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lunedì 16 novembre 2020

La solitudine ai giorni nostri: una piaga postmoderna

La solitudine ai giorni nostri


Con l'avvento dei Social e non del solo Internet molte persone si sentono sempre più sole. Eppure, questo (disagio sociale) se così vogliamo chiamarlo ha radici più profonde: la solitudine post- moderna nasce ed è schiava dell'individualismo delle persone. Il concetto di ascoltare gli altri sembra essersi estinto, tutti hanno da dire via social o ancora peggio godono nell'offendere e giudicare qualcuno che hanno il coraggio di esporsi e andare contro corrente. Il nuovo millennio verrà ricordato non solo per le eccezionali scoperte tecnologiche, ma per una solitudine sempre più dilagante. È più facile rimanere soli che provare a instaurare un rapporto con qualcun'altro 

La Solitudine un modo di essere ai giorni nostri

Nell'epoca del Romanticismo si diceva 'Si nasce soli e si muore soli'. Solo 200 anni fa una famiglia condivideva la casa con molte persone, con i vicini vigeva un patto di solidarietà reciproca: il concetto di comunità era radicato profondamente nelle persone. Ora con la nuova tecnologia multimediale, la solitudine è diventata di dominio pubblico: possiamo essere in contatto in tempo reale con tutto il mondo, ma siamo tristemente dei numeri al cospetto di altri utenti. Come se non bastasse, i social network hanno innescato una vera e propria dipendenza: per molti non ricevere abbastanza like nei propri post è sinonimo di frustrazione. È giusto iniziare a riflettere su questa condizione esistenziale, è se vale la pena lasciarsi prendere dallo sconforto se qualcuno è più bravo di te a racimolare qualche like in più.

venerdì 21 febbraio 2014

10 incredibili persone che hanno trascorso anni in totale isolamento

Tascorrere anni o un periodo di totale isolamento per alcuni individui è una scelta, per altri una necessità ponderata dal bisogno di stare solo con se stesso e quello che gli circonda. Certo molti sono stati costretti perché detenuti, quindi obbligati a scontare una pena. Quindi il nostro post sulle 10 incredibili persone e la loro solitudine descriverà:   eremiti mistici o eccentrici solitari. Storie a volte concluse in modo tragico, ma sempre avvincente.





10 incredibili persone che hanno trascorso anni in totale isolamento

10 - John Bigg - Bigg è stato uno dei carnefici  del monarca Carlo I. Quando la monarchia in Inghilterra  fu restaurata nel 1660 Bigg forse per paura o per senso di colpa, andò a vivere in una grotta sotterranea  sino alla fine dei suoi giorni. A dispetto del suo sopranome Bigg, l'uomo dai vestiti ritrovati era di media statura. John Bigg era un seguace di Oliver Cromwell.

9 - Dorothy Paget -  È stata una proprietaria inglese di cavalli e una scrittrice in gioventù. In seguito Paget spendeva le sue giornata a mangiare e fumare 100 sigarette al giorno. Era solita indossare un cappotto blu maculato che assomigliava a una tenda e un berretto. Amava la solitudine tanto che quando viaggiava in treno si chiudeva tutto il tragitto in bagno. Per 54 anni Paget ha vissuto come un reclusa nella sua casa di Chalfont Saint Giles. Come era immaginabile una mattina presto fu trovata morta accasciata su un calendario di trotto. 

8 - Kevin Tust - Kevin è stato un cacciatore solitario anche  nel senso usuale della parola.  Ha trascorso decenni da solo per mesi e mesi: nel deserto della Fiordland, sulla costa occidentale della Nuova Zelanda cercando di fotografare le alci canadesi.


7 - Blanche Monnier - Una storia assurda spendendo 25 anni rinchiusa in una stanza completamente buia, mezza morta di fame, nuda e sdraiata su un materasso coperto di pidocchi e propri escrementi. I suoi unici compagni erano i ratti. La sua colpa? Amare qualcuno sotto-status sociale o forse per ostinazione della sua famiglia. Non importa la conclusione,  Blanche Monnier è stata vittima di una terribile ingiustizia, e  l'amore, nonostante l'aforisma popolare, questa volta ha fatto solo del male. La sua scoperta avvenne il 23 maggio, 1901 dopo che il procuratore di Parigi ricevette una lettera anonima, che descriveva di una donna  tenuta prigioniera in una casa situata al  "21 rue de la Visitation", in un quartiere ricco di Poiters. Blanche Monnier in gioventù era stata una ragazza attraente, e corteggiata da molti uomini della città. Ma con grande delusione della sua famiglia di ceto alto-borghese, il suo cuore apparteneva a un giovane avvocato  di poca fama. L'avvocato morì 16 anni prima che Blanche fu salvata. La madre di Blanche fu rinchiusa in carcere, dove morì di infarto subito dopo aver realizzato il vero orrore che aveva commesso.

6 - Il 5° duca di Portland - Benché apparteneva alla nobiltà inglese, rimane misteriosa  la sua solitudine . Il duca abitava in una stanza nella sua tenuta privata, a Welbeck Abbey. La sua vasta rete di locali sotterranei e passaggi forse sono state costruite in modo da aiutarlo a condurre una doppia vita. Nelle occasioni estremamente rare, quando si faceva vedere in pubblico era solito usare tre cappotti e un cappello a cilindro di grandi dimensioni, nascondendosi  dietro un enorme ombrello. A  Londra  passava attraverso un tunnel a Baker Street  scoperto solo recentemente.

5 - John Slater - Andò a vivere in una grotta di fronte all'oceano sulla costa occidentale della Scozia, dove  rimase per quattro mesi ogni anno per 10 anni. Non c'è da sorprendersi che sua moglie si rifiutava di andare con lui, tanto poi da chiedere il  divorzio. Slater disse che in solitudine puoi stare in armonia con il pianeta.

4 - Mary Molesworth -  Mary Molesworth era una bellissima attrice in Irlanda nel 18° secolo. La donna attirò l'attenzione di un colonnello di nome Rochfort, un uomo conosciuto per il suo  terribile carattere, Mary non voleva sposarlo, ma fu costretta da suo padre. Trascurata e tenuta da sola del conte di  Gaulstown inizio a passare del tempo con il fratello del conte, Arthur, e sua moglie, Sarah. Successivamente il Conte fu informato che la moglie aveva  una relazione con suo fratello durante le sue frequenti assenze.
 Da quel giorno Mary fu tenuta sotto stretta sorveglianza. Sedici anni trascorsi rinchiusi nella tenuta Gaulstown.

3 - Christopher Knight - Christopher Knight descritto da compagni di liceo come un ragazzo tranquillo, intelligente, e nerd. Laureatosi nel 1984 mostrò un certo  interesse per i computer prima di camminare per i boschi del Maine. Nei seguenti 27 anni, ha detto di aver incontrato per i boschi una sola volta un essere umano.

2- William Beckford - Beckford era l'unico figlio legittimo di un mercante inglese che aveva fatto fortuna con il traffico di zucchero. Dopo aver ereditato tutto nel 1770, si dice che lo stesso Lord Byron aveva  fatto riferimento a lui come "il figlio più ricco d'Inghilterra." Eppure era un emarginato sociale che vive da solo in una torre, in pochi anni riuscì a sperperare la sua enorme fortuna. L'uomo era solito collezionare libri rari, oggetti di arredo e opere d'arte. Tra i suoi lasciti Fonthill  una incredibile costruzione neo-gotica. Ma interessato più dalla bellezza estetica la costruzione crollò dopo due anni.

1 - Tommy Silverstein - Tommy Silverstein è stato dei criminali più violenti degli Usa. Arrestato per rapina a mano armata nel 1977, la sua condanna fu allungata  a vita senza condizionale, dopo aver ucciso due dei suoi compagni. E 'stato messo in status "nessun contatto umano", a seguito dell'uccisione di una guardia del Marion nel 1983.  Silverstein fu lasciato in isolamento per più di 30 anni, un record per il sistema carcerario federale. Nella sua detenzione  trascorse del tempo in isolamento ad Atlanta, prima di essere spostato e rinchiuso  nelle viscere di Leavenworth per 18 anni. Infinea ADX Florence, dove Silverstein vive in una cella, dietro una porta insonorizzata per 23 ore al giorno. Mangia da solo e ha un'ora di ricreazione solitaria all'interno di pochi metri quadrati.

martedì 19 novembre 2013

In Italia sempre più donne sole

La parola solitudine è sempre stata vista e annotata in maniera negativa. Quando si parla di persone sole si fa riferimento sempre a donne annoiate, frustrate, senza rapporti sociali e senza uno scopo nella vita. Un’accezione ancor più negativa si ha quando la solitudine colpisce gli anziani e le donne.
In effetti per gli anziani rimanere da soli può essere una problematica. 

Le persone non autosufficienti da sole non sono in grado di portare avanti le occupazioni quotidiane e di routine: lavarsi, pulire e camminare può divenire un vero e proprio incubo per coloro che hanno questo problema di salute.
Per le donne tutto questo non è vero. E’ la società che impone alle donne di sposarsi, unirsi e fare figli. Per molte donne la solitudine non è un’accezione negativa, anzi. Vi sono molte donne sole che hanno avuto successo nella vita lavorativa senza per forza esser sposate ed avere una marea di figli.  

Molte ragazze preferiscono rimanere da sole che “imbarcarsi” in avventure o matrimoni avventati. E così dice una ricerca effettuata da un importante organismo italiano: 3 italiane su 10 all’età di 33 anni non si sono ancora sposate e non hanno ancora avuto figli. Circa dieci anni fa la percentuale era molto più bassa e si parlava di nemmeno 2 donne sole ogni 10 persone. Per i dettagli di questa ricerca scientifica vi rimandiamo al sito informativo sulle donne sole http://www.donne-sole.com/.


Sono nati circoli, discoteche, locali pubblici in generale e addirittura viaggi per single e donne sole: in questi posti si possono fare mille incontri per tutti i tipi di gusti. Ci sono donne sole che cercano l’anima gemella e ragazze che invece che cercano l’avventura della serata. Tutto questo era pressoché impensabile se si pensa alle condizioni sociali e umane della donna alla metà del precedente secolo!

lunedì 8 luglio 2013

Hikikomori: Perché molti giapponesi rifiutano di lasciare le loro stanze?

Il giapponese in genere è una persona solitaria, ama vivere una vita appartata benché sembra assurdo tutto questo per un abitante di Tokyo eppure è davvero così. Ma ci sono degli individui in Giappone ancora più estremi, che vogliono isolarsi dal resto della società e rilegarsi in un unico ambiente familare: la propria stanza, questo fenomeno viene definito come: Hikkomori dove tanti giapponesi rifiutano di lasciare le loro stanze.

Tra l'altro una moda che sta prendendo piega anche in Italia da parte di quei ragazzi che decidono di isolarsi dalla società e dalla famiglia per svariate ragioni: depressione, aver subito violenza a scuola o in un altro luogo di atti bullismo, ribellione. In Giappone questo fenomeno è presente da quasi 30 anni, e ne soffrono quasi 2 milioni di ragazzi. Ma piano e inesorabilmente come un virus sta arrivando anche in occidente.

Quindi siamo di fronte a una personale e ponderata decisione di escludersi e nascondersi dalla società nelle 4 mura della propria camera. L'individuo che soffre di questa patologia, esce non più di  1 o 2 volte al giorno dalla sua stanza, per cercare qualcosa da mangiare in frigorifero e bisogni personali, oppure si armano di coraggio per andare in qualche supermarket notturno e fare la spesa, ovviamente nel cuore della notte quando forse non c'è neanche il cassiere.

 Viene considerata hikkomori una persona quando si mura nella sua stanza per almeno 6 mesi o addirittura anni . Una delle cause può essere un atteggiamento morboso e iperprotettivo della madre nei confronti del figlio, riuscendo a gestirgli la vita portandolo a una frustrazione interiore, e zero aspettative di vita.

Anche internet a contribuito a suo modo alla diffusione di questo fenomeno, perché la persona trova e si costruisce sul web una vita virtuale e desiderata.  La cura più efficace è quella di portare il soggetto al di fuori della casa e del suo rifugio (stanza), inserendolo in una comunità dove ci sono altre persone che soffrono di questo male di vivere e parasite single.


foto inizio articolo: [sxc.hu]

lunedì 7 gennaio 2013

Mathew Arthur un ragazzo canadese ha deciso di vivere tutto il 2013 dentro a un furgone

Voglia di libertà, sfida, o cos'altro, quello che conta che Mathew Arthur, un designer canadese precisamente di Vancouveur, ha deciso di vivere per quest'anno in un furgone. Il giovane  ambizioso ragazzo annotterà questa sua particolare esperienza in un diario di bordo, non altro che il suo blog personale chiamato Van x year. Perciò, per chi vuole seguire l'avventura del freelance Mathew Arthur ( che si guadagna da vivere come 3D designer), non deve far altro che cliccare sul collegamento ipertestuale.

Il giovane prima di intraprendere questa avventura solitaria ha monitorato ogni spazio possibile del veicolo che diverrà a sua volta, un letto, una scrivania, e un piccolo spazio per il lavabo. Che dire un furgone che diventa per necessità un micro appartamento.

Per certi versi mi ricorda il film Into the Wild dello sfortunato Christopher McCandless, ma questa volta è tutto diverso, è vero che anche Mathew vivrà da solo, ma potrà contare sul'esistenza dell'elettricità e un Computer con connessione a internet  da dove  condividerà le sue giornate con i suoi followers. Non possiamo che augurargli questo Good Luck man!


foto Van Year