Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu: cultura
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sabato 31 maggio 2014

10 antiche religioni dimenticate

Le religioni vanno e vengono a seconda dei tempi e della moda. Quel che rimane non è più il culto ma sculture usurate e tempi dritti da un altro credo ... il cristianesimo?  Il mondo ha scordato alcune fedi più di quanto nessuno ricorda: pantheon, sacri sepolti sotto le sabbie di millenni. In questo articolo vediamo 10  antiche religioni dimenticate.



10 - L'antica religione della Mesopotamia - La prima forma di scrittura nasce proprio da questa regione. La religione  della Mesopotamia  comprendeva pratica esoteriche, miti e culto che fu praticato dal IV al I millennio a. C. I sumeri avevano un pantheon di oltre 2.000 divinità. Banchetti divini dove si credeva che i reali e gli dei interagivano nel corso della cerimonia. In Babilonia, una delle pratiche più interessanti fu il tempio della prostituzione. Alcuni studiosi ritengono che, nell'antica Mesopotamia, la prostituzione era sacra, il sesso  una forza naturale che  beneficiava l'umanità. Turro questo si rispecchiava nel culto di Ishtar, la de dell'amore.


9 - La religione dell'Arabia Pre - Islamica - La religione indigena dell'Arabia includeva molte divinità e idoli locali, tra cui Hubal e un Dio superiore.  La religione dell'Arabia Pre - Islamica apprezzava la poesia e la storia. I poeti erano  rispettati perché le loro opere ritenute di origine divina. L'amore per le parole può ancora essere visto nel sistema di scrittura arabo, che è stato accuratamente sviluppato con particolare attenzione alla pronuncia, al fine di preservare accuratamente la parola parlata.


8 - Religione celtica - Molti dettagli delle  religione celtica è stata persa perché non scritta,  la maggior parte di ciò che conosciamo arriva da fonti cristiane o romane. Ogni tribù celtica aveva una persnale pratica religiosa. Sappiamo che torbiere e paludi erano considerati  luoghi sacrii dove spesso si facevano dei sacrifici umani. I druidi presiedevano alle cerimonie, ma molto poco si sa su di loro, tranne che nell'età del ferro ricoprivano un ruolo estremamente potente nella gerarchia dei celti. Per quanto concerne le divinità queste tribù adoravano un certo numero di Dei. Il Dio più importante era Dagda, signore della guerra.


7 - L'antica religione slava- L'antica religione slava è classificabile con l'adorazione di molte divinità  di cui venivano praticati riti per celebrare la natura.  Una delle divinità principali era  Svantovit-una sorta di Dio supremo, al tempo stesso Dio della guerra e della fertilità. Purtroppo con l'avvenuta del cristianesimo questa religione è praticamente scomparsa.







6 - Orfismo - Solo a vedere alcune immagini mi è sembrata più che una religione una bellissima filosofia basata su poesie composte da Orfeo ( mitologia greca). I seguaci dell'orfismo credevano nella reincarnazione. Non si poteva mangiare la carne perché si pensava di mangiare un altro essere.





5 - Neoplatonismo


4 - Hittiti Pantheon - La religione ittita è  ​​la "religione di 1.000 dèi" chiamata a seguito del suo grande numero di divinità, molti dei quali adorati solo nei singoli villaggi. Gli Ittiti era un popolo abbastanza aperto con il loro pantheon,  riconoscendo  l'adorazione di alcune divinità straniere.



3 - Antica religione ungherese - Poco si conosce su questa religione,  tra le diverse divinità, c'erano Ordog, e Boldogasszony. Quello che si sa sulla religione ungherese, è l'importanza dei suoi sciamani, i Taltos.

2 - Pre - Shintoismo - Prima del Shintoismo in Giappone, c'era una religione sciamanica. Ci sono numerosi racconti di una imperatrice , Himiko (o Himiko), e uno sciamano che ha stregato il suo popolo. Sono state scoperte  sculture chiamate haniwa di cui gli archeologi credono rappresentavano spiriti guardiani di defunte.

1-  L'antica religione basca - L'antica religione basca aveva diverse divinità, ma incentrata su una "Grande Dea" di nome Mari.

giovedì 24 aprile 2014

5 venerdì, 5 sabati, 5 domeniche nello stesso mese: sai quando è accaduto?

calendario luglio 2011
In un post di qualche anno fa su Facebook qualcuno aveva scritto:  1 Luglio 2011 - Quest'anno luglio ha 5 venerdì 5 sabati e 5 domeniche. Questo succede una volta ogni 823 anni, e porta un sacco di soldi,  quindi copiate questo status e il denaro arriverà entro 4 giorni. Basato sulla filosofia cinese del Feng Shui. 

E 'vero che il mese di luglio 2011 ha avuto cinque venerdì, cinque sabati e cinque domeniche, ma questo non  è stato un evento raro, tanto meno che capita solo una volta ogni 823 anni. Infatti ogni mese di 31 giorni che inizia con il  Venerdì avrà cinque venerdì, 5 sabati e 5 domeniche. Prima del 2011 era accaduto a ottobre 2010, poi a luglio 201,  Marzo 2013. Questo evento non accadrà di nuovo nel 2016 nel  mese di luglio, a tre soli anni di distanza.

Perciò le suddette catene di San'Antonio dove ti chiedono di copiare e inviare ad altri quella frase non hanno alcuna forma di somiglianza con il misticismo cinese ''feng shui''. Io la chiamerei solo come spam. 

Il risultato è uguale per tutti
Però hai mai pensato di fare un calcolo? Chiunque è nato tra il 1900 - 1999 aggiungendo le ultime  2 cifre in cui è nata una persona o sei nato il risultato ti darà sempre 114 per il 2014, 115 per 2015 oppure 111 per il 2011 è così via.  Mi spiego meglio sei nato nel 1980  e andrai a fare 2014 - 1980 uguale a 34; ora aggiungendo del  tuo anno di nascita le ultime  2 cifre 80 + 34 uguale 114.  Per non essere smentito proviamo un'altra data 1966, 2014 - 1966 da 48, per la formula di prima che dice di prendere solo le ultime 2 cifre dell'anno 66 + 48 uguale 114!

venerdì 18 aprile 2014

Perché gli inglesi e americani chiamano Venerdì Santo Good Friday?

Come è scritto senza tradurlo di primo acchito Good Friday sembrerebbe buon venerdì, eppure Good Friday in inglese  letteralmente significa Venerdì Santo. Ma la domanda continua a essere lecita: tutti conosco che in questo giorno  Gesù Cristo fu crocifisso, ma per gli anglofoni è chiamato buono! Good Friday nel gergo letterale si potrebbe definire ''false friend'' parole che sembrano quelle che non sono.



Perché gli inglesi e americani chiamano Venerdì Santo Good Friday?

Risposta: La catechesi di Baltimora ha dichiarato che il Venerdì Santo viene chiamato bene (good), perché Cristo, con la sua morte, "ha mostrato il suo grande amore per l'uomo. Bene, in questo senso, significa" Santo ", e in effetti il Venerdì Santo è conosciuto come una ricorrenza Santa e importante  tra i cristiani d'Oriente, sia cattolici che ortodossi. Good Friday è anche il Venerdì Santo nelle lingue romanze.

In definitiva la risposta data dalla catechesi di Baltimora appare una buona spiegazione, tranne per il fatto che il Venerdì Santo viene chiamato buono solo in inglese. L'enciclopedia cattolica ha scritto ''L'origine del termine Bene non è chiaro. Alcuni dicono che nasce dal "Venerdì di Dio" (Gottes Freitag); altri sostengono che è dal tedesco Gute Freitag, quindi non di origine inglese. Gli anglo - sassoni chiamavano la giornata del Venerdì Santo come Long Friday ancora presente in Danimarca.

Eppure se il Venerdì Santo è stato chiamato good friday dagli inglesi, come sappiamo molte delle loro parole derivano dal tedesco o sassone, quindi Gottes Freitag, allora sarebbe scontata l'ipotesi che Gute Freitag in Germania rappresenta questo giorno, ma non lo è. Venerdì Santo in Germania è  Karfreitag- che vuol dire, Addolorato o sofferenza. In definitiva la spiegazione data dalla catechesi di Baltimora appare la più esauriente: il Venerdì Santo è chiamato Good Friday  ''un bene'' perché la morte e il sacrificio di Cristo è diventata risurrezione alla Domenica di Pasqua,  portando una nuova vita e speranza all'umanità. Praticamente facendo due conti  questa cosa  già la conoscevamo andando al catechismo da bambini.

mercoledì 19 marzo 2014

L'uomo più vecchio di sempre mori a 969 anni

l'uomo più vecchio della storiaAvete mai sentito questa frase '' È vecchio come Matusalemme'' Un detto per descrivere una persona con una veneranda età o di idee arretrate. Bene  secondo la bibbia e altri testi religiosi, Matusalemme uno dei più grandi patriarchi prima del diluvio universale nacque nel 3073 a.C e morì nel 2014 a.C diventando: l'uomo più vecchio di sempre a 969 anni.

Per dirla tutta sarebbero esistiti uomini ancora più vecchi di Matusalemme mi riferisco alla Lista Reale Sumerica dove possiamo trovare nel Periodo Protodinastico I  dei leggendari sovrani regnare qualcosa come  43.200 anni ( regno di En -Men- Lu-Ana della città di Bad -tibira), 36.000 anni (Alagar di Eridi ), sino ad arrivare a Ubara -Tubu di Shuruppak 18.600 anni. I sumeri contavano i regni in sar ogni sar corrisponde a 3600 anni.

Tornando all'uomo più vecchio del mondo sappiamo che in base alla Genesis Matusalemme era uno dei diretti discendenti di Adamo, nonché il nonno di Noè il patriarca biblico più importante dopo proprio Adamo. Anche Noè secondo i calcoli della bibbia durò quasi un millennio 950 anni, nato nel 2074 a.C e morto nel 1056 a.C.

Teoria scientifica del ciclo lunare 

Chi più se non della scienza poteva controbattere la bibbia e le convinzioni sull'età incredibile di questi patriarchi. Isaac Asimov avanzò la teoria e ipotesi che l'età di Matusalemme non fu calcolata in anni ma bensì in cicli lunari, precisamente i mesi lunari. In base a questo calcolo Matusalemme morì a 70 anni.

Calendario Sumerico

Degli esperti e studiosi dei testi biblici sostengono che Noè aveva 60 anni non 500 quando intraprese il viaggio con l'arca per sfuggire al diluvio universale. Mentre invece Matusalemme morì ugualmente vecchio ma a 117 anni. I calcoli sbagliati furono dovuti da un errore di traduzione dall'antico aramaico al greco. In pratico i sumeri usavano un sistema denominato sessagesimale (1/60) e non decimale.

lunedì 6 gennaio 2014

Befana tutto quello c'e da sapere dal 1500 a oggi

Da bambino mi cantavano questa filastrocca « La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana Viva, Viva La Befana! » Oppure l'Epifania tutte le veste ci porta via. Si, perché quest'anno le festività natalizie sembrano davvero volate.

Ma ora torniamo a lei alla mitica nonnina, forse meglio una strega, in poche parole la Befana. La tradizione vuole che la vecchina sopra la scopa arriva dal comignolo del camino, tra la notte del 5 e 6 gennaio. Tutti i bimbi lasceranno una calzetta sperando di trovare dolciumi e non carbone.  

Da cosa deriva la  parola Befana? È una alterazione lessicale e popolare della parola Epifania di origine greca. La Befana è un personaggio appartenente sopratutto alla cultura italiana, che è legata al periodo di Natale. Infatti è noto come in passato era la Befana a portare i regali non Babbo Natale.

Connubio Re Magi e Befana -  Una leggenda vuole che i Re Magi avendo perso la strada per trovare Gesù bambino bussarono in una casa dove ad aprire fu una vecchia dall'aspetto di una strega. La vecchina non volle accompagnare i tre nomadi, in seguito penti
ta cercò di raggiungerli. Per farsi perdonare a ogni porta che vedeva lasciava un dolce, nella speranza che in quella casa ci fosse il neonato che tutti i cristiani adorano il 25 dicembre.

La feste in suo onore - In Italia questa ricorrenza è molto sentita tanto che in alcune regioni ogni anno la si festeggia. A Urbania per esempio c'è la festa nazionale della Befana dal 2 -6 gennaio. Ma anche a Lucca e provincia di Parma Fornovo Taro, il raduno nazionale della Befana. A Venezia va in Gondola, A Roma si presenta in piazza Navona. All'estero in Russia la vecchina si chiama Babuscka, porta regali assieme a Padre Gelo, proprio quando cade il Natale Ortodosso. In Islanda l'Epifania è chiamato 13 esimo giorno dopo Natale. Una suggestiva fiaccolata apre i festeggiamenti. Nel Regno Unito la Befana diventa una sorta di Halloween che con gli spiriti invernali vanno a fare scherzi.



foto: via[wikipedia.com]

martedì 17 dicembre 2013

I racconti brevi ma molto belli di Osama Alomar

Aggiungi didascalia
Osama Aloma è  un giovane scrittore siriano che vive  negli Stati Uniti da cinque anni, lui appartiene a una consolidata tradizioni letteraria: quello dello scrittore costretto all'esilio dal suo paese, e di essere uno scrittore di racconti  molto brevi.

All'inizio nuovo in terra straniera ha dovuto fare i più strani lavori per poter viver, accantonando il suo vero mestiere ''lo scrittore''.Una identità camuffata per necessità  nella sua nuova comunità , in un certo senso, un travestimento necessario.

Per fortuna il suo talento non è rimasto intrappolato in un cassetto, il sogno americano sta  diventando realtà per Osama. La sua prima raccolta di storie  in inglese ha iniziato a trovare pubblico e consensi, sia negli Stati Uniti che nella cultura anglofona più grande. Un Breve racconto o poema in prosa è questo il suo essere in poche righe.

La personificazione di personaggi animali come il Kalila wa Dimna, trova il suo diretto discendente nella naturalezza e convinzione con cui Alomar incarna molti dei suoi protagonisti siano essi elementi naturali come: l'oceano, un lago, fuoco e acqua, brezze, le nuvole-o oggetti di uso quotidiano come una goccia  di olio, o l'incessante suono del martello che batte su un chiodo.

Bibliografia in inglese

  • Seven Very Short Stories" in Noon                (2010)
  • Eleven Stories" in Web Conjunctions,            ( 2011)
  • Two Stories by Osama Alomar" in The Outlet (2011)
  • Breaking News" (10 stories) in "Coffin Factory" vol. 1 (2012)
  • Selections from All Rights Not Reserved, Tongue Tie, and O Man." in "The Literary Review" vol.55, no. 2 (2012)
  • Fullblood Arabian (Poetry Pamphlets) (2014)




lunedì 4 novembre 2013

Fabio Volo: La strada verso casa ha già venduto 28 mila copie

A distanza di due anni dal suo Le prime luci del mattino Fabio volo torna con un nuovo romanzo dal titolo ancora più introspettivo: La strada verso casa. Lo scrittore parla della sua opera inedita, e delle città dove presenterà il romanzo.

Ormai Fabio Volo è diventato uno scrittore affermato, prima conosciuto per conduttore radiofonico, ideatore di programmi alternativi, e dal 2000 autore di romanzi. I fan hanno dovuto aspettare 2 anni per leggere altro dello scrittore bergamasco.

Il libro da subito ha  raggiunto le vetta della classifica, vendendo già 28 mila copie in pochi giorni. Tra gli altri top di vendita: Il bordo vertiginoso delle cose di Gianrico Carofoglio,e andrea Camilleri con la Saga dei Sacco.

La strada di casa narra la storia di 2 fratelli lontani fra loro, ma che dovranno riavvicinarsi perché costretti da alcuni eventi. Intanto il 5 novembre il Fabio Volo sarà a Bologna alla Libreria Coop Ambasciatori in via Orefici 19 per presentare e autografare ai suoi lettori il suo ultimo romanzo

foto: via[wikimedia commons]

giovedì 3 ottobre 2013

Il teatro sta morendo Eduardo De Filippo cosa direbbe

Burattini e commedianti, piccoli e grandi  palcoscenici nessuno è immune, il teatro sta morendo, potesse tornare in vita Eduardo De Filippo cosa direbbe. C'è chi vuole preservare questo grande patrimonio della nostra cultura protestando e firmando petizioni, alcuni privati finanziando di tasca loro, ma non basta se le istituzioni non fanno qualcosa. E' come la storia della crisi degli ippodromi ... ma tutto tace.

L'elenco dei teatri che stanno chiudendo i battenti inizia a diventare lungo, non importa non c'è alcuna distinzione da nord a sud. Per citarne alcuni con grosse difficoltà ricordiamo l'Eliseo di Roma, il Sancarluccio di Napoli, a Bologna l'Arena del Sole, l'Archivolto di Genova e il Teatro Bellini e lo Stabile di Catania.

Ma ogni teatro ha la sua storia anche se non con  un nome famoso, è l'anima di quella città. Con la crisi le giovani compagnie non possono esibirsi nella loro regione e provano allora a cercare fortuna nei palcoscenici della capitale, che come sostegno chiede un affitto da pagare. Perciò diventa sempre più ardua per un giovane attore teatrale trovare spazio in questa giungla.

Lasciamo stare i dati statici già lo sapevamo che rispetto agli anni passati c'è stato un calo di spettatori in tutta la cultura (vedi gli stessi cinema), ma costretti a chiudere è un altro paio di maniche. Tutto da rifare nuovi sponsor da cercare e forse venire incontro ai veri appassionati con prezzo del biglietto più ragionevole.

La speranza è sempre quella che Natale a casa Cupiello abbia ancora il panettone per il nostro teatro italiano.

lunedì 30 settembre 2013

Non insegno libri scritti da donne o autori cinesi, solo quelli creati da ragazzi eterosessuali

Un professore canadese candidato al premio  Giller Awards all'università di Toronto ha dichiarato che mai insegnerà libri scritti da donne o autori cinesi, lui predilige quelli elaborati da veri ragazzi eterosessuali.

''Non insegno libri scritti da donne o autori cinesi, solo quelli creati da ragazzi eterosessuali'', un' affermazione  che sta portando non poco imbarazzo alla cultura e letteratura.  L'infelice uscita è di un professore e scrittore David Gilmour, premio longlist e scrittore della letteratura canadese.

Guardando i suoi numerosi libri nel suo ufficio, Gilmour ha detto: "Non sono interessato a libri didattici da parte delle donne''. Solo la scrittrice Virgina Wolf in via eccezionale è ancora nelle grazie omofobe del letterato di Toronto. Secondo lui nessuna donna scrittrice o cinese è degno di essere recensito e argomento delle sue lezioni.

Ciò che insegno ha continuato - sono autori seri e eterosessuali come F Scott Fitzgerald, Cechov, Tolstoj. Se qualcuno dei suoi studenti gli chiede di voler assistere a una lezione che parla di autori cinesi o donne, Giller gli indica altri tutor in fondo al corridoio.

L'autrice  di bestseller Jodi Picoult ha scritto: "Come vorrei che questo fosse solo uno scherzo, invece esiste per davvero una discriminazione per gli autori di sesso femminile.».


Ma chi è in definitiva David Gilmour? Gilmour insegna  narrativa moderna e racconti brevi, per lo più russi e americani, presso l'Università di Toronto, ha vinto la longlisted per il premio Giller, premio conseguito per i più grandi della letteratura  canadese  in seguito al suo romanzo straordinario, che racconta la storia di un uomo mentre si prepara alla sua morte assistita.

lunedì 12 agosto 2013

Il 666 non è più il numero della bestia, registratevi il 616

''Six, six, six the number of the beast'', questo è il ritornello di una canzone appartenente a una delle metal band più famose al mondo gli Iron Maiden. Perché questa citazione? Perché in questo post parleremo che il 666 non è il numero della bestia ma il 616.

666 ", il numero spesso citato della bibbia come il numero di Satana,  a quanto pare, non è il marchio della bestia, come la maggior parte delle persone ha sempre creduto. Nel 2005 fu di nuovo tradotto un frammento di papiro rappresentante la più antica trascrizione esistente dell'apocalisse e risalente a circa 1700 anni, ebbene l'antico e misterioso libro ha documentato che il numero della bestia è il 616. Quindi Dickinson e soci aggiornate il vostro testo in Six, One, Six, the number of the beast.

Questa rivelazione di fatto potrebbe cambiare uno dei misteri più arcani che si cela nella storia: il Diavolo. Il brandello che rimane del testo scritto in greco nel tardo 3° secolo contiene alcuni passi della Rivelazione di Giovanni del Nuovo Testamento, è stato ritrovato nei pressi di un'antica discarica a Ossirinco nell'Alto Egitto. Anche altri preziosi documenti, grazie alle più moderne tecniche di decifrazione, hanno svelato parti  indecifrabili di papiri del mondo classico.

David Parker docente di Critica e Paleografia dei Testi Neotestamentari all'Università di Birmingham ha confermato che il numero tradotto dal manoscritto è il 616, benché il 666 è più affascinante e misterioso.

Ora come faranno scrittori, musicisti che del 666 ne avevano fatto la loro fortuna, dovranno per caso cambiare tutto il copione ? 



















foto: via[wikipediaorg]

sabato 27 luglio 2013

I 5 rituali di morte più agghiaccianti al mondo

Un post che non è il massimo dell'allegria, ma nasce con le tematiche del blog di fare informazione su usi e costumi delle persone. Vedremo quale concezione esiste in altre culture di seppellire un morto.  In particolare:  I 5 rituali di morte più agghiaccianti al mondo.

Immolazione -  Un rituale tradizionale indù praticato in India, in base al quale una donna in lutto doveva giacere volontariamente a fianco del marito sulla sua pira funebre. La donna veniva  bruciata viva accanto al cadavere del marito. Suttee come viene chiamata in India fu praticata per secoli ma bandita dagli inglesi nel 1829 colonizzatori dell'India. Ci furono dei casi dove questa assurda tradizione venne praticata ancora in alcune zone remore del paese sino al 1981.

Buddisti ( auto - mummificazione) - L' Auto-mummificazione fu praticata fino alla fine del 1800 in Giappone, da persone che volevano diventare una mummia e conservare il loro corpo nei secoli  All'inizio del 1900 fu deciso di abolire questo agghiacciante modo  di aspettare la morte.



Sky burial - I tibetani non danno molta importanza al corpo, tra l'altro in Tibet il terreno è per lo più formato da rocce, quindi duro da scavare una fossa.  I cadaveri nello sky burial vengono dati in pasto agli uccelli. Il rito è macabro, il corpo del defunto viene tagliato a pezzi piccoli che diventerà cibo dei predatori del cielo.


Aborigeno ( esposizione del corpo) - Questo rito consiste di  lasciare il cadavere su una piattaforma rialzata e ricoprirlo con foglie e rami fino a quando la carne non marcisce, un processo che può richiedere mesi. Successivamente  le ossa del defunto vengono recuperate e colorate con ocra rossa. Le ossa vengono poi inserite in una caverna fino a quando non diventano polvere e vengono collocate all'interno di un tronco scavato fuori.


Sepoltura spaziale -  E'  possibile acquistare il proprio spazio di sepoltura, dove verranno inviate  le ceneri in orbita  da $ 695. Più lontano si decide di inviare le proprie ceneri più il prezzo sale sino a un massimo  di  $ 60.000.  Il primo viaggio fu eseguito nel 1997 da un razzo di nome Pegasus che conteneva le ceneri di 22 persone, dove lieviteranno nell'immenso per l'eternità.


foto:[wikimedia commonsfonte - Christian Theological Seminary



giovedì 27 giugno 2013

10 personaggi diventati famosi dopo la morte

casa abitata da Van Gogh a CuesmesNon tutte le persone hanno cercato insistentemente la fama, ma come sempre accade il loro talento è stato scoperto dopo la morte. Il successo è una cosa volubile, sfuggente, gioca con i sentimenti. Di seguito vediamo: 10 personaggi diventati famosi dopo la morte


1. Johannes Vermeer (1632-1675)

Il famoso artista olandese noto per i suoi dipinti di vita domestica e della classe media è stato un pittore prettamente locale poco conosciuto, e mai ricco. Sua moglie attribuì la sua prematura scomparsa allo stress di natura finanziaria. A distanza di secoli Johannes Vermeer è riconosciuto come uno  dei grandi maestri della pittura olandese. Nel 2004 un suo quadro fu valutato 30 milioni  di dollari. Il dipinto è il famoso ''Young Woman Seated at the Virginal''



2. Johann Sebastian Bach, the composer (1685-1750)

Sarebbe fuorviante dire che Johann Sebastian Bach morì prima diventare  famoso, eppure egli durante la sua vita fu acclamato per il suo talento come organista. Fu grazie a Felix Mendelssohn, quasi 80 anni dopo la sua morte che il pubblico iniziò ad amare Bach sopratutto come compositore. Mendelssohn rintrodusse una musica sacra di Bach ''La passione secondo Matteo.'' Ora è considerato come uno dei maggiori compositori del periodo barocco, se non uno dei più grandi compositori di tutti i tempi.

3. Henry David Thoreau (1817-1862)

Nonostante la pubblicazione di "Walden" (La vita nei boschi), ha portato allo scrittore americano,un modesto successo. I suoi scritti politici hanno avuto un impatto limitato durante la sua vita. Thoreau si guadagnava da vivere lavorando in una fabbrica di matite, e collaborando con qualche giornale locale.  Ma quasi tre decenni dopo la sua morte, Henry Stephens Salt scrisse la biografia di Thoreau, che regalò a Thoreau una grande fama postuma.


4. Herman Melville (1819-1891)

Scrittore e critico letterario americano di New York City,  la sua carriera non è mai decollata del tutto. Il suo capolavoro Moby Dick  fu riscoperto grazie a una biografia di un insegnante di nome Raymond Weaver.  Moby Dick ai giorni nostri è considerato come una delle opere fondamentali della letteratura mondiale.


5. Gregor Mendel (1822-1884)

Naturalista, matematico è considerato come il pioniere della moderna genetica per le sue teorie sui caratteri ereditari.


6. Emily Dickinson (1830-1886)

Lei è stata un grande poetessa, ma nella sua vita riuscì a pubblicare solo 10 poemi. Mentre invece fu una scrittrice prolifica. I suoi lavori amava condividerli con amici e parenti. A metà della sua vita la poetessa ha vissuto in totale isolamento, ma nessuno è sicuro che questo fosse stato il suo volere. Dopo la sua morte sua sorella Lavina ha scoperto 40 volumi rilegati a mano con quasi 1.800 delle sue poesie.

7. Vincent van Gogh (1853-1890)

Lui forse di tutta questa lista è l'esempio più eclatante. Una vita fatti di stenti e frustrazioni, incompreso sin da quando era piccolo. Anche se era conosciuto da altri artisti per il suo talento, ha vissuto un'esistenza di stenti e per lo più sconosciuto al grande pubblico. A soli 37 anni è morto sparandosi un colpo di pistola nella solitudine più totale.

 8. Franz Kafka (1883-1924) 

Nato a Praga, scrittore Franz Kafka è cresciuto in una famiglia ebrea della classe media,  ha continuato a studiare legge e lavorava nel settore assicurativo. Benché fosse uno scrittore prolifico , poche delle sue opere sono state pubblicate quando era vivo. Nel 1923, si trasferisce a Berlino per dedicare anima e corpo alla sua unica passione: la scrittura.  Ma morì di tubercolosi poco dopo - non sapendo purtroppo quanto le sue opere in seguito ebbero un enorme impatto sulle future generazioni di scrittori e studiosi.


9. Vivian Maier (1926-2009)

Nata a New York e cresciuta in Francia, Vivian Maier si trasferì a Chicago nel 1956, dove ha trascorso gran parte della sua vita come baby sitter. Ma  quando poteva girava per le strade a fotografare le persone e le loro espressioni. Nessuno conosceva la sua passione segreta. Maier avrebbe lasciato dopo la sua morte più di 100 mila negativi, oltre ad altre forme di media.

10. Stieg Larsson (1954-2004)

E' stato uno scrittore e giornalista scrittore svedese. Nel 2008 quattro anni  dopo la sua morte è stato il secondo scrittore più venduto. Nel 2010 la sua trilogia Millenium ha venduto oltre 27 milioni di copie in 40 paesi.


foto: inizio articolo [wikimedia commons] - autore Jean-Pol GRANDMONT

lunedì 1 aprile 2013

Little library: Costruisci una piccola biblioteca gratuita per il tuo quartiere

Due ragazzi americani (anche se hanno superato i 50 anni),  hanno avuto la brillante idea di costruire delle piccole biblioteche per il loro quartiere, il progetto è nato per promuovere l'alfabetizzazione e portare la comunità nel trovare  un unione  culturale. L'avventura è iniziata nel 2009, da allora ha avuto talmente tanto successo che ha conteggiato ben altre 36 città americane.

Todd Bol e Rick Brooks, gli ideatori, hanno aperto un sito internet littlefreelibrary.org dove è possibile ordinare una piccola libreria già pronta  fatta da loro, oppure scaricare gratuitamente un manuale su come costruirla. Il progetto  è  semplice ma allo stesso tempo geniale, in pratica in cosa consiste: ogni persona può  prendere un libro,  leggerlo, restituirlo e lasciarle un altro della sua libreria personale


Ciò che ha  reso  l'idea così vincente : è stato quello di  persone che pur non conoscendosi personalmente tra loro,  hanno voluto  condividere  i propri  libri preferiti con la loro comunità. Brooks e Bol  hanno cumulativamente ospitato nelle loro minuscole biblioteche qualcosa come 1.650.000 libri.

Nel 2011 si contavano 100 piccole biblioteche  negli Usa, ora a distanza di appena due anni  c'è ne sono circa 6.000 sparse in tutto il mondo. Sul finire dell'anno si stima che  le minuscole librerie diventeranno quattro volte tanto 25mila.


E dire che  Books  iniziò mettendo una piccola libreria per scambiare alcuni libri con i suoi vicini di casa, da quel momento l'idea si è fatta strada, anzi cultura  . E' se anche in Italia facessimo la stessa cosa, perché non provare ...  Il nostro paese è sempre stato sinonimo di cultura, non dimentichiamolo mai.

















foto: via [ mymodernmet]

domenica 10 giugno 2012

I 10 LIBRI PIÙ LETTI AL MONDO

Dietro La Bibbia, a cui l'infografica attribuisce 3,9 miliardi di copie stampate negli ultimi 50 anni, ci sono il Libretto rosso di Mao (820 milioni di copie) poi, a sorpresa, Harry Potter con 400 milioni di copie (la sorpresa è dovuta alla giovane età del libro), Il Signore degli anelli (103 milioni di copie), l'Alchimista di Paulo Coelho (65 milioni di copie) che con 67 traduzioni a suo tempo è entrato nel Guinness dei primati per essere il libro di un autore vivente più tradotto al mondo. 

Il Codice da Vinci di Dan Brown può vantare 57 milioni di copie, la saga di Twilight 43 milioni di copie: 10 milioni in più di Via col ventoPensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill ne ha pubblicati invece 30 milioni mentre Il Diario di Anna Frank chiude la classifica con 27 milioni di copie stampate. 


libriclassifica.jpg

Fonte: Focus.it 

mercoledì 7 dicembre 2011

Come scegliere un libro da leggere



La lettura di un libro è uno dei passatempi più antichi e piacevoli che esistano. Leggere non costituisce soltanto un modo rilassante e divertente per trascorrere il tempo, non è soltanto un modo per arricchire il nostro bagaglio culturale, ma è una scorciatoia verso un'altra dimensione.
Un libro è una porta aperta verso un altro mondo, parallelo, immaginario, inesistente, reale, contemporaneo, ma pur sempre un mondo in cui trovare rifugio dopo una giornata lavorativa o anche durante i momenti oziosi di una vacanza.
Leggere un libro ci isola dalla realtà quotidiana, rigenerando la nostra mente e permettendoci di dimenticare, seppur per pochi minuti al giorno, i problemi e i pensieri che ci affliggono. E al termine della lettura, alla chiusura del libro, resta comunque quel sentimento di attesa che ci accompagna piacevolmente fino al momento magico in cui il libro verrà aperto di nuovo, in cui la lettura tornerà a nutrire la nostra mente di storie, di nozioni, di episodi, in un terapeutico scorrere di pagine e pagine di carta stampata.
Ma come scegliere un libro da leggere fra la mostruosa moltitudine di volumi che il mercato editoriale ci offre? Come scegliere fra i tanti generi letterari in cui sono catalogati i libri o fra le centinaia di autori che scrivono?
La scelta di un libro da leggere deve essere un passo da eseguire con cura ed attenzione, perché il libro sarà un po' come il nostro compagno di giochi, l'amico fidato con cui trascorrere la serata.

Scelta per autore

Affidarsi ad un autore che si conosce è ovviamente una scelta sicura, avendone ormai apprezzato sia lo stile narrativo sia il genere letterario. Così nascono lettori appassionati delle opere di Stephen King, Wilbur Smith, Andrea Camilleri, J. R. R. Tolkien, Ken Follett o Patricia Cornwell o di altri scrittori che hanno creato dei veri e propri filoni narrativi e che continuano a pubblicare libri di successo.
Viene così a nascere un'attesa spasmodica del nuovo romanzo dello scrittore preferito ed una corsa all'acquisto di una copia del libro di cui si è letto sui giornali o sui siti dedicati. Collezionare tutte le opere del proprio autore preferito diviene un traguardo da raggiungere, anche se non è detto che tutti i lettori apprezzino l'intera produzione letteraria di un autore, specialmente nel caso in cui uno scrittore si occupi di più di un genere letterario.

Scelta per genere letterario

Alcuni lettori sono invece amanti di determinati generi letterari. Da una parte potrebbe essere considerata una letteratura monotona, ma spaziare da un autore all'altro nell'ambito del medesimo genere è pur sempre inserire una sorta di novità, di varietà nella propria lettura.
I lettori di gialli, ad esempio, possono immergersi nelle opere ormai classiche di autori come Agatha Christie o Sir Arthur Conan Doyle, oppure scegliere i più moderni Camilleri e Giorgio Faletti. Così anche nel fantasy la scelta degli autori è così vasta da poter offrire stili di scrittura e quindi letture differenti una dall'altra, passando dall'ormai classico- e capostipite- Tolkien ai suoi successori, come Terry Brooks, J. K. Rowling, G. R. R. Martin, David Eddings, M. Z. Bradley, Robert Jordan e tanti altri ancora.
I lettori nostalgici, che apprezzano le letture intramontabili dei classici, sia italiani che stranieri, hanno una gamma di autori (e libri!) sorprendente, basti pensare a tutte le opere di R. L. Stevenson, E. A. Poe, Emilio Salgari, Thomas Mann, G. de Maupassant, Mark Twain, C. Dickens, Daniel Defoe, R. Kipling, Alessandro Manzoni, Jack London, Italo Calvino, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Italo Svevo e decine di altri.
Ogni genere letterario è un contenitore inesauribile di opere da leggere, in grado di soddisfare anche il lettore più intransigente.

Scelta per stato d'animo

Leggere un libro significa innanzitutto entrare in una ben precisa situazione storica. Storica nel senso di susseguirsi di eventi, di fatti, di episodi in un arco di tempo più o meno lungo e in un contesto geografico reale o immaginario, in un periodo di tempo passato, contemporaneo o futuro.
Vi sono letture impegnate e letture d'evasione.
Va da sé che i due tipi di lettura non possono essere certo affrontati con ogni sorta di stato d'animo, l'insieme delle condizioni di spirito che regolano il nostro umore e quindi la nostra volontà o propensione verso un tipo di lettura piuttosto che un altro.
In momenti di sconforto o tristezza si apprezzano maggiormente romanzi che ci facciano evadere dalla situazione che stiamo vivendo, così un buon libro d'avventura, un fantasy, un romanzo di fantascienza, un classico ci vengono in aiuto nella scelta del libro da leggere.
Nei momenti di normalità o felicità il panorama letterario risulta essere più vasto e la lettura di un saggio storico, politico o culturale, che richiede un impegno di concentrazione maggiore, non ci appare più ostico e la sua lettura risulta così essere più apprezzabile.

Scelta su consiglio di un amico

Quante volte siamo stati consigliati da un amico, da un familiare, da un parente sulla lettura di un libro? Ognuno di noi, avendo apprezzato la lettura di un'opera, sente il bisogno e il piacere di consigliarla a chiunque.
Il consiglio deve essere dato, comunque, con una certa parsimonia. Non può essere consigliata una storia d'amore a chi non ama quel genere di letteratura, ad esempio. E' bene offrire quindi consigli mirati, selezionando i nostri amici in base al tipo di lettura che preferiscono.
Naturalmente non tutti si affidano ciecamente al consiglio ricevuto. Ognuno di noi è differente dall'altro, ognuno di noi ama un tipo di narrazione, un preciso stile di scrittura e non è detto che il consiglio dato abbia buon fine, riesca nel suo intento.
Ecco che il lettore tende a ricercare quante più informazioni possibili sul libro consigliato, sull'autore che l'ha scritto, magari sfogliandolo in libreria o leggendo le recensioni di libri ritrovate in rete, o chiedendo pareri sui forum dedicati alla letteratura o anche leggendone le critiche sulle riviste letterarie.
Se le ricerche lo soddisfano la sua libreria beneficerà di nuove opere letterarie e il consiglio ricevuto avrà fatto centro.

Scelta imposta da un regalo

Regalare un libro è un pensiero lodevole. Un libro è un regalo ideale per qualsiasi occasione o ricorrenza.
Ma quale libro regalare?
Molte volte si rischia di non indovinare i gusti della persona a cui è rivolto il regalo. Se ne conosciamo alla perfezione i gusti letterari o perfino l'autore o gli autori preferiti non sarà certo un problema incontrare le sue preferenze.
Molti regalano un libro soltanto perché a loro è piaciuto, pensando a quel modo che al nuovo destinatario il libro sarà gradito, mentre spesso accade che il libro faccia solo numero nella libreria e rimanga intonso.
E' bene informarsi meglio prima di regalare un libro da leggere a qualcuno. La lettura è un piacere e un passatempo migliore di tanti altri, ma è personale. Non trasformate un bellissimo regalo in un oggetto sgradito.
Scegliere un libro da leggere è dunque cosa semplice e complessa ad un tempo. Da quella scelta dipendono le nostre ore di lettura, che devono essere piacevoli e rilassanti e non sofferte e noiose. Da quella scelta dipende il nostro viaggio verso mete sconosciute.
In un libro, dopotutto, c'è un mondo da scoprire, pagina dopo pagina, e la sua fine non è che l'inizio di un altro mondo, là, a pochi centimetri di distanza dal precedente, nello scaffale polveroso della nostra libreria.
Daniele Imperi, web designer.