori. L'ispirazione è nata osservando un giardino e al suo interno uno stanza blu.

Un eden all'interno di una casa è una dimostrazione che il fiore può rallegrare un luogo cupo: lo spirito della natura, e del benessere. 

The secret garden -  Secret garden è un nome che porta alla mente un vero segreto un luogo nato  per una persona che ama la solitudine e vuole gioire da solo del suo spazio verde. In letteratura ''The secret garden'' è un romanzo del 1910 scritto dalla scrittrice Frances Hodgson Burnett. 

Il giardino segreto è stato anche un film del 1993 tratto dal regista Agnieszka Holand, la prima volta uscì nel 1949. The secret garden è spesso usato  da tanti bed and breakfast per descrivere una posizione particolare e stanze da sogno di fronte a un giardino. Inoltre per chi ama la musica celtica cercate su you tube Secret Garden, è rimarrete ammaliati dalle loro sonorità.

Ognuno di noi può creare un giardino segreto e dedicare del tempo a se stesso, attraverso l'arte di contemplare la natura, e il suo incommensurato amore che malgrado tutto prova ancora per l'essere umano.

Da questo link potete vedere tutte le foto di Lara Zankoul - The Secret Garden

lunedì 24 marzo 2014

126 foto per una Sequoia gigante: albero di 3200 anni

È possibile fare ben 126 foto ad un unico albero? La risposta è affermativa poiché stiamo parlando di una Sequoia gigante il secondo arbusto più grande del mondo,e vecchio di 3200 anni. L'artefice di tutti questi scatti è stato il fotografo Micheal Nick Nicholas che recatosi a 2100 metri in California al National Park in Sierra Nevada Meridionale, per un servizio al National Geographic ha fotografato questo albero maestoso denominato il Presidente.

L'arbusto ( Sequoiadendron giganteum) è talmente alto (75 metri), che è praticamente impossibile vederne la punta. Il suo diametro è di 8 metri quanto un salotto e dal tronco color marrone ruggine scuro. Il suo strato impenetrabile è rivestito da una corteccia rugosa. Il lavoro di Nick è stata un'opera certosina, infatti per riprendere ogni singolo pezzo dell'albero ci sono voluti 32 giorni per cucire l'immagine finale composta da 126 foto.

La foto ci regala la maestosità della Sequoia Gigante che scruta l'orizzonte di fronte alle cime innevate, e vede noi uomini degli esseri minuscoli. Riuscire ad abbracciare una minima parte di questo colosso significa incanalare positività e sapere ancestrale.

Progetto -  Il progetto ha previsto 3 camere puntate con angolazioni differenti, ognuna fissata verticalmente. Da come si vede dalla foto le camere sono state montate con l'ausilio di un disco girevole (carrucola). Nick seguiva le operazioni da terra.

Albero che protegge la vita -  L'albero è vita pensate una Sequoia gigante un vero ecosistema. Incredibile la varietà di insetti e animali che lo abitano: pettirossi, scoiattoli tra i più famosi. La sua ombra supporta la crescita della rosa bridgesili

Il Presidente testimone di millenni di storia è ancora in crescita! Speriamo che nessuno abbia mai l'idea di abbatterlo, sarebbe come uccidere un essere vivente. Loro hanno visto e protetto l'uomo da un passato lontano.

domenica 23 febbraio 2014

Foto di splendidi paesaggi, viaggi e affascinanti culture

Asia - Ecco una serie di foto di  Weerapong Chaipuck che rappresentano splendidi paesaggi fatti da incredibili viaggi correlati da affascinanti culture. Le immagini del fotografo Thai regalano grandi  sfaccettature della natura. Gli scatti presentano profondità di luoghi mistici e di persone di ogni ambiente.

Il viaggio ha toccato paesi come la: Thailandia, Cina, Indonesia, Vietnam e India. Weerapong Chaipuck attraverso le sue immagini riesce ad aprire una porta agli spettatori nella vita degli abitanti del villaggio che vivono in zone remote dove il tempo sembra essersi fermato.

Le foto dei paesaggi invece di mostrare i  punti più turistici, cerca la profondità in quella arcaica e  ricca cultura che ogni paese custodisce nella sua realtà. Scatti che immortalano pescatori che utilizzano gli uccelli per catturare le loro prede. 

Ma non solo, commercianti locali di fiori che vendono la loro merce su barche usurate in quanto da una vita ferme su dei laghi. Agricoltori e raccoglitori che lavorano instancabilmente per mettere cibo sulla tavola nelle loro case fatiscenti. Tutto questo è ancora di più attraverso le immagini che raccontano di una vita umile, ma ricca per chi vive ogni giorno a contatto con la natura.


foto: via[Weerapong Chaipuck on 500px]

sabato 15 febbraio 2014

Londra Richmond Park foto come dipinti di cervi nella nebbia

Come un cacciatore in agguato nella foresta,ma questa volta era a Londra, la fotografa londinese Sirli Raitma  è riuscita con le sue foto a riprendere dei cervi nella nebbia al Richmond Park. Immagini che sembrano dipinti del 1700 quando i lord inglesi andavano a caccia alla volpe.

Sirli è stata brava a trovare i  tempi giusti, e quella sensibilità artistica nel riprendere una scena speciale all'interno del parco reale di Richmond. Il resto ci ha pensato la natura e il clima di una giornata di nebbia a Londra.

Quando la fotografa vide due cervi duellare nel parco riusci a immortalare ogni cosa,  poi quelle creature pacificamente scomparivano  attraverso la riserva naturale, e quegli alberi secolari. Immagini che rappresentano quella quiete serena della natura. La nebbia sottile poi fitta è una tavolozza naturale di colori marroni e verdi, che rappresentano quei paesaggi dal mix di  alberi e abitanti del parco, confondendosi in composizioni visivamente complesse.


Photos © Sirli Raitma
Via[illusion]
Visita il suo sito Sirli Raitma's website 

sabato 8 febbraio 2014

Meravigliosa aurora boreale in Svezia - foto e video

Nel parco nazionale di Abisko in Svezia all'inizio di febbraio si è presentato sopra gli occhi dei fotografi qualcosa di celestiale: una meravigliosa aurora boreale. Lo spirito del polo nord ha voluto regalare qualcosa di unico agli spettatori. Uno dei fortunati è stato il fotografo  Chad Blakley un veterano per quanto riguarda foto di aurore boreali, ma lui stesso non si aspettava di vedere: lampi di luce così intensi che hanno sopraffatto persino la sua macchina fotografica.

Blakley ha fotografato circa 100 gigabyte 'di immagini aurorali - sufficienti a produrre un video imperdibile da ammiralo a schermo intero in HD. Per altre foto potete visitare il sito Blakley's Lights Over Lapland ( Blakley in Lapponia) e la sua pagina Facebook .

''Le luci erano così potenti che il filmato è diventato sovraesposto con una velocità dell'otturatore di meno di un secondo ... Posso dire onestamente che questo è stato uno dei display più potenti di bellezza naturale che io abbia mai visto''.

Ho voluto inserire il video citato precedentemente. Uno spettacolo!




Per altre foto

foto: via[petapixell]

martedì 4 febbraio 2014

Il trasformismo post comunismo in Romania


La dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1989,ha avuto il suo epilogo con la fine della dittatura in  Romania durata 25 anni. Il paese ha aderito all'Unione europea nel 2007,  almeno politicamente. Ma la disoccupazione è dilagante in gran parte della campagna e zone rurali, che è costellata da piccoli villaggi.

Alcuni residenti continuano a portare avanti tradizioni secolari come l'agricoltura e la pastorizia, alcuni sopravvivono vendendo ferro, mattoni o materiali riutilizzabili recuperati da edifici fatiscenti. Le costruzioni che non sono state abbandonate del tutto probabilmente saranno rase al suolo e sostituite, lasciando ancor meno per i raccoglitori locali di cui vivere.


Nel 2011 il  fotoreporter Tamas Dezso ha  iniziato a documentare tutto questo che sta sparendo, in poche parole un vero trasformismo post comunismo in Romania.  Il documentario è stato denominato  ''Appunti per un Epilogo'', introduce gli spettatori in un'affascinante viaggio attraverso i piccoli villaggi e case, paesaggi mozzafiato, edifici fatiscenti di comunità che quotidianamente lottano per non scomparire.

Gli scatti immortalano anche quelle regioni rurali con un tasso di disoccupazione altissimo, dove una volta sorgevano fabbriche, oggi diventate degli edifici fantasma. Deszo ha detto che il suo obbiettivo era quello di documentare un mondo che a breve non ci sarà più. Il fotografo ha visitato la Romania più di 30 volte riuscendo a conoscere gli abitanti locali della zona e capire meglio i valori locali. Tra i suoi progetti c'è quello di pubblicare un libro a fine anno  con lo scrittore Eszter Szablyar. 


Guarda tutte le foto su Petapixel

giovedì 30 gennaio 2014

Incredibili fotografie che documentano le proteste di Kiev, e quello che i TG non mostrano

Tutti noi conosciamo almeno in parte quello che sta accadendo da qualche settimana in Ucraina, dove i cittadini,  persone di ogni età sono coinvolti in una rivoluzione e proteste contro il proprio governo, la causa secondo i media: è dovuta alla decisione del presidente Viktor Yanukovich di ritirare la nazione dal patto commerciale con l'Unione europea. Da metà novembre ci sono stati dei crescenti scontri con la polizia sfociata in rabbia. frustrazione e violente proteste.




Grazie a internet è stato possibile vedere delle incredibili  fotografie che documentano le proteste di  Kiev, e quello che i TG non mostrano. Il resto del mondo è stato abbastanza all'oscuro sui dettagli, e la  situazione degenerata fino a poco tempo. Nei più famosi social media alcuni manifestanti hanno condiviso attraverso delle immagini la loro personale esperienza in prima persona. Tra i più famosi mezzi di condivisione Instagram è stato lo strumento principale per documentare le manifestazioni.

Immagini che mostrano: barricate di agenti di polizia pronti con equipaggiamento protettivo, fumo accecante che sale in tutte le parti della lotta, e quelle fiamme  che invadono la famosa Piazza Indipendenza. Tra gli scatti più belli e inquietanti vogliamo ricordare quelli del fotografo  Ilya Varlamov, che hanno avuto un ruolo da protagonista. Nel suo blog ha detto Lo scenario di Kiev è spaventoso, fumo nero, fuochi dei manifestanti invadono le vie di Kiev.''

Consiglio di guardare tutte le foto a questo link petapixel


martedì 28 gennaio 2014

Evocative foto in bianco e nero per i paesaggi di Derek Toye

Originario dell'Ontario Derek Toye cattura paesaggi incredibilmente contemplativi nei suoi scatti fotografici  in bianco e nero. Un'artista di foto evocative capace di scoprire luoghi tranquilli che offrono un momento, di riflessione sulla natura.

Nelle sue foto può essere presente un solo albero oppure una via isolata, che lascia un senso di mistero. Ancora, una casa immersa nel silenzio solitaria che viene  coperta di quella neve vicino al Polo Nord. Toye nelle sue foto riesce a ottenere un'ottima luce per quanto il suo stile è orientato sul bianco -nero.

I suoi scatti spesso generano nello spettatore una sensazione di solitudine ma pace con se stessi. Nella maggior parte delle sue foto ecco la nebbia in diretto contrasto con un bosco o un possente ramo, e un luminoso bianco cielo.

Toye trasforma i paesaggi colorati in, scene espressamente tranquille in pensieri che trasudano un senso di tristezza. Senza colore distrazione, gli spettatori sono invitati a concentrarsi su trame e forme, luci e ombre, e una calma apparente emanata da ogni scena.

Derek Toye on DeviantArt

foto:via[via [Republic X]

mercoledì 22 gennaio 2014

Misterioso Alter-Ego creato da fantasiosi Autoritratti

Queste bellissime fotografie rappresentano la solitudine di una donna che ha costruito intorno a sé un mondo misterioso e  Alter-Ego. Le opere nascono dal talento eccezionale di Rachel Baran. Ogni fotografia si basa su un'emozione che vuole  raccontare una storia  unica irripetibile.

Baran è solita a farsi degli autoritratti,  e poi successivamente sviluppa  la sua immaginazione  attraverso il potente Photoshop per creare la foto ancor più accattivante, e inserire dettagli particolari e bizzarri, tipo lei che prende fuoco. Effetti dell'edit fotografico che cambiano completamente l'immagine, portando l'artista ad un'altra dimensione, in quella sfera dove la realtà diventa fantasia per celebrare  una seconda persona.

Così nelle immagini che si susseguono attraverso il suo profilo di Flickr potremo ammirare altre sue magie arcane: una mano sanguinante viene appesa al cielo, oppure la sua lingua diventa un candelabro mentre una candela si scioglie. 

In questi non convenzionali autoritratti, Baran crea perfettamente un misterioso alter-ego di se stessa con un incredibile mondo sconosciuto, da esplorare.  È solo esibizionismo? Non credo, siamo di fronte alla ricerca forse di se stessi e di volere abbracciare la fantasia. L'arte non pensate che ha anche questa sfaccettatura ? Ho trovato Rachel Baran una vera artista, sono sicuro che molto presto le sue opere contageranno sempre più persone. Ecco perché corro a vedere di nuovo la sua esposizione online.

via [razorshapes]

martedì 21 gennaio 2014

Pacifici orsi polari si godono un incredibile tramonto artico

Molti fotografi hanno documentato gli orsi polari nel loro habitat naturale,  un ambiente innevato. In quei momenti  gli scatti hanno immortalato gli orsi giocare e rotolare sulla neve, o immersi nelle acque ghiacciate, circondati quasi sempre da un immenso letto bianco di uno sfondo invernale.

Ma può capitare che un fotografo ha la fortuna come il  francese Sylvain Cordier di catturare una famiglia di orsi polari che si godono un tramonto mozzafiato  in Alaska. Già perché i colori del sole in quell'istante sono di assoluta magnificenza, colori quale l'arancione e il giallo che riflettono sul ghiaccio, poi dopo qualche tempo diventando più vivo infine, passando a un viola che riposa gli occhi.

Cordier ha trascorso ben 3 mesi in una barca per seguire la vita quotidiana degli orsi polari, la sua pazienza e perseveranza ha regalato poi a tutti noi queste immagini. A quanto pare i tre orsi si sono abituati alla presenza del fotografo e al  rumore della sua fotocamera.

Questo incredibile  tramonto è lo sfondo perfetto per queste creature così grandi. Cordier ha detto '' Una sera sono arrivato alle 6,30 e ho visto che il tramonto era imminente. Ho posizionato la mia barca nella speranza gli orsi si sarebbero mossi nella  direzione giusta, e quindi  tutto è capitato  davvero per caso''. L'atmosfera era assolutamente straordinaria.  

Sylvain Cordier on Twitter
via [L'Acte Gratuit]

giovedì 16 gennaio 2014

Inverno a Yosemite sembra l'interno di una palla di vetro con la neve

Quattro giorni prima di Natale il fotografo Jeff Lewis hanno sfidato il freddo  pungente di Yosemite, un parco nazionale che si trova al nord della California per catturare queste splendide immagini, che sembrano fatte al'interno di palla di vetro con la neve.

Per poter avere l'effetto desiderato il fotografo è rimasto in piedi tutta la notte aspettando la luce perfetta, con 18 gradi sotto zero. Così la foto mostra la neve che cade dal cielo, gli alberi coperti di una sottile magica polvere bianca e il lago ghiacciato, praticamente - una sfera di vetro con la neve.


Il  ragazzo ha detto "Ho visto un sacco di immagini mozzafiato nel suggestivo Valley View e tremavo dal freddo, mentre dinanzi i miei occhi iniziava una tempesta di neve. Mi ci sono voluti pochi minuti per scattare la foto che avevo impressa nella mia mente''. ''Le condizioni erano perfette. Credo che sia la foto più bella della mia carriera fotografica.''
Per vedere le sue foto ecco il link su flickr


foto: via flickr[johnkay]

martedì 14 gennaio 2014

Foto mozzafiato del Cervino a tutte le ore del giorno

Al confine tra la Svizzera e l'Italia si trova il  Cervino con i suoi 4478 metri, una delle cime più alte d'Europa, nonché una delle vette più alte delle iconiche Alpi svizzere. Matterhorn ( in tedesco) è un'attrazione sia per gli alpinisti che i  fotografi. Nel secolo scorso le sue cimi sono state meta di grandi imprese, uomini che hanno voluto sfidare se stessi e la natura, cercando di scalare uno dei suoi magnifici 4 lati.

Quella ricerca di  ammirare la vetta che domina da lontano, catturando la sua magnificenza a tutte le ore del giorno, anche grazie a foto mozzafiato. La spettacolare catena montuosa offre una splendida vista panoramica, in quell'istante non puoi far altro che contemplare la natura, e ringraziarla attraverso il tuo silenzio.

In ogni stagione un fotografo è desideroso di immortalare una scena, un tramonto, il primo sole del mattino,  o di notte un gufo solitario; quel che conta essere li  nel paradiso chiamato Cervino. Osservando alcune immagini non c'è da meravigliarsi come questa montagna sia una delle preferite per il portafolio di molti fotografi.

Il cielo e il paesaggio lavorano all'unisono per 365 giorni all'anno, offrendo una scena rinfrescante al mattino e una vista mozzafiato di notte. Ora quello che occorre: fare un biglietto e vedere di persona tutto questo.

foto: via[flickr] - sistoalpino