Cookie Consent by Official Cookie Consent Luke Scintu

giovedì 14 aprile 2022

Fabio Concato: Voilà un live che Fa Bene al Cuore

 


Pubblicato nel 2003, Voilà è un live che ti fa bene al cuore, targato Fabio Concato. Una performance canora di alto livello del cantautore milanese, accompagnata da bravissimi musicisti. Per chi avesse avuto qualche malsano dubbio, pensando che le canzoni di Concato fossero adatte solo per studio, Voilà darà la prova (se ancora ce ne fosse bisogno), che le 16 canzoni del disco live si connettano alla perfezione con il pubblico e location in questione.

D'altronde stiamo parlando di un grande artista, stiamo parlando di canzoni che toccano l'anima, per chi ancora vuole emozionarsi. Entrando più nello specifico Voilà contiene 16 pezzi. Si parte proprio con Voilà, una canzone dalla forma intima, alla ricerca di un passato che non torna più. A seguire Giulia con un intro di sax stile blues, seconda tra l'altro anche nel cd ''In Viaggio'' del 1992, canzone dedicato alla sua seconda genita.

Poi ecco arrivare il primo duetto del concerto assieme ad Anna Oxa, in una bellissima versione live ''In trattoria''. Sexy Tango dal basso soul e suono chitarra in stile smooth Jazz. Speriamo che piova, singolo dall'album Giannutri, altrettanto piacevole sentita in versione live. Poi ecco la prima evergreen di Fabio Concato ''Domenica Bestiale'', l'arpeggio iniziale è qualcosa di sublime, come eccezionali sono i fraseggi che accompagnano il testo della canzone. Era impossibile che il pubblico presente non potesse cantare assieme a Concato il ritornello di Domenica Bestiale. Molto bello anche l'assolo di chitarra classica, che da bridge ci conduce quasi sul finale del brano.

Naturalmente è l'ennesima perla di Fabio Concato, un connubio di musica d'autore e testo sofferto. Non saprei scegliere tra la versione live e quella in studio. Tutto il sentimento (Todo o sentimento), invece è una cover rivisitata da Concato, da una composizione del cantautore brasiliano Chico Buarque.

Altra emozionante esibizione è quella di Buona Notte Amore: un canto educato quello del maestro Fabio Concato, correlato da un testo malinconico e davvero profondo. Amo anche la versione in studio, amo le parole del testo, e mi hanno fatto piangere più di una volta.

Poi eccola Fiore di Maggio, bella in tutte le versioni, bella come quelle giornate di maggio che ci regalano tanta luce. Nel finale immancabili i cori del pubblico. Da notare l'intermezzo della voce di Concato con la musica, in particolare nel finale dove la melodia canora è qualcosa che ti tocca l'anima.

Quasi nel finale del concerto un altro duetto con l'ennesimo grande artista Lucio Dalla, in 051/222525. Troppo vento, singolo dall'album ''Scomporre e Ricomporre''. Esecuzione perfetta cantante e band. A seguire, credo forse il brano eseguito meglio, Guido Piano, al quale ho voluto dedicare un post, a fronte di una mia personale interpretazione. Il resto che dire, sembra proprio che mentre Concato canti sia davvero la nel mare.

Gigi altra nota canzone del cantautore milanese viene per l'occasione cantata assieme a Samuele Bersani. Infine, il concerto si chiude con Ti ricordo ancora e Rosalina. Un live da avere per chi ama la Musica, non solo per i fan di Fabio Concato. Un live da acquistare per chi conosce solamente le canzoni celebri di Fabio e potrà così scoprirne un'altra. Dovendo dare un voto a questo live da 1 a 10; 9 è sicuramente meritato.

sabato 9 aprile 2022

Guido Piano: Spiegazione del testo di Fabio Concato


Mi ha sempre emozionato e incuriosito il testo di Guido Piano di Fabio Concato è in effetti un testo autobiografico o introspettivo, nel mio piccolo cercherò di dare una mia personale spiegazione. La sensazione che le parole scritte dal maestro rispecchiano un periodo preciso della sua vita. La cosa ancor più sorprendente, che in tante canzoni di Concato mi ci ritrovo, e Guido Piano mi fa pensare precisamente a un momento intenso della mia vita e un luogo predefinito dove assieme a un'altra persona ho conosciuto la felicità e la pace: mi riferisco guardando il mare, in particolare in inverno inoltrato, quando i tramonti cadendo nel mare diventano ancora più intensi.

Per semplicità andrò ad analizzare i singoli versi

Guido piano

Mentre guida senza una meta precisa, Fabio sente che il suo cuore presto gli donerà una nuova malinconia. Continua a guidare allontanandosi sempre più con la macchina. È consapevole che si sta facendo tardi, deve rientrare, la sua compagna lo sta aspettando.
È evidente che lei potrebbe preoccuparsi, ma c'è quel sole che il cantautore ha bisogno di prendere, come lo stesso fiore per la sua clorofilla. Ha bisogno di sentirsi vivo camminando fino a stancarsi. Di toccare l'acqua del fiume, di sentire il vento accarezzare il suo viso. Sarebbe ancor più bello se di fronte a lui ci fosse il mare.
Anche se guida piano, come per magia dopo un semplice ponte cambia il mondo e le proprie prospettive. Questo viaggio mette voglia di cantare. Un viaggio da raccontare a ella stessa. La sua anima sembra essere serena come la notte di Natale.
Fuori dalla città, il cantautore vuole sdraiarsi ed essere a contatto con la terra scaldata dal sole. Chiudere gli occhi e dormire pensando che quel fiume lo porti tra i monti e le pianure, poi per cullarlo e condurlo fino al mare.
Ma non è proprio così: amore dice il cantautore, perché tutte le volte scappo da questo turbine di emozioni. Ormai è difficile sentire i profumi di una primavera inoltrata e siamo lontani da questa stessa vita, degna di essere vissuta.
Ma c'è ancora una speranza, quella di incontrarsi dove ha inizio il mare, e svegliarsi per diventare migliore.



martedì 5 aprile 2022

Da oggi PARLERÒ solo di MUSICA

 








Sono arrivato alla conclusione che è giusto parlare di un solo argomento, forse l'argomento che meglio sento più di tutti rispetto ad altri, la musica e dischi che amo. Anche i dati dicono che nel blog di Luke Scintu ciò che ha catturato di più l'attenzione è quasi sempre stata la musica. In fondo, da sempre la mia passione più grande. 

Per altro argomenti, in particolare quelli di caratura storica (altra mia passione) pubblicherò su un altro blog ''I Racconti del Pozzo'', nel quale tratto argomenti più attenenti alla storia e biografie comprese. Alla fine, il moto è sempre stato I'm a lonely Songwriter!

domenica 20 marzo 2022

GIARDINI DI CAGLIARI: l'Esplosione e le Ombre Oscure

 

Giardini di Cagliari
Ho appena finito di leggere I Racconti segreti della Sardegna. L'autore Pierluigi Serra tramite delle ricerche, ci racconta di fatti realmente accaduti e testimonianze di una Sardegna esoterica e dal suo lato più mistico. Il libro è disponibile su Amazon, vi lascio il link in descrizione. Perciò ho deciso di prendere spunto e parlare dei Giardini di Cagliari: un passato fatto di mistero.

Siamo negli anni 20 del 1800, esattamente nel 1822, anni nei quali la sicurezza nel posto del lavoro era pressoché inesistente e rudimentale. Se poi ci focalizziamo su una polveriera è scontato capire di come fosse normale assistere a incidenti anche di grave entità.

L'Edificio che ora ospita la Galleria d'arte, prima era la Regia Polveriera edificata a fine del 1700. Ovviamente i Giardini Pubblici come li conosciamo ora non esistevano, intorno alla Regia Polveriera dominava unicamente solo della roccia calcarea.

Come narrato da Pietro Meloni Satta, nella sua “Effemeride sarda''. Il 25 aprile del 1822 alle 8 circa del mattino avvenne una terribile esplosione che distrusse in maniera irreparabile lo stabilimento, uccidendo 11 operai. La deflagrazione fu così violenta da compromettere altri edifici non lontani dal Giardino.

Negli anni successivi l'edificio fu ricostruito assumendo l'attuale aspetto, ossia quello in stile neo classico, su base del progetto dell'architetto sassarese Carlo Boyl di Putifigari, il quale donò tre statue in marmo di Carrara. Nel 1828, l'ennesima esplosione, un nuovo intervento di ristrutturazione. Nel 1840 l'area di circa 2 ettari fu sanata e il Comune di Cagliari (nuovo proprietario), ideò i giardini, diventando un vero polmone verde dentro la città, e luogo di passeggiata anche per i nobili del palazzo Vice Regio.

Ma torniamo a quello che ci interessa, il lato più mistico ed esoterico dei Giardini Pubblici di Cagliari. Nonostante il nuovo decoro dell'area, i Giardini continuavano a comunicare un clima sinistro, specialmente quando l'imbrunire arriva in maniera repentina.

 Ciò che portava un senso di mistero erano quelle grotte alla sinistra del parco, proprio non distanti dall'ex Regia Polveriera. Quegli antri sinistri da evitare, protagonisti di storie paranormali.

Nonostante la loro nomea non troppo positiva, le grotte dei Giardini Pubblici divennero rifugio nel 1943 dei cagliaritani durante i bombardamenti degli aerei anglo - americani. Tra i molti rifugiati si raccontavano storie passate sentite dai loro stessi padri e nonni di quel luogo così sinistro.

Storie di fantasmi e presenze apparire in quei cunicoli, vittime passate delle esplosioni che all'inizio abbiamo raccontato. Alcuni rifugiati dissero di aver veduto con chiarezza passare ombre oscure tra le gallerie, ombre che emettevano gemiti di dolore e disperazione. 

Certe visioni furono attribuite alla preoccupazione delle bombe che cadevano sul cielo di Cagliari, ma non fu così. Ma facciamo un salto di vent'anni: nei primi giorni di febbraio del 1960, in una gelida serata tre studenti del liceo Dettori decisero di mostrare il loro coraggio, superando l'antico cancello delle grotte per percorre quei bui corridoi alla ricerca di entità soprannaturali.

Erano ormai le 22 e i Giardini Pubblici apparivano spettrali, nelle grotte regnava sovrano quell'odore pesante di muffa. I tre amici si erano armati di torce e macchine fotografiche con la speranza di immortale l'arcano. Arrivarono al vecchio tracciato del rifugio antiaerei della Seconda Guerra Mondiale, per poi imbattersi in un'ampia stanza.

L'atmosfera diventava sempre più pesante, come pesante e affannoso diventava il loro respiro. Tra i vecchi mobili notarono un carro imponente, e capirono che non si trattava di un carro comune, ma di un veicolo che fine agli inizi del 1900 veniva utilizzato per trasportare i defunti.

Più l'osservavano più quella carrozza mortuaria gli attirava, fino a farli avvicinare. Ad un certo punto sentirono dei passi dietro di loro, inizialmente pensarono al custode dei Giardini Pubblici che presiedeva nella non lontana nobile palazzina ottocentesca. Capendo che non c'era nessun guardiano, puntarono meglio le loro torce scorgendo delle ombre.

In quella frazione di secondo pareva animarsi persino il carro funebre. A quel punto la voglia di fuggire era diventa impellente, ma fu da subito bloccata da una forte e gelida voce. Una voce profonda che vibrava nelle pareti, poi una risata talmente forte da far male ai timpani dei ragazzi.

Le loro paure divennero verità: un cocchiere si materializzo dinanzi, la figura era avvolta da un mantello nero, la faccia nascosta da un cappuccio, e li esortava a salire nella carrozza funesta. Al contempo si erano realizzate anche altre tre bare, tre come quei ragazzi. Come se non bastava anche un altra losca presenza s'era concretizzata alle loro spalle.

Con quanta forza gli rimaneva in corpo provarono a scappare, ma una litania funebre s'era alzata solenne come proprio a un funerale ''Un dè profundis'', che li perseguitava facendoli cadere ripetutamente. 

Riusciti nonostante tutto a tornare a casa, per qualche giorno i tre giovani ebbero la febbre. Nel delirio della febbre pronunciavano frasi in latino e rimandi a oscure figure.

Qualche settimana dopo un inserviente incaricato di depositare altri vecchi mobili trovò all'interno della grotta tre torce e una macchina fotografica. L'inserviente fece sviluppare le fotografie. Quattro fotogrammi ritraevano una figura dal volto demoniaco.

Ancor oggi, nonostante la bonifica delle grotte, ad uso per mostre e luogo d'arte, strane ombre e sospiri sembrano rivelarsi di notte.

venerdì 18 marzo 2022

5 INVENTORI morti dalle loro stesse Invenzioni

INVENTORI morti dalle loro stesse Invenzioni


La Storia ci ha regalato grandi imprese e grandi uomini che attraverso la scienza e le loro invenzioni hanno migliorato la qualità di vita dell'Essere Umano. Il desiderio di volare è sempre stato il sogno più grande per l'uomo, la velocità e altre preziose creatività. Vediamo 5 inventori morti dalle loro stesse invenzioni.

1) Franz Reichelt: Conosciuto come il sarto volante, Franz nacque a Vienna nel 1878. Trasferitosi a Parigi aveva aperto un negozio di abbigliamento molto apprezzato dalle turiste austriache, ma il suo obbiettivo era quello di mostrare alle persone che aveva inventato un dispositivo per volare.

Inizialmente effettuò diversi lanci con dei manichini, con indosso la tuta progettata da lui stesso. Soddisfatto delle prove effettuate, benché i manichini battevano a terra riducendosi in decine di pezzi; decise ad pgni modo che fosse arrivato il momento dove lui stesso avrebbe indossato quella tuta che pesava ben 70 kg.

Nel febbraio 1912 rese noto ai giornali di voler collaudare il suo paracadute dalla prima piattaforma della Torre Eiffel. La domenica del 4 febbraio dello stesso anno, alle 7 del mattino, si presenta con la tuta già indosso, avente un peso di soli 9 chili. Assieme a lui c'erano alcuni poliziotti e una 30ina di spettatori. Le cronache ci raccontano quel giorno a Parigi, le temperature erano sotto gli zero gradi e arrivava una brezza fredda sul Champs de Mars.

 Alle 8 in punto salì le scale fino alla prima piattaforma assieme a due amici e un cineasta. Ventidue minuti dopo, ecco voler entrare nella storia: Reichelt sale su uno sgabello che dava in direzione della Senna, e a 57 metri di altezza si lancia, prima però saluta tutti con raggiante a presto!

Nella discesa il corpo di Reichelt fu avvolto quasi per intero dal paracadute, per poi schiantarsi al suolo ai piedi della Torre Eiffel. Le Figaro descrisse una scena cruenta e un botto di una brutalità disarmante. Lasciando stare i particolari, si ricorda che Reichelt aveva ancora gli occhi aperti dilaniati dalla paura. Alcuni sostengono che l'autopsia rilevò che il povero inventore sarebbe giunto al suolo già morto, poiché vittima di un arresto cardiaco.

2) Jean-François Pilâtre de Rozier: nato a Metz nel 1754 de Rozier è stato protagonista assieme al marchese d'Arlandes del primo volo della storia, in data 21 novembre 1783. I due su di una mongolfiera viaggiarono per 12 km, partendo dalla periferia di Parigi, raggiungendo 1000 metri di altezza.

il Pierre Romain, approfittando dei venti favorevoli provarono ad attraversare la Manica fino all'Inghilterra. Il pallone sul quale viaggiavano improvvisamente inizia a perdere gas sgonfiandosi e schiandosi a terra, a 300 metri dalla riva nel territorio dell'attuale comune di Wimereux I due divennero le prime vittime di incidente aereo della storia.

3) Karl Wilhelm Otto Lilienthal: Soprannominato Glider King (Re degli alianti). la sua passione era il volo, ma fu ideatore anche di altre invenzioni, tra cui ha inventato un piccolo motore che utilizzava caldaie tubolari. Un invenzione che gli diede decisamente del benessere a livello economico. Ma la sua vera passione era il volo: con alcuni aquiloni volanti, si lancio da tetti, colline migliaia di volte.

Il 9 agosto 1896, dopo l'ennesima prova, un colpo di vento ruppe un'ala del suo aquilone. Otto Lilienthal cadde da un'altezza di 17 metri rompendosi la spina dorsale. Dopo un giorno di agonia, prima di morire disse ''I sacrifici devono esser fatti!''. A Otto Lilienthal è stato dedicato l'aeroporto di Berlino Tegel.

4) Parry-Thomas: John Godfrey Parry-Thomas: Da sempre innamorato delle macchine e dell'alta velocità. Parry-Thomas nasce il 6 aprile 1884 a Wrexam nel Galles, laureandosi a Londra in Ingegneria. Nel 1920 divenne ingegnere capo presso Leyland Motor. Dopo la prima guerra mondiale si mise al lavoro, progettando la Leyland Eight, un auto di lusso competitor della Rolls-Royce.

Durante l'ennesima sfida, dove qualche tempo prima tocco i 287 orari, Parry-Thomas era deciso di superare il nuovo record fatto da un altro pilota Malcom Campbell. La sfortuna volle che la catena di destra si fosse rotta, strangolando letteralmente Thomas..


5) William Bullock: Bullock fu l'inventore delle rotative per la stampa. Grazie a questo macchinario fu possibile stampare giornali su larga scala. Purtroppo nel corso di una manutenzione a uno dei suoi macchinari, Bullock rimase incastrato con un piede negli ingranaggi. Nel disperato tentativo di liberare il piede, azionò la rotativa che gli sbriciolò la gamba. Dopo aver subito l'amputazione di quello che gli rimaneva dell'arto, morì di cancrena dopo qualche settimana.




domenica 13 marzo 2022

Giornata internazionale della Donna: La vera Storia



Pochi giorni fa si è celebrata la Giornata Internazionale della donna, ricorrenza che cade l'8 marzo, vediamo alcune cose da sapere e come è nata questa data così importante!

Centotredici anni fa, esattamente nel 1909 negli Usa veniva celebrata per la prima volta. In altri paesi europei a partire dal 1911, nel nostro paese undici anni dopo nel 1922. Nel significato più comune è indicata semplicemente come Festa della Donna, anche se il termine più appropriato rimane Giornata internazionale della donna. 

STORIA

Nelle giornate del 18 al 24 agosto del 1907 si tenne a Stoccarda l'VII Congresso Internazionale Socialista, nel quale parteciparono autorità di spicc come Lenin, il francese Jean Juarès, August Ferdinand Bebel, politico tedesco. In quei giorni venne trattata la questione femminile riguardo sul diritto di voto per le donne. 

Il Congresso votò una risoluzione impegnandosi a lottare per l'introduzione del suffragio universale per le donne, senza però accordarsi con le femministe della borghesia.

Negli Usa, non tutti erano d'accordo di lasciare fuori le femministe borghesi. In particolare la socialista Corrinne Brown scrisse nella rivista The Socialist Woman, che nessuno poteva dettare il proprio volere con chi lavorava per l'indipendenza delle donne.

 Il 3 maggio 1908, una data fondamentale, la stessa Corinne Brown in una conferenza al Garrick Theater di Chicago invitò tutte le donne a partecipare, denominando quell'evento come ''Woman's Day''. Nel programma si parlava della discriminazione sessuali, del diritto del voto e dello sfruttamento delle operaie nei posti di lavoro!

Inizialmente l'Woman's Day non ebbe molto successo, ma il partito socialista a stelle e strisce decise di destinare all'ultima domenica di febbraio del 1909 per protestare sul diritto di voto a favore delle donne; considerata perciò di fatto come la prima e ufficiale giornata della donna.

 A Novembre dello stesso anno a New York, 20 mila operaie di una fabbrica di seta scesero per le strade della grande mela per scioperare. Gli scioperi durarono fino al al 15 febbraio 1910.

Sull'onda del movimento di oltreoceano, si ricorda la conferenza di Copenaghen del 1910 presieduta delle donne socialiste. Mentre negli Usa la festa della donna viene celebrata l'ultimo giorno di febbraio, in alcuni paesi europei: Germania, Austria, Danimarca e Svizzera, la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911.

A pochi mesi dalla prima guerra mondiale, In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu spostata per la prima volta domenica 8 marzo 1914. Con lo scoppio del primo conflitto mondiale la ricorrenza fu momentaneamente fermata.

L'8 marzo 1917 a San Pietroburgo migliaia di donne scesero nella strade dell'ex capitale della Russia per dire basta alla guerra. La sterile reazione dei cosacchi portò al crollo finale delle zarismo. Perciò l'8 marzo 1917, data che si indica come l'inizio della Rivoluzione Russa di Febbraio (23 febbraio secondo il calendario giuliano), fu una data adotta anche per la celebrazione Giornata internazionale della Donna

 La Confusione 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la data dell'8 marzo venne connessa erroneamente alla morte per rogo di centinaia di operaie presso una inesistente fabbrica, confusione su un'altra tragedia accaduta a New York il 25 marzo 1911, nel famoso incendio della fabbrica Triangle, dove perirono 123 donne e 23 uomini. 

Infine, il simbolo della mimosa: l'8 marzo 1946 in Italia secondo un'idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei, fu adottata la mimosa come simbolo della Giornata internazionale della donna. Perché la mimosa, perché fiore che nasce quasi alla fine dell'inverno e l'inizio della primavera, è come ogni donna malgrado tante avversità torna sempre a splendere!

mercoledì 9 marzo 2022

La Storia di Adam Weishaupt: Fondatore degli ILLUMINATI di BAVIERA

 


Rimaniamo ancora in ambito società segrete, lo facciamo raccontando la storia di Adam Weishaupt: Il Fondatore degli ILLUMINATI di BAVIERA. 

 Adam Weishaupt nasce a Ingolstadt, una citta della Baviera, il 6 febbraio 1748, discendente da una famiglia ebrea che si converte alla religione cattolica. A cinque anni muore il padre George Weishaupt, Adam viene  adottato dal padrino Johann Adam Icksatt, personaggio influente e rettore dell'Università di Ingolstad.

Il padrino si curò della sua istruzione, facendolo studiare presso il collegio dei Gesuiti di Ingolstadt. Conclusi gli studi diventa professore di diritto canonico. 

Benché professore di diritto canonico, Weishaupt era un convinto ateo e materialista. Dapprima si avvicinò alla Massoneria, movimento che si stava diffondendo in tutto il vecchio continente. Oltre ad avvicinarsi alla Massonieria, Weishaupt fondò l’Ordine dei Perfettibilisti, (primi Illuminati), una società segreta dalla quale si potevano trovare principi esoterici dei Rosacroce.

Il primo maggio 1777 nello studio di Weishaupt con altri cinque membri ebbe luogo la cerimonia di iniziazione dell'associazione. Ognuno doveva scegliere un nome preso dell'antichità classica, Weishaupt scelse per sé quello di Spartaco.

Per poter essere accettati nella società segreta, gli aspiranti adepti dovevano avere delle conoscenze tra i membri e appartenere a una elevata classe sociale e livello economico.

Nell'Ordine vigevano tre gradi: illuminato, minervale e minervale illuminato e novizio. La parola minervale si rifaceva a Minerva, la dea della sapienza greco -romana. Il fine degli Illuminati era quello di di diffondere la cultura dell'Illuminismo.

Nel 1782 l'Ordine contava già 600 membri, tra questi vi erano personalità di rilievo come il barone Meyer Amschel de Rothschild, artefice di ingenti finanziamenti. Scrittori del calibro di Goethe, letterati come Johann Gottfried Herder; ma anche medici, avvocati, giuristi e farmacisti. Nel 1784, verso la fine gli Illuminati affermarono di contare ben 2000 affiliati in tutta la Germania, compresa ovviamente la Baviera!

Nome di spicco dell'associazione fu il barone Adolf von Knigge, teologo e protestante, nonché ex massone appartenente a una famiglia della bassa nobiltà. Nel 1782 von Knigge propose un piano dove escludeva: monaci, donne ed ebrei. La società fu strutturata secondo modello della Massoneria con 13 livelli, arrivando in cima alla piramide in qualità di ''mago filosofo'' e ''uomo re''.

Weishaupt concepiva una società futura e l'umanità a livello globale, come una medesima famiglia. Un mondo abitato solo da uomini avente raziocinio e buon senso. Gli stati per Weishaupt non avrebbero avuto più senso di esistere, ne tantomeno i governi e le religioni.

Nel 1783, ecco apparire i primi dissensi tra Knigge e Weishaupt. Il barone non sopportava più la bramosia di potere di Weishaupt. Knigge accusò Weishaupt di essere un gesuita camuffato. Knigge abbandonò la società poco prima che iniziassero le persecuzioni. Non solo l’avvocato Joseph Utzschneider, ex membro degli Illuminati di Baviera e segretario, consegnò dei documenti segreti alla duchessa Maria Anna, accusando gli Illuminati di cospirare contro la monarchia austriaca, che voleva estendere i suoi possedimenti fino alla Baviera.

Venuto a conoscenze del presunto complotto, il principe Carlo Teodoro emana un editto proibendo ogni società confraternita segreta, e decreta lo scioglimento degli Illuminati e delle logge massoniche in Baviera. Malgrado questo atto, molti continuarono clandestinamente le loro riunioni, accusando gli illuminati di attività sovversive.

A seguito una serie di arresti, Weishaupt scappò Ratisbona, città in cui i cattolici non avevano diritti civili, considerata un'oasi di libertà religiosa, tolleranza e scienza. Nel frattempo la polizia trovò nella casa di Franz Xavier von Zwack, braccio destro di Weishaupt, delle istruzioni al suicidio per gli adepti e per non confessare. Inoltre sostanze tossiche: l’acqua tofana, un veleno che veniva ricavato dal grasso di maiali nutriti con dell'arsenico

Weishaupt trovò asilo a Gotha grazie al duca Ernesto II di Sassonia-Gotha-Altenburg, il quale gli concesse la pensione di consigliere di corte. Qui scrisse una serie di opere esplicative sull'Ordine, varie apologie degli Illuminati, con la speranza di rivitalizzare la società. I superstiti dell'Ordine scapparono negli Usa, ideando nuove società segrete, eredi della setta bavarese.

Weishaupt morì dopo una lunga malattia il 18 novembre 1830 alle 17:30. Fu sepolto tre giorni dopo nel Cimitero di Gotha, accanto al figlio Wilhelm, che morì giovane.