Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu

mercoledì 29 giugno 2022

Le 10 CANZONI PIU' EMOZIONANTI DI TONY COLOMBO

 Trovo difficile fare una classifica della 10 canzoni più emozionanti di Tony Colombo, capisco che potrebbe essere molto riduttivo, ma è pur vero che rappresenta un elenco del tutto personale. Per quanto riguarda alcune note biografie: Tony Colombo, all'anagrafe Antonino Colombo nasce a Palermo.

La sua attività musicale inizia già in tenera età, dal 1994 a oggi ha pubblicato ben 24 album praticamente quasi un album all'anno. Nel 2020 ha annunciato di volersi incredibilmente ritirare dalle scene musicali. Per fortuna dei fans proprio quest'anno è tornato proponendo dei nuovi brani e una cover.

Le 10 CANZONI PIU' EMOZIONANTI DI TONY COLOMBO

  1. Si E Deciso: È stata la prima canzone che ascoltai di Tony Colombo tramite una ricerca su You Tube: le migliori canzoni neomelodiche 2015. La canzone di Tony ricordo che era al primo posto. Da quel momento ho voluto ascoltare altre canzoni, fino a riuscire a stilare una classifica.
  2. Chi Te Po' Amà CCHIU' E Me: Singolo dell'album È Guerra Aperta. Il testo racconta di un amore immenso, di colui che ama così intensamente, che attraverso una carezza le regala tutto l'Universo.
  3. Sei Bellissima: Seconda canzone dall'album Solo. Il tema principale è sempre l'amore e aver trovato il coraggio dirle che è Bellissima!
  4. Primm'E te spusà: Altro singolo di uno dei lavori migliori di Tony Colombo ''Solo''. Questa volta un amore sta finendo. Ma l'amore che prova per lei è ancora grande. Come altre coppie c'è la speranza di tornare insieme!
  5. Cchiù e me: Sarò monotono, ma anche Cchiù e me è nell'album Solo. Il testo è molto bello: ti voglio bene più di me stesso. Quando si è innamorati, specialmente all'inizio della relazione, ci sentiamo davvero appena nati, tutto diventa bello, e vorresti che quel tempo non passasse mai.
  6. Scusa se ti chiamo amore: Singolo tratto da Sott'e stelle. L'ultima frase della canzone è quasi una coltellata, ma è la verità ''Scusa se ti chiamo amore, dentro di me ti voglio ancora. No non potrei mai lasciarti, ora non sento più niente se non ci stai più''.
  7. 35 giorni: Un tempo infinito: 35 giorni senza di lei. Adesso so perché, ormai questa vita mia appartiene a te!
  8. Ti aspetto all'altare: Bellissima serenata per la futura moglie!
  9. Faccime Pace: Quando una persona non può fare a meno dell'altra;
  10. Al numero 10 ho deciso di lasciare vuoto, non mi sarebbe sembrato giusto escludere almeno quattro canzoni!

Me regalato a tte comm'a na vita. Mannaggia a tte ca mo te staje purtanno tutte cose e me. E me  (Tony Colombo - Si e deciso). Quanto è vera questa frase, quanto mi rappresenta in questo momento!

domenica 29 maggio 2022

PAUL AMADEUS DIENACH: L'UOMO CHE VISSE NEL 3906

 


Cosa c'è di vero nelle storie dei Viaggi Interdimensionali? Di persone che affermano di essere stati catapultati in una realtà parallela, o aver viaggiato nel tempo? La storia che vado a raccontare ha dell'incredibile, il protagonista è Paul Amadeus Dienach, il quale scrisse in quattro diari di aver vissuto nel 3906.

Siamo negli anni 20' del 1900, l'Europa cerca di risorgere dalle rovine della Prima Guerra Mondiale. I protagonisti sono due uomini: Paul Amadeus Dienach, l'autore dell'incredibile diario autobiografico, e George Papahatzis, studente greco in lingua tedesca, al quale Dienach lascerà i suoi appunti.

Chi era Paul Amadeus Dienach?

Paul Amadeus Dienach era un insegnante svizzero-austriaco, Paul è affetto da una malattia rara, l’encefalite letargica. Già nel 1917, il professore averte i primi sintomi della malattia che lo porta a uno stato di coma di 15 minuti, alcuni asseriscono 14 giorni, ad ogni modo un lasso di tempo abbastanza corto per il susseguirsi della sua malattia.

La seconda esperienza, a fine del 1920, la malattia porterà Dienach a un sonno comatoso di un anno intero. Si sveglierà come un'altra persona. Nell'autunno del 1922 decide di trasferirsi in Grecia, nella speranza di beneficiare di un clima mite che avrebbe migliorato le sue condizioni, poiché avverte i primi sintoni di un’altra pericolosa malattia che si stava diffondendo in quel tempo, la tubercolosi.

In Grecia, Dienach è professore universitario, è proprio in una di queste aule conosce l’allievo e amico George Papachatzis. Prima di morire, il professore scrive quattro diari, raccontando la sua esperienza della sua presunta vita nel 3900. Solo dopo la morte di Dienach, toccherà a George a rivelare al mondo dell'incredibile racconto lasciatogli dal suo amico professore.

Come raccontato dalla stesso Papahatzis: Dienach nacque in un sobborgo di Zurigo. All'università eseguì gli studi umanitari con una forte inclinazione alla storia delle culture e alla filologia classica. Si ritiene che è morto nel 1924 proprio di tubercolosi ad Atene o durante il viaggio di ritorno in patria attraverso l'Italia.

Ma di cosa parlavano i suoi diari?

 Inizialmente George pensava di dover tradurre un romanzo scritto da Dienach, per migliorare il suo tedesco . Ma più si cimentava a tradurre quel presunto romanzo, più il ragazzo si rese presto conto che quegli appunti erano autobiografici, si trattava di un diario personale, di un'esperienza fuori da ogni logica.

Durante il suo secondo coma, Dienach fu ricoverato in un ospedale di Ginevra, l'uomo affermò di essere entrato nel corpo di un'altra persona, un certo Andreas Northamche visse nell'anno 3906 d.C. Dopo essersi svegliato dal coma, Dienach decise di non parlare con nessuno della sua straordinaria esperienza: il suo timore era quello che sarebbe stato considerato pazzo.

Tuttavia annotò la sua esperienza in 4 diari, in relazione a ciò che aveva visto nel futuro. Negli ultimi mesi della sua vita decise di prendersi un anno sabatico dal lavoro di professore, per dedicare tutto il tempo nello scrivere ciò che ricordava del suo viaggio nel 3906.

Parlò di quella nuova realtà targata 3900 d.c e dei suoi abitanti, in base alla mentalità e le conoscenze limitate di un uomo del 20° secolo. C'erano molte cose, termini e tecnologie che Dienach non aveva mai visto.

In una nota nel diario annottò che le persone del 3906 capirono perfettamente quale fosse la sua malattia, e non erano sorpresi di vedere un uomo del 1900 parlare con loro. Per questo decisero di raccontargli quante più cose sapevano del loro vicino e lontano passato, in relazione agli eventi storici avvenuti tra il 21 e il 39° secolo

L'unica segmento di storia che a Dienach non gli fu svelato fu proprio quello del XX° secolo, precisamente degli anni 40, poiché fosse tornato nel suo corpo, per lui sarebbe stato decisamente traumatico venire a conoscenza che solo 15 anni più tardi, il mondo avrebbe vissuto un'altra Guerra Mondiale.

Tutto inizia al risveglio in un letto d'ospedale in un citta chiamata Molsen, in Italia: la struttura, quelle luci, e come veste il personale medico è un qualcosa di mai visto. non comprende la loro lingua, l'associa a una forma di anglosassone e lingue nordiche. Un medico vedendo le difficoltà di comprendonio utilizza un tedesco arcaico, comunicando con  Dienach la sua nuova identità.

Non è più Paul Dienach ma bensì uno scienziato italiano sottoposto ad ibernazione, Andreas Northam, dopo essere stato vittima di un incidente con la sua macchina volante Linsen. Non riconoscendo il suo nuovo volto allo specchio, Paul viene aiutato da un vecchio amico di Andreas Northam.

Dopo essere stato dimesso Paul, ora Andreas continua la sua guarigione presso dei resort vicino Como, poi Salerno, Gallarate e Bolzano, che hanno mantenuto gli stessi nomi di città originali. In particolare viene portato ina camera denominata ''Riegen Swan''. Un luogo incredibilmente futuristico, una stanza olografica in 3D, creata per l'apprendimento dei bambini.

Le olografie si muovano assieme a Paul, in questo modo Dienach viene a conoscenza del futuro fino al 3906. Tutti sono pacati, Paul pensa che quelle persone non durerebbero neanche mezz'ora nel 1920. Ogni cosa è differente dal suo passato: ogni persona lavora solo due anni della propria vita. Le fabbriche che producono energia elettrica, sfruttano energia naturale. Anche il concetto di proprietà è superato da secoli, come le guerre di religione.

Vi è una nuova divinità Samith, che tutto comprende oltre il concetto del nostro Dio. La primigenia religione cristiana, come agli albori è la più praticata al mondo. La vecchia Roma è 5 volte più grande di quella attuale, ma vi sono riferimenti del passato come la statua di Giordano Bruno.

Ma quali furono le previsioni di Paul per il futuro dell'umanità

Tra il 2000 e 2300, l'umanità dovrà cercare di risolvere i problemi della sovrappopolazione, delle diseguaglianze economiche, della distruzione della terra. Inoltre, le persone dovranno fare fronte a un sistema monetario obsoleto e mancanza di cibo nei confronti di quelle persone facente parte del terzo mondo e guerre locali. La maggior parte della popolazione vive la propria vita in maniera frenetica, senza pensare alla cura della propria anima e sviluppo spirituale.

Nel 2204 avverrà una grande colonizzazione di 20 milioni di persone nei confronti del pianeta Marte. Ma solo 60 anni più tardi un disastro climatico li ucciderà tutti. Da quel momento l'uomo non proverà più a colonizzare Marte.

Cento anni più tardi, nel 2309 la terra dovrà ancora far fronte a tanti problemi non risolti, con un epilogo tragico di una guerra nucleare, che coinvolgerà maggiormente l'Europa Centrale e quella Meridionale. Avverrà una ecatombe: miliardi di persone periranno, e altri migreranno in massa, specialmente dall'America latina all'Africa, portando alla scomparsa degli autoctoni e stupidità tra gli uomini. Dal vicino Medio Oriente ci si sposterà verso Oriente

 Anche i popoli della Scandinavia andranno a vivere verso il Sud Europa. Finalmente nel XXIV° secolo, il mondo conoscerà un tempo di pace. Nell'anno 2394, chiamato Eldere, nascerà un governo unico, la Prima Assemblea Europea. Due anni più tardi, detto l'anno zero, grazie anche a John Terring, una delle personalità chiave di del futuro, verrà creato un Parlamento Globale sulla Terra

 Questo Parlamento, sebbene sia eletto attraverso il voto delle nazioni, è apolitico, gestito da scienziati, tecnologi e figure umanitarie. La definizione di soldi come li conosciamo noi, non esiste. Le risorse planetarie vengono ridistribuite equamente, sono sufficienti per ogni persona. La sovrappopolazione, il clima, l'alimentazione ei problemi ecologici sono risolti.

Nonostante le persone del 3906 vedevano quel millennio come un'epoca di barbarie e materialismo, la fine fu fondamentale per un nuovo Risorgimento. Non ci saranno più le settimane e la domenica. La spiritualità avrà il sopravvento su ogni forma di materialismo. Nel 2894 nasce il Movimento del 200, con sede a Roserners Dal (Valle delle Rose).

Gli Anni 3000: l’Oversynans

Fino al 3382 l'uomo assisterà al periodo detto dorato, indicato come nuova Era. L'umanità conoscerà un uomo dalle grande doti spirituali, Alexis Volky, che scoprirà l’Oversynans: molto simile al Nirvana, ossia la liberazione dal dolore e dal dubbio.

Ma l'uomo dovrà anche essere preparato a conoscere l'immensa gioia, infatti ella in alcuni casi potrebbe essere anche mortale. Per dovere di cronaca i diari di Paul conosceranno varie vicissitudini, infatti furono confiscati durante la Seconda Guerra Mondiale.

La stessa Massoneria prese sul serio quei diari, e non volevano che le informazioni si diffondessero a tutti quanti. Infine, una riflessione se leggiamo bene l'inizio, ossia il 2000, le previsioni di Paul non si discostano più di tanto dalla realtà Viviamo in un epoca grigia, dove per davvero il materialismo e l'egoismo regnano sovrani!

giovedì 14 aprile 2022

Fabio Concato: Voilà un live che Fa Bene al Cuore

 


Pubblicato nel 2003, Voilà è un live che ti fa bene al cuore, targato Fabio Concato. Una performance canora di alto livello del cantautore milanese, accompagnata da bravissimi musicisti. Per chi avesse avuto qualche malsano dubbio, pensando che le canzoni di Concato fossero adatte solo per studio, Voilà darà la prova (se ancora ce ne fosse bisogno), che le 16 canzoni del disco live si connettano alla perfezione con il pubblico e location in questione.

D'altronde stiamo parlando di un grande artista, stiamo parlando di canzoni che toccano l'anima, per chi ancora vuole emozionarsi. Entrando più nello specifico Voilà contiene 16 pezzi. Si parte proprio con Voilà, una canzone dalla forma intima, alla ricerca di un passato che non torna più. A seguire Giulia con un intro di sax stile blues, seconda tra l'altro anche nel cd ''In Viaggio'' del 1992, canzone dedicato alla sua seconda genita.

Poi ecco arrivare il primo duetto del concerto assieme ad Anna Oxa, in una bellissima versione live ''In trattoria''. Sexy Tango dal basso soul e suono chitarra in stile smooth Jazz. Speriamo che piova, singolo dall'album Giannutri, altrettanto piacevole sentita in versione live. Poi ecco la prima evergreen di Fabio Concato ''Domenica Bestiale'', l'arpeggio iniziale è qualcosa di sublime, come eccezionali sono i fraseggi che accompagnano il testo della canzone. Era impossibile che il pubblico presente non potesse cantare assieme a Concato il ritornello di Domenica Bestiale. Molto bello anche l'assolo di chitarra classica, che da bridge ci conduce quasi sul finale del brano.

Naturalmente è l'ennesima perla di Fabio Concato, un connubio di musica d'autore e testo sofferto. Non saprei scegliere tra la versione live e quella in studio. Tutto il sentimento (Todo o sentimento), invece è una cover rivisitata da Concato, da una composizione del cantautore brasiliano Chico Buarque.

Altra emozionante esibizione è quella di Buona Notte Amore: un canto educato quello del maestro Fabio Concato, correlato da un testo malinconico e davvero profondo. Amo anche la versione in studio, amo le parole del testo, e mi hanno fatto piangere più di una volta.

Poi eccola Fiore di Maggio, bella in tutte le versioni, bella come quelle giornate di maggio che ci regalano tanta luce. Nel finale immancabili i cori del pubblico. Da notare l'intermezzo della voce di Concato con la musica, in particolare nel finale dove la melodia canora è qualcosa che ti tocca l'anima.

Quasi nel finale del concerto un altro duetto con l'ennesimo grande artista Lucio Dalla, in 051/222525. Troppo vento, singolo dall'album ''Scomporre e Ricomporre''. Esecuzione perfetta cantante e band. A seguire, credo forse il brano eseguito meglio, Guido Piano, al quale ho voluto dedicare un post, a fronte di una mia personale interpretazione. Il resto che dire, sembra proprio che mentre Concato canti sia davvero la nel mare.

Gigi altra nota canzone del cantautore milanese viene per l'occasione cantata assieme a Samuele Bersani. Infine, il concerto si chiude con Ti ricordo ancora e Rosalina. Un live da avere per chi ama la Musica, non solo per i fan di Fabio Concato. Un live da acquistare per chi conosce solamente le canzoni celebri di Fabio e potrà così scoprirne un'altra. Dovendo dare un voto a questo live da 1 a 10; 9 è sicuramente meritato.

sabato 9 aprile 2022

Guido Piano: Spiegazione del testo di Fabio Concato


Mi ha sempre emozionato e incuriosito il testo di Guido Piano di Fabio Concato è in effetti un testo autobiografico o introspettivo, nel mio piccolo cercherò di dare una mia personale spiegazione. La sensazione che le parole scritte dal maestro rispecchiano un periodo preciso della sua vita. La cosa ancor più sorprendente, che in tante canzoni di Concato mi ci ritrovo, e Guido Piano mi fa pensare precisamente a un momento intenso della mia vita e un luogo predefinito dove assieme a un'altra persona ho conosciuto la felicità e la pace: mi riferisco guardando il mare, in particolare in inverno inoltrato, quando i tramonti cadendo nel mare diventano ancora più intensi.

Per semplicità andrò ad analizzare i singoli versi

Guido piano

Mentre guida senza una meta precisa, Fabio sente che il suo cuore presto gli donerà una nuova malinconia. Continua a guidare allontanandosi sempre più con la macchina. È consapevole che si sta facendo tardi, deve rientrare, la sua compagna lo sta aspettando.
È evidente che lei potrebbe preoccuparsi, ma c'è quel sole che il cantautore ha bisogno di prendere, come lo stesso fiore per la sua clorofilla. Ha bisogno di sentirsi vivo camminando fino a stancarsi. Di toccare l'acqua del fiume, di sentire il vento accarezzare il suo viso. Sarebbe ancor più bello se di fronte a lui ci fosse il mare.
Anche se guida piano, come per magia dopo un semplice ponte cambia il mondo e le proprie prospettive. Questo viaggio mette voglia di cantare. Un viaggio da raccontare a ella stessa. La sua anima sembra essere serena come la notte di Natale.
Fuori dalla città, il cantautore vuole sdraiarsi ed essere a contatto con la terra scaldata dal sole. Chiudere gli occhi e dormire pensando che quel fiume lo porti tra i monti e le pianure, poi per cullarlo e condurlo fino al mare.
Ma non è proprio così: amore dice il cantautore, perché tutte le volte scappo da questo turbine di emozioni. Ormai è difficile sentire i profumi di una primavera inoltrata e siamo lontani da questa stessa vita, degna di essere vissuta.
Ma c'è ancora una speranza, quella di incontrarsi dove ha inizio il mare, e svegliarsi per diventare migliore.



martedì 5 aprile 2022

Da oggi PARLERÒ solo di MUSICA

 








Sono arrivato alla conclusione che è giusto parlare di un solo argomento, forse l'argomento che meglio sento più di tutti rispetto ad altri, la musica e dischi che amo. Anche i dati dicono che nel blog di Luke Scintu ciò che ha catturato di più l'attenzione è quasi sempre stata la musica. In fondo, da sempre la mia passione più grande. 

Per altro argomenti, in particolare quelli di caratura storica (altra mia passione) pubblicherò su un altro blog ''I Racconti del Pozzo'', nel quale tratto argomenti più attenenti alla storia e biografie comprese. Alla fine, il moto è sempre stato I'm a lonely Songwriter!

domenica 20 marzo 2022

GIARDINI DI CAGLIARI: l'Esplosione e le Ombre Oscure

 

Giardini di Cagliari
Ho appena finito di leggere I Racconti segreti della Sardegna. L'autore Pierluigi Serra tramite delle ricerche, ci racconta di fatti realmente accaduti e testimonianze di una Sardegna esoterica e dal suo lato più mistico. Il libro è disponibile su Amazon, vi lascio il link in descrizione. Perciò ho deciso di prendere spunto e parlare dei Giardini di Cagliari: un passato fatto di mistero.

Siamo negli anni 20 del 1800, esattamente nel 1822, anni nei quali la sicurezza nel posto del lavoro era pressoché inesistente e rudimentale. Se poi ci focalizziamo su una polveriera è scontato capire di come fosse normale assistere a incidenti anche di grave entità.

L'Edificio che ora ospita la Galleria d'arte, prima era la Regia Polveriera edificata a fine del 1700. Ovviamente i Giardini Pubblici come li conosciamo ora non esistevano, intorno alla Regia Polveriera dominava unicamente solo della roccia calcarea.

Come narrato da Pietro Meloni Satta, nella sua “Effemeride sarda''. Il 25 aprile del 1822 alle 8 circa del mattino avvenne una terribile esplosione che distrusse in maniera irreparabile lo stabilimento, uccidendo 11 operai. La deflagrazione fu così violenta da compromettere altri edifici non lontani dal Giardino.

Negli anni successivi l'edificio fu ricostruito assumendo l'attuale aspetto, ossia quello in stile neo classico, su base del progetto dell'architetto sassarese Carlo Boyl di Putifigari, il quale donò tre statue in marmo di Carrara. Nel 1828, l'ennesima esplosione, un nuovo intervento di ristrutturazione. Nel 1840 l'area di circa 2 ettari fu sanata e il Comune di Cagliari (nuovo proprietario), ideò i giardini, diventando un vero polmone verde dentro la città, e luogo di passeggiata anche per i nobili del palazzo Vice Regio.

Ma torniamo a quello che ci interessa, il lato più mistico ed esoterico dei Giardini Pubblici di Cagliari. Nonostante il nuovo decoro dell'area, i Giardini continuavano a comunicare un clima sinistro, specialmente quando l'imbrunire arriva in maniera repentina.

 Ciò che portava un senso di mistero erano quelle grotte alla sinistra del parco, proprio non distanti dall'ex Regia Polveriera. Quegli antri sinistri da evitare, protagonisti di storie paranormali.

Nonostante la loro nomea non troppo positiva, le grotte dei Giardini Pubblici divennero rifugio nel 1943 dei cagliaritani durante i bombardamenti degli aerei anglo - americani. Tra i molti rifugiati si raccontavano storie passate sentite dai loro stessi padri e nonni di quel luogo così sinistro.

Storie di fantasmi e presenze apparire in quei cunicoli, vittime passate delle esplosioni che all'inizio abbiamo raccontato. Alcuni rifugiati dissero di aver veduto con chiarezza passare ombre oscure tra le gallerie, ombre che emettevano gemiti di dolore e disperazione. 

Certe visioni furono attribuite alla preoccupazione delle bombe che cadevano sul cielo di Cagliari, ma non fu così. Ma facciamo un salto di vent'anni: nei primi giorni di febbraio del 1960, in una gelida serata tre studenti del liceo Dettori decisero di mostrare il loro coraggio, superando l'antico cancello delle grotte per percorre quei bui corridoi alla ricerca di entità soprannaturali.

Erano ormai le 22 e i Giardini Pubblici apparivano spettrali, nelle grotte regnava sovrano quell'odore pesante di muffa. I tre amici si erano armati di torce e macchine fotografiche con la speranza di immortale l'arcano. Arrivarono al vecchio tracciato del rifugio antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, per poi imbattersi in un'ampia stanza.

L'atmosfera diventava sempre più pesante, come pesante e affannoso diventava il loro respiro. Tra i vecchi mobili notarono un carro imponente, e capirono che non si trattava di un carro comune, ma di un veicolo che fine agli inizi del 1900 veniva utilizzato per trasportare i defunti.

Più l'osservavano più quella carrozza mortuaria gli attirava, fino a farli avvicinare. Ad un certo punto sentirono dei passi dietro di loro, inizialmente pensarono al custode dei Giardini Pubblici che presiedeva nella non lontana nobile palazzina ottocentesca. Capendo che non c'era nessun guardiano, puntarono meglio le loro torce scorgendo delle ombre.

In quella frazione di secondo pareva animarsi persino il carro funebre. A quel punto la voglia di fuggire era diventa impellente, ma fu da subito bloccata da una forte e gelida voce. Una voce profonda che vibrava nelle pareti, poi una risata talmente forte da far male ai timpani dei ragazzi.

Le loro paure divennero verità: un cocchiere si materializzo dinanzi, la figura era avvolta da un mantello nero, la faccia nascosta da un cappuccio, e li esortava a salire nella carrozza funesta. Al contempo si erano realizzate anche altre tre bare, tre come quei ragazzi. Come se non bastava anche un altra losca presenza s'era concretizzata alle loro spalle.

Con quanta forza gli rimaneva in corpo provarono a scappare, ma una litania funebre s'era alzata solenne come proprio a un funerale ''Un dè profundis'', che li perseguitava facendoli cadere ripetutamente. 

Riusciti nonostante tutto a tornare a casa, per qualche giorno i tre giovani ebbero la febbre. Nel delirio della febbre pronunciavano frasi in latino e rimandi a oscure figure.

Qualche settimana dopo un inserviente incaricato di depositare altri vecchi mobili trovò all'interno della grotta tre torce e una macchina fotografica. L'inserviente fece sviluppare le fotografie. Quattro fotogrammi ritraevano una figura dal volto demoniaco.

Ancor oggi, nonostante la bonifica delle grotte, ad uso per mostre e luogo d'arte, strane ombre e sospiri sembrano rivelarsi di notte.

venerdì 18 marzo 2022

5 INVENTORI morti dalle loro stesse Invenzioni

INVENTORI morti dalle loro stesse Invenzioni


La Storia ci ha regalato grandi imprese e grandi uomini che attraverso la scienza e le loro invenzioni hanno migliorato la qualità di vita dell'Essere Umano. Il desiderio di volare è sempre stato il sogno più grande per l'uomo, la velocità e altre preziose creatività. Vediamo 5 inventori morti dalle loro stesse invenzioni.

1) Franz Reichelt: Conosciuto come il sarto volante, Franz nacque a Vienna nel 1878. Trasferitosi a Parigi aveva aperto un negozio di abbigliamento molto apprezzato dalle turiste austriache, ma il suo obbiettivo era quello di mostrare alle persone che aveva inventato un dispositivo per volare.

Inizialmente effettuò diversi lanci con dei manichini, con indosso la tuta progettata da lui stesso. Soddisfatto delle prove effettuate, benché i manichini battevano a terra riducendosi in decine di pezzi; decise ad pgni modo che fosse arrivato il momento dove lui stesso avrebbe indossato quella tuta che pesava ben 70 kg.

Nel febbraio 1912 rese noto ai giornali di voler collaudare il suo paracadute dalla prima piattaforma della Torre Eiffel. La domenica del 4 febbraio dello stesso anno, alle 7 del mattino, si presenta con la tuta già indosso, avente un peso di soli 9 chili. Assieme a lui c'erano alcuni poliziotti e una 30ina di spettatori. Le cronache ci raccontano quel giorno a Parigi, le temperature erano sotto gli zero gradi e arrivava una brezza fredda sul Champs de Mars.

 Alle 8 in punto salì le scale fino alla prima piattaforma assieme a due amici e un cineasta. Ventidue minuti dopo, ecco voler entrare nella storia: Reichelt sale su uno sgabello che dava in direzione della Senna, e a 57 metri di altezza si lancia, prima però saluta tutti con raggiante a presto!

Nella discesa il corpo di Reichelt fu avvolto quasi per intero dal paracadute, per poi schiantarsi al suolo ai piedi della Torre Eiffel. Le Figaro descrisse una scena cruenta e un botto di una brutalità disarmante. Lasciando stare i particolari, si ricorda che Reichelt aveva ancora gli occhi aperti dilaniati dalla paura. Alcuni sostengono che l'autopsia rilevò che il povero inventore sarebbe giunto al suolo già morto, poiché vittima di un arresto cardiaco.

2) Jean-François Pilâtre de Rozier: nato a Metz nel 1754 de Rozier è stato protagonista assieme al marchese d'Arlandes del primo volo della storia, in data 21 novembre 1783. I due su di una mongolfiera viaggiarono per 12 km, partendo dalla periferia di Parigi, raggiungendo 1000 metri di altezza.

il Pierre Romain, approfittando dei venti favorevoli provarono ad attraversare la Manica fino all'Inghilterra. Il pallone sul quale viaggiavano improvvisamente inizia a perdere gas sgonfiandosi e schiandosi a terra, a 300 metri dalla riva nel territorio dell'attuale comune di Wimereux I due divennero le prime vittime di incidente aereo della storia.

3) Karl Wilhelm Otto Lilienthal: Soprannominato Glider King (Re degli alianti). la sua passione era il volo, ma fu ideatore anche di altre invenzioni, tra cui ha inventato un piccolo motore che utilizzava caldaie tubolari. Un invenzione che gli diede decisamente del benessere a livello economico. Ma la sua vera passione era il volo: con alcuni aquiloni volanti, si lancio da tetti, colline migliaia di volte.

Il 9 agosto 1896, dopo l'ennesima prova, un colpo di vento ruppe un'ala del suo aquilone. Otto Lilienthal cadde da un'altezza di 17 metri rompendosi la spina dorsale. Dopo un giorno di agonia, prima di morire disse ''I sacrifici devono esser fatti!''. A Otto Lilienthal è stato dedicato l'aeroporto di Berlino Tegel.

4) Parry-Thomas: John Godfrey Parry-Thomas: Da sempre innamorato delle macchine e dell'alta velocità. Parry-Thomas nasce il 6 aprile 1884 a Wrexam nel Galles, laureandosi a Londra in Ingegneria. Nel 1920 divenne ingegnere capo presso Leyland Motor. Dopo la prima guerra mondiale si mise al lavoro, progettando la Leyland Eight, un auto di lusso competitor della Rolls-Royce.

Durante l'ennesima sfida, dove qualche tempo prima tocco i 287 orari, Parry-Thomas era deciso di superare il nuovo record fatto da un altro pilota Malcom Campbell. La sfortuna volle che la catena di destra si fosse rotta, strangolando letteralmente Thomas..


5) William Bullock: Bullock fu l'inventore delle rotative per la stampa. Grazie a questo macchinario fu possibile stampare giornali su larga scala. Purtroppo nel corso di una manutenzione a uno dei suoi macchinari, Bullock rimase incastrato con un piede negli ingranaggi. Nel disperato tentativo di liberare il piede, azionò la rotativa che gli sbriciolò la gamba. Dopo aver subito l'amputazione di quello che gli rimaneva dell'arto, morì di cancrena dopo qualche settimana.