Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu: SAMHAIN: L'ORIGINE DI HALLOWEEN

sabato 2 ottobre 2021

SAMHAIN: L'ORIGINE DI HALLOWEEN

 


Mancano 29 giorni per la notte più spaventosa dell'anno: il 31 notte c'è davvero qualcosa di mistico e arcano, non è condizionamento o frutto della mia immaginazione - la terra si avvicina al mondo dei morti... ma andiamo per gradi.

Hai mai sentito questa parola Samhain? Ad ogni modo qualunque sia la tua risposta, proverò a spiegartelo a modo mio! Samhain è una antichissima festività celtica - pagana, conosciuta anche come Capodanno Celtico: che le popolazioni dell'epoca celebravano tra la notte del 31 ottobre e 1 novembre. 

Si è quasi certi che tale rito esiste già 600 anni prima della nascita di Cristo. Le popolazioni celtiche proprio il 31 notte, con i preparativi che avvenivano già dal pomeriggio, salutavano la stagione estiva e si preparavano a quella autunnale - invernale, dove le giornate diventano sempre più corte, e il regno dei morti non è più così tanto lontano da quello dei vivi.

Se poi vogliamo esser ancor più precisi: la parola Samhain è di chiara origine dall'irlandese antico ''samain'' che si suppone voglia dire fine dell'estate, mentre in gaelico (irlandese moderno), dovrebbe significare Novembre. Non per altro, gli storici hanno ampiamente dimostrato come la festa di Halloween derivi propriamente da Samhain.

Secondo il calendario celtico utilizzato fino a 2000 anni fa, le popolazione della Gran Bretagna, Francia settentrionale e Irlanda celebravano l'anno nuovo proprio il 31 ottobre.

SAMHAIN: STORIA

È quasi certo perciò che la festività di Samhain abbia origini pagane, così non poteva essere altrimenti: lo stesso albero di Natale è un simbolo pagano - la stessa nascita di Gesù, che affronteremo più avanti. Ma torniamo a Samhain: questa parola viene menzionata per la prima volta nella letteratura irlandese nel IX secolo d.c, ed è associata a molti eventi importanti della mitologia irlandese.

I passaparola e i pochi scritti ci narrano che le antiche popolazioni dell'isola d'Irlanda usassero organizzare una grande festa nel villaggio per la sera del 31 ottobre, mentre il buio faceva da padrone. I capi tribù o forse gli stessi druidi aprivano gli antichi tumuli funerari, per lasciare uscire in quella notte le anime dei loro cari e conoscenti - un vero varco con l'Altromondo!

Rimane invece irrisolta la questione, se proprio a Samhain, i druidi facessero dei sacrifici umani. Ma in altro video pubblicato sul canale i Racconti del Pozzo e su articolo si certifica che la notte del 31 ottobre potevano essere sacrificati gli stessi re, se questi non avessero adempito ai loro doveri nei confronti del popolo. L'autorità reale è sospesa, il re subisce la morte rituale, è annegato in una botte di vino e la sua casa viene incendiata  (“Ogam” , VII, 38)

Atro elemento importante da citare, che Samhain era senz'altro la festività più importante nell'antico calendario dei celti, e rappresentava l'ultimo raccolto - indispensabile per il sostentamento nel lungo inverno per le famiglie del villaggio. Non da meno i falò che allontanavano gli spiriti maligni. La tradizione voleva che il capo famiglia prendesse solennemente il nuovo fuoco dal falò sacro situato a Tlachtga, vicino a uno dei luoghi più venerati d'Irlanda ''la Collina di Tara'', per accendere il fuoco nella propria casa.

A livello ciclico del tempo, la festività di Samhain riusciva a intersecare la terra dei vivi con quella dei morti, e i due regni potevano comunicare. Neanche con l'avvenimento del Cristianesimo le tribù celtiche lasciarono morire questa bellissima tradizione.

  Ancor oggi Samhain fa parte dei momenti cardine dell'anno. Gli stessi romani quando entrarono in contatto con le popolazioni celtiche, poi arrivate nel nord Italia, si resero conto che Samhain assomigliava alla loro festa dei morti, che però veniva celebrata a maggio. 

Purtroppo come spesso è accaduto nel corso della storia, la chiesa è riuscita quasi sempre a far scomparire tutte le altre religioni, imponendo la sua. Anche Samhain venne quasi cancellato per secoli, se non negli ultimi anni sta ritrovando la giusta collocazione che gli spetta, e che dovrebbe essere ancor più approfondita. 




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