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martedì 1 dicembre 2020

Consumo compensativo: Chi ha meno spende di più



Sempre più spesso l'apparire per molte persone diventa un beneficio psichico, per poi divenire in un solido consumo compensativo: insomma, chi ha meno spende di più di un individuo con una maggiore possibilità economica. Siamo di fronte a una perdita della propria personalità, allo zero assoluto di fronte ai veri valori della vita; guidare un macchinone è più trendy per molti che arricchire il bisogno di conoscenza. Ma torniamo al tema principale del nostro articolo, il consumo compensativo: si perché l'acquisto di beni di lusso non è unicità solo delle classi abbienti, anzi è un affare per coloro impossibilitati da uno stipendio modesto. Questi soggetti cercano di compensare il loro status (forse più mentale) acquistando beni costosi dei quali potrebbero fare a meno.


Potremo fare un'infinità di esempi: pensiamo ai device di ultima generazione sempre più oggetto desiderato e voluto da quel ceto meno abbiente che nelle mani di un riccone. Chi percepisce uno stipendio modesto, anche meno di 1000 €, di solito si trova svantaggiato, quindi escluso secondo lui da ciò che conta veramente in questa vita: apparire a livello materiale. Ecco che allora investe il suo stato symbol nell'acquisto di una macchina di grossa cilindrata, oppure una tv ultrapiatta, vivendo gran parte della sua esistenza schiavo della banca o finanziarie per pagare una cosa che col tempo varrà meno della metà. Tutto ciò è un disegno ben definito dalle multinazionali, che trovano in molte persone delle menti labili e condizionabili, diventando a loro volta succubi di un consumismo senza via d'uscita.

 Uno studio eseguito della UCL School of management, commissionato da un importante istituto bancario è arrivato alla conclusione che 'chi ha meno spende di più', in differenti campi, non solo in oggetti ma anche in vacanze (foto da  esibire sui social). Secondo la Boston consulting group, nel 2016 la vendita dei beni di lusso ha raggiunto un fatturato di 860 miliardi di euro. La cosa più sconcertante che solo il 30% era appannaggio dei più ricchi, e il 70% né ha beneficiato il ceto medio più debole. Le scelte sono sempre state con grandi marchi ben visibili a differenza degli acquisti dei più ricchi che prediligono marchi più di nicchia e meno appariscenti. Se 50 anni fa era il frigorifero o la lavatrice l'oggetto più ricercato dalle famiglie meno abbienti, negli anni 80' l'apparire diventa ancora più importante dell'essere, per arrivare al nuovo millennio dove il consumismo sfrenato è diventato forse qualcosa di patologico. Ma chi vogliamo emulare? Chi vogliamo essere? È giusto ricordare che la nostra intelligenza, l'essenza stessa non si ciba di abiti firmati, oggetti, di auto potenti, ma di ben altro. Ogni tanto sarebbe sufficiente soffermarsi ad ammirare un tramonto, fare una passeggiata in un bosco andare al mare anche in inverno, non solo d'estate per moda, con il fine di ritrovare la connessione con l'universo.

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Gianluca Scintu

martedì 12 febbraio 2019

I 10 DIVORZI con SCUSE più ASSURDE

Una coppia che divorzia non fa più notizia. Forse, perché siamo tutti presi da noi stessi, sempre più concentrati a fregarcene dei problemi degli altri. In fondo, se non c'è più amore è giusto divorziare,...  ma siamo sicuri che le persone divorziano esclusivamente perché il loro sentimento è al capolinea? A quanto pare non è sempre così: negli Usa un uomo di 99 anni ha voluto divorziare dalla moglie dopo 77 anni di matrimonio, il motivo, l'uomo ha scoperto che nel 1940 la moglie aveva avuto una relazione extraconiugale! Ma c'è anche una nazione come le Filippine dove il divorzio è illegale. Lo sapevi che ogni ora negli Usa divorziano 100 coppie.

I 10 DIVORZI con SCUSE più ASSURDE

1) 1,3 milioni per divorziare: Nel gennaio del 1997, una donna californiana aveva chiesto il divorzio per non spartire neanche un centesimo della sua vincita di 1,3 milioni di dollari con il marito.

2) Ha costruito un muro: Nel 2009, una donna tedesca ha chiesto il divorzio dopo che suo marito ha abbattuto e ricostruito un muro nella loro casa. La donna ha riferito che l'ex marito era ossessionato con le pulizie e cambiava spesso ordine dei mobili.

3) Ha votato Trump: Alle ultime elezioni presidenziali americane, una donna californiana ha lasciato il marito quando ha scoperto che lui aveva votato per il presidente Donald J. Trump. Apparentemente, questo "tradimento", come diceva lei, era il punto di svolta.

4) Senza trucco: Pochi giorni dopo il matrimonio, un uomo di 34 anni ha chiesto il divorzio dalla sua sposa di 28 anni dopo averla vista senza trucco, secondo il dott. Abdul Aziz Asaf, uno psicologo della clinica in cui la donna cercava aiuto dalla sua sofferenza psicologica. L'uomo era convinto di essere stato ingannato dalla moglie, camuffando il suo aspetto con cosmetici, comprese le ciglia finte.

5) Posseduta dal demonio: Un uomo italiano ha chiesto il divorzio, perché secondo lui la donna era "posseduta dal diavolo". Apparentemente, la donna aveva mostrato "comportamenti inspiegabili": attacchi di isterismo, irrigidimento del corpo e persino auto-levitazione. Un tribunale di Milano ha concesso il divorzio, riconoscendo l'esistenza del comportamento, ma rifiutando di dire che la moglie era realmente posseduta.

6) È troppo carino: Una donna di nome Rashida ha divorziato da suo marito, perché, come ha affermato alla televisione nazionale, era semplicemente "troppo carino".

7) Troppo grande: Nel 2015 una donna nigeriana aveva presentato istanza di divorzio dopo una sola settimana di matrimonio, per colpa del membro abnorme del marito. Dopo qualche tentativo infruttuoso ha deciso di dire stop: è stata un incubo, ha dichiarato la donna.

8) Segreto decennale: Un uomo di 99 anni ha voluto divorziare dalla moglie dopo 77 anni di matrimonio, il motivo, l'uomo ha scoperto che nel 1940 la moglie aveva avuto una relazione extraconiugale.

9) È insaziabile: Nel 2014, un uomo indiano ha ottenuto il divorzio da un tribunale di Mumbai a causa dell'eccessiva insaziabilità e voglia di farlo sempre di sua moglie. L'uomo ha affermato che spesso la donna lo costringeva senza averne voglia, ed avrebbe abusato di lui in vari modi, tra cui costringendolo a prendere droghe e  l'alcol.

10) Frozen: Una giapponese, sposata da sei anni, era letteralmente malata dal film Frozen. Dopo averlo guardato, ogni sera per alcuni anni, il marito ormai al limite della pazzia ha chiesto e ottenuto il divorzio.

giovedì 7 settembre 2017

L'ultima cabina telefonica



La cabina telefonica, per chi ha avuto modo di conoscerla è stata una sorta di ufficio personale utile per ripararsi da occhi indiscreti e orecchie pronte ad ascoltare gli affari tuoi. Mezzo secolo di onorato servizio, ora però è arrivato il tempo di andare in pensione perché la tecnologia ha fretta e non conosce emozioni. Difficile ormai trovarne una in un marciapiedi o piazza. Anche in Francia le cabine telefoniche sono state quasi tutte smantellate. A Parigi, l'ultima situata in rue Montmartre è stata rimossa lo scorso giugno. Come abbiamo detto il suo inutilizzo è dovuto al boom della rete mobile. Qualche sindaco vorrebbe lasciarla al posto suo e farla diventare una micro libreria.

Alcuni accenni storici

In Italia, l'installazione della prima cabina telefonica fu nel 1952 a Milano in piazza San Babila da parte della Stipel. Nel 1971 furono installate in tutta Italia 2500 cabine passando a fine del decennio a 33.000. Nel 1976 furono utilizzate in via sperimentale l'uso delle schede telefoniche prepagate, diventate negli anni successivi oggetto di collezionismo. Negli anni 2000, il calo dell'utilizzo della cabina telefonica ha pregiudicato anche l'uso delle schede telefoniche.

sabato 17 giugno 2017

Ius Soli: spiegato in 5 semplici punti

Da qualche giorno sui social si parla di un argomento non chiaro a molte persone, ci riferiamo allo Ius Soli, ossia il diritto legato al territorio: legge sostenuta dal Partito Democratico e altre forze di Centro, ma contrari a questa posizione la Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia, mentre il Movimento Cinque Stelle ha deciso di astenersi, dando di fatto il suo No.

Sappiamo che fino a oggi l'ultima legge sulla cittadinanza prevede l'acquisizione a essere italiano tramite in base allo Ius Sangiunis (diritto di sangue) - un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Mentre se un bambino nasce in territorio italiano da genitori stranieri, potrà fare domanda per diventare cittadino italiano soltanto a raggiungimento della maggiore età - entro i 12 mesi. In merito cosa cambierebbe?

Ius Soli: 5 cose da sapere

La nuova legge prevede due criteri per ottenere la cittadinanza prima della maggiore età: ius soli (diritto al territorio) e ius culturae (diritto all'istruzione). Lo ius soli puro è valido per esempio negli Usa:

1) 18 anni: Chi nasce in Italia da genitori stranieri e continua a viverci legalmente, può diventare cittadino italiano a 18 anni;

2) Cosa non prevede la legge: La legge italiana non prevede lo ius soli classico - quello all'americana - ma quella temperata: i figli dei migranti potranno diventare cittadini italiani ad alcune condizioni: istruzione, anni di residenza dei genitori;

3) Ius soli a certe condizioni: Un bambino nato in Italia da genitori stranieri può diventare italiano se uno dei due genitori ha il permesso di soggiorno per un lungo periodo di almeno 5 anni. Per i cittadini extra europei, i requisiti vanno oltre i 5 anni e prevedono un alloggio idoneo, un reddito, superamento di un test in lingua italiana;

4) Scuola: Il minore straniero nato nel nostro paese oppure entrato prima dei 12 anni: se ha frequentato uno dei cicli scolastici per almeno 5 anni può ottenere la cittadinanza. Ovviamente il genitore deve avere un regolare permesso di soggiorno;

5) Cittadinanza: Può richiederla chi arriva in Italia prima dei 18 anni ed è residente da almeno 6 anni, dopo aver frequentato un ciclo scolastico con attestato finale.

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martedì 18 aprile 2017

14 fatti sul bullismo



Troppo spesso sentiamo parlare di avvenimenti e storie che riguardano il bullismo a 360 gradi: piccole comunità o all'interno di realtà scolastiche. Il bullismo è una piaga non ancora emarginata, anzi negli ultimi tempi sembra esserci un ritorno preoccupante. Ma cosa può portare un individuo a essere protagonista di atti di bullismo?: La volontà del bullo è quella di offendere è umiliare la vittima. Un atto di minaccia può essere ripetuto nel tempo anche per tutta la durata dell'anno scolastico. La vittima ha paura di parlare delle seu esperienze negative anche agli stessi genitori. In alcuni casi, nei soli USA ogni giorno 160 mila ragazzi non si presentano alle lezioni per timore del bullo di turno. Il bullo è un insicuro di natura con una bassa autostima, è solamente con continui atti e prepotenze nei confronti di altri potrà convincersi di avere successo nella vita ed essere rispettato. Il bullismo non si verifica solamente in zone disagiate o periferiche, ma anche in ambienti residenziali e socioeconomici. Per ulteriori info più dettagliate, vi invito a leggere un post: Il Bullismo, nel sito ufficiale dell'Arma dei Carabinieri 

14 fatti sul bullismo

1) Negli Usa ogni giorno 160.000 mila studenti mancano dalle lezioni per paura di atti di bullismo;

2) Il 75% degli studenti che hanno sparato nelle scuole sono state vittime di bullismo e molestie;

3) Negli Usa 1 bambino su 3 ha subito atti di bullismo in tutte le classi;

4) Sei adolescenti su 10 hanno detto che sono state vittime di atti di bullismo a scuola;

5) Nel 1981 in una piccola cittadina del Missouri 46 persone insorsero contro un uomo perché reo di essere il bullo del quartiere. L'uomo fu ucciso in pieno giorno;

6) Negli Usa coloro che portano un cognome con le iniziali come P.I.G. o A.S.S. sono state vittime di bullismo in infanzia;

7) Il 64% dei bambini che è caduto nella morsa di un bullo non ha il coraggio di parlare dell'accaduto neppure con genitori, per timore di ritorsioni;

8) Michael Phelps, uno degli atleti olimpionici più decorati di tutti i tempi è stato vittima di bullismo da bambino per il suo mento e orecchie a sventola;

9)  Elon Musk, il famoso imprenditore naturalizzato americano conosciuto sopratutto per aver fondato la SpaceX è stato lui stesso bersaglio da bambino di bulli, tanto da dover essere ricoverato in ospedale a causa di un pestaggio da parte di altri studenti.

10) Solo un ragazzo/a su 10 racconta a un genitore di essere stato oggetto di cyber-bullismo;

11) In America, il  60% dei ragazzi descritti come i bulli a scuola sono stati condannati per almeno un reato prima dei 24 anni di età;

12) La cantante Demi Lovato ha dovuto terminare la sua istruzione scolastica a casa, dopo essere stata vittima di bullismo;

13) Nel 2010, la principessa giapponese Aiko non uscì di casa per un paio di mesi a causa di bullismo da parte dei suoi compagni di classe;

14) Nel 2013 uno studio del Michigan State University ha scoperto che le persone poco attraenti hanno maggiori probabilità di essere vittime di bullismo sul posto di lavoro.

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lunedì 6 marzo 2017

Bagni Transgender: evitano le discriminazioni?



L'ex presidente Obama aveva predisposto nelle scuole e bagni pubblici di rispettare l'identità di genere. Ora, però con l'avvento di Trump i bagni transgender andranno riconsiderati anche perché hanno causato non pochi problemi a livello nazionale. Partendo dal divieto discriminazioni, nel titolo 9 su una legge federale, si erano regolati diversi aspetti, proprio per evitare le discriminazioni sopratutto ai giovani che affrontano transizioni della propria identità, tra cui la possibilità di accedere a bagni e spogliatoi sulla base dell'identità di genere non quella di natura biologica.

Il dipartimento di giustizia e quello dell’educazione, avevano affermato che il procedimento della scorsa amministrazione nel gestire l’interpretazione del titolo 9 dell’Education Amendments del 1972, non è fondata su basi legali, quindi non ha le prerogative per superare nessun processo pubblico formale. In definitiva, gli stessi familiari e comunità dovrebbero trovare le soluzioni consone a difesa degli studenti transgender In concomitanza diversi colossi hanno preso la palla al balzo per contrastate la presidenza di Trump, che infastidisce non poco certi gruppi lobbistici e massoni.

In che bagni devono andare i ragazzi transgender

Bella domanda, secondo me sulla base della propria identità e volontà di diventare in maniera completa. Eppure è difficile ipotizzare una simile decisione, probabilmente ognuno continuerà a entrare in un bagno che appartiene alla propria natura biologica.

giovedì 23 febbraio 2017

Eccesso di legittima difesa: chi ha ragione?



La legge definisce legittima difesa: una sorta di difesa o autotutela che l'ordinamento giuridico italiano consente in caso di imminente pericolo da cui è necessario difendersi, in cui il soggetto in pericolo non ha la possibilità di chiamare le forze dell'ordine. Ad ogni modo ebbene non confondere la legittima difesa con l'eccesso detto anche colposo. In questo caso, si parla di una reazione eccessiva alla difesa della propria persona, nonostante in quasi tutti i casi il soggetto in pericolo non vuole commettere un omicidio, eppure potrebbe incappare proprio in questa situazione.

Come veniva affrontata la questione prima del 2006

Prima del 2006 questo 'reato' andava sempre ricercato nell'articolo 52 del codice penale: secondo il quale non è punibile chi reagisce in una situazione di pericolo a patto che la difesa sia necessaria (quindi inevitabile), ma esclude la circostanza per la quale un ladro, ad esempio, è già in fuga viene sparato alle spalle. Dal rovescio della medaglia, se si viola questa proporzionalità si cade nell'articolo 55: che punisce l'offeso in eccesso colposo in argomenti che lo giustifichino. Per esempio, se il proprietario di un oggetto spara al ladro al solo scopo di recuperare la refurtiva cade nell'eccesso di legittima difesa: poiché in base alla legge italiana il bene della vita dell'aggressore è troppo più importante rispetto a un bene materiale della vittima che viene leso. 

Commerciante deve risarcire la famiglia del ladro

L'ultimo episodio di una lunga serie è quello di un tabaccaio in provincia di Padova che nel 2012 uccise un ladro moldavo che stava rapinando il suo esercizio. Il tribunale l'ha condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione più 325 mila euro di risarcimento da versare alla famiglia del moldavo.

giovedì 13 ottobre 2016

Allattare in pubblico è un gesto naturale o da esibizionista?

Allattare il proprio figlio è un connubio indissolubile tra la mamma e il bambino, un gesto primordiale, eppure per qualcuno è considerato solamente un modo per apparire voluto da una persona esibizionista. Basti, pensare allo stesso Facebook e alla quantità di foto rimosse dallo staff perché ritenute offensive e a contenuto erotico. Ma potrei citarvi tantissimi altri esempi, tipo la vicenda di una mamma di Imperia che è stata cacciata dal padrone di un locale perché rea di avere il seno fuori allattando suo figlio.


Siamo di fronte a una questione che ha dei pareri contrastanti: una parte delle persone sostiene che allattare è una cosa naturale, non c'è nessuna malizia e non deve scandalizzare. Dall'altra, invece, c'è chi è convinto che l'allattamento in pubblico è di cattivo gusto, anzi anche di più. Purtroppo non c'è una via di mezzo. Nel merito cosa dice la legge? Nel nostro paese (purtroppo) non esiste una legge, né pro né contro. La decisione spetta unicamente alla persona interessata, convinta che allattare in pubblico non possa turbare la sensibilità di qualche soggetto. Ovviamente, a questo punto, si potrebbe fare benissimo il paragone con il topless al mare, credo che in questo caso è un atto meno naturale dell'allattamento, ma allo stesso tempo trovo anche il topless una cosa priva di immoralità. 


Allattare in pubblico: petizione nel web

È appena uscita una petizione che chiede una legge che possa garantire alle madri il diritto di allattare in pubblico. Allattare senza censure, in ogni luogo pubblico o privato. Nessuna privazione quindi ne al bar o in ristorante. Per attuare la proposta di legge c'è bisogno di raggiungere 50.000 firme. Tu cosa né pensi in merito?

lunedì 29 febbraio 2016

Sono felice per te: quanta ipocrisia?

Quante volte avrai sentito dire questa frase ''Sono felice per te'', ma quante volte avrai pensato, quanta ipocrisia che si cela dietro questa affermazione. Certo è pur vero chi ti vuole bene veramente questa dovrebbe essere un'affermazione che nasce dal cuore, ma togliendo quell'uno per cento, gli altri probabilmente desiderano ben altro che la tua felicità.  Forse questo può apparire come un discorso cinico, ma  devi capire che troppe persone godono degli insuccessi altrui, persone che con tutta la probabilità vivono un'esistenza all'insegna della frustrazione costrette da un'altro a fare ogni giorno le stesse cose.


Sono contento che hai trovato un lavoro
Finalmente hai trovato un lavoro, ecco che allora ti senti quasi costretto a sentirti in colpa con qualche amico o persona invidiosa, attoniti e sbalorditi dal tuo traguardo, dove in cuor loro sperano che preso tornerai a essere un disoccupato. Viviamo in un'epoca circondati da persone egoiste che amano assistere alle sconfitte del prossimo, ma ricorda: il vero perdente è colui che neanche prova a mettersi in gioco, è colui che spera negli insuccessi degli altri perché dentro di lui conosce di essere un fallito e una persona frustrata. La maggior parte degli esemplari, già li chiamo così perché non possono appartenere al genere di persone intelligenti, quando trovano un lavoro, la prima cosa che fanno è comprare un macchinone per apparire, malgrado il loro stipendio non è sufficiente per pagare le rate e aiutare al sostentamento della famiglia.

Apparire sempre è comunque, perché l'oggetto materiale ti rende sicuro è appetibile agi occhi di qualcuna che non dovrai  incantare con inutili discorsi filosofici e promesse. Di solito, questo esemplare si diverte a vedere qualcun'altro camminare a piedi con le buste, lui dall'alto del suo gippone con la ragazza che chatta su Whatsapp lo guarda con il ghigno di uomo superiore. Poi magari scopre che quel ragazzo ha girato il mondo, lui invece, è sempre rimasto nel proprio paese o città, e il massimo che ha visto è stato il porto a 20 chilometri da casa sua. Ma va bene così, sono felice per te e per la tua ipocrisia.

martedì 1 luglio 2014

10 motivi perché molte coppie si lasciano dopo una convivenza

È proprio vero il detto che la convivenza è una lama a doppio taglio, è la prova del nove per molte coppie che dopo questa esperienza arrivano ai ferri corti, alcune si lascino anche il malo modo. Proviamo a capire il perché di 10 motivi perché molte coppie si lasciano dopo una convivenza.

1 -  Difetti che non conoscevi -  Solo convivendo si potranno conoscere i difetti dell'altro che difficilmente emergono nelle uscite classiche serali. 

2 - C'è differenza vedere una persone 2 ore al giorno che 24 o quasi -  Lo so non ho scoperto l'acqua calda, ma molti hanno bisogno dei propri spazi, stare da soli con se stessi. Un rapporto ovviamente è più facile quando due si vedono a fine serata o di notte ... poi ognuno a casa sua.

3 -  Non toccare le mie cose - Ognuno ha il suo rito giornaliero di lasciare le cose o metterle in un certo modo ... ma all'altro potrebbe dare fastidio.

 4 - Disordine - In genere sono gli uomini con il loro disordine a mandare su tute le furie la loro dolce metà

5 -   Rispetto - Per rispetto intendo anche le piccole cose che sommate potrebbero far traboccare il vaso. Per esempio se a casa tua sei abituato ad aprire il frigo e bere dalla bottiglia,  non farlo se convivi con il tuo partner, questo è mancanza di educazione. Oppure vedi che è al telefono, cerca di essere discreto, allontanati se non ti ha chiamato.

6 - Russare - Ebbene si, sentire una persona russare ogni volta che mette la testa sul cuscino alla fine porta all'esasperazione. Anche l'altro ha diritto a dormire. Quindi se il vostro problema è davvero fastidioso, diciamo insopportabile andate da uno specialista. Non essere egoista.

7 - Collaborazione - Per far funzionare una macchina anche quella di una convivenza, ci vuole collaborazione. Conosco di coppie che lui torna da lavoro e non trova neanche un uovo fritto in tavola. Oppure lei che sta male, lui la lascia sola con una pila di piatti da fare. O meglio non gli da nessun tipo di supporto

8-  Dialogo - Molte coppie appena iniziano una convivenza non hanno più un dialogo perché credono che già la presenza è importante. Invece parlate dei vostri problemi, e ascoltate sempre la persona che amate.

9 - Ti amo - Sopratutto rivolto ai maschi, cercate anche nell'esperienza della convivenza di dire 2 semplici parole alla vostra ragazza '' Ti amo''.

10 - Facebook - Dopo tornati a casa non isolate l'altro partner con la vostra fissa di Facebook e social network. Magari rimanete con lei in poltrona a guardare la TV.

Questi erano 10 motivi (secondo me) perché  molte coppie si lasciano dopo una convivenza. Nel prossimo post vedremo 10 cose da fare per rendere una convivenza duratura e felice


@lukescintu

giovedì 5 dicembre 2013

Le più belle idee regalo per lei

Natale è ormai vicinissimo e bisogna assolutamente cominciare a farsi venire in mente qualche idea regalo per le nostre lei, siano esse amiche, sorelle, mamme, nonne o fidanzate! Se non sapete cosa inventarvi, perché ormai avete esaurito la scorta d’idee, ecco qualche consiglio per voi.

Borse, vestiti, accessori, magari anche un gioiello casual può essere il regalo perfetto per le vostre amiche o per vostra sorella. Ma anche un bel profumo! Chi meglio di voi, che conosce così bene i suoi gusti e cosa le sta meglio addosso? E naturalmente, per tutte le appasionate di bellezza e make up, le idee regalo per Natale di questo tipo sono infallibili.
Se invece quella che volete regalare è un’esperienza, il biglietto per un concerto o per uno spettacolo potrebbe essere un’idea originale e sorprendente, che unisce il regalo a un bel momento trascorso insieme.

Se siete alla ricerca di un’idea romantica per la vostra lei, allora lasciate libero spazio alla fantasia: un giro in mongolfiera, un weekend a sorpresa (vi potete far raggiungere all’aeroporto, dove l’aspetterete con i bagagli già pronti), oppure un’escursione in elicottero potrebbero essere alcune idee per un regalo davvero indimenticabile.
Nel caso in cui a ricevere un regalo è la vostra mamma, qualcosa di più sobrio e prezioso sarà probabilmente la soluzione migliore. Un gioiello, come ad esempio un ciondolo d’argento, o una bella spilla possono essere dei bellissimi regali, preziosi e simbolici, magari legati a qualche ricordo o a qualche vecchio momento passato insieme. Se invece la vostra mamma è particolarmente dinamica ed estrosa, potete pensare a qualche “gioiello” hi-tech, come un nuovo telefonino per tenersi in contatto con voi via chat, oppure un i-Pad con qualche applicazione già scaricata da voi ad hoc.

E non dimentichiamoci delle nonne! Fare un regalo a una nonna è sempre un po’ più difficile, perché le generazioni sono molto diverse, come anche i gusti e le necessità. Un oggetto per la casa sarà sempre apprezzatissimo, o qualche originale utensile da cucina, sempre apprezzato dalle nonne di tutti i tempi.


venerdì 29 novembre 2013

Sardegna treni e ferrovie al collasso dopo l'alluvione

Non sapevo se inserire questo articolo, forse uno sfogo, chiamatelo come voletelo sull'altro mio blog lukescrive che parla principalmente della mia regione Sardegna o in questo, alla fine ho deciso di postarlo in lukescintu. Sappiamo tutti quanti quello che è successo alle terra sarda la settimana scorsa, protagonista purtroppo in prima persona che ha subito la violenza di una natura schiavizzata dall'uomo, quell'acqua assassina che ha strappato la vita di 16 persone,( ieri c'è stata la 17 esima vittima) una signora ricoverata ancora per le conseguenze del mal tempo.

Tralasciando l'aspetto umano vorrei addentrarmi in un altro problema i trasporti pubblici, meglio ancora i treni e collegamenti che in certe tratte dell'isola sono al vero collasso. Bene nel Medio Campidano l'unico binario a un certo punto nella tratta Pabillonis - San Gavino è sospeso nel vuoto,  Trenitalia è stato costretto a interrompere il collegamento. 

Questo disservizio va avanti dal 18 novembre, oggi ne abbiamo 29, chiedi informazioni al personale della stazione e nessuno conosce se ci sono gli operai per ricostruire un lavoro evidentemente progettato non da Leonardo Da Vinci. Per arrivare a Cagliari è una vera gincana per tutti coloro che  abitano prima di San Gavino, pendolari costretti  a prendere un bus, poi finalmente il treno proprio da San Gavino per arrivare al capoluogo sardo. Così il ritorno ha la stessa lenta cadenza: un viaggio di 100 km che dura 2 ore e 30 minuti. Una persona fa prima a raggiungere in aereo  Londra. Eppure parliamo di distanze che dovrebbero essere ridicole ai giorni d'oggi. 

Vedere un unico binario nel 2013 è qualcosa di assurdo, per  dovere di cronaca il disagio è anche nella tratta Olbia -Chilivani. Ma non posso pronunciarmi perché ho descritto quello che ho vissuto in prima persona dalla parte della mia zona.  Infine oggi leggo sull'Unione Sarda di un soffitto crollato al liceo Dettori di Cagliari, mi verrebbe voglia di parlare male, ma resisto nel farlo. Ma almeno lasciatemi pensare di come  progettano le cose: strade, ferrovie, ponti e pure i tetti delle scuole, ma forse è solo una casualità? Ma non prendiamoci in giro. Oltre alla perdita di vite umane cos'altro dovrà accadere per cambiare questa poca professionalità, per fortuna forse di poche persone. Possibile che per aggiustare un pezzo di strada ferrata non sono bastano 15 giorni? Possibile continuare a pagare le tasse e tacere? Ma alla fine di chi è colpa della burocrazia, dei burocrati, o della natura?


mercoledì 27 novembre 2013

Il tonno mangia la plastica, e noi ci mangiamo il tonno

In base a una nuova ricerca effettuata alla Hawaii, si è scoperto che i pesci predatori degli oceani, tra cui il tonno mangia anche della plastica, e l'uomo l'ultimo predatore mangia il tonno. Perciò è allarme sulla nostra salute essendo i consumatori finali della catena.

In sei anni i ricercatori hanno analizzato una grossa quantità di pesci, dove si è potuto appurare che su 10 esemplari, sette avevano tracce di  rifiuti quali la plastica nello stomaco.  L'Opath è il pesce con la più altas percentuale a ingerire il solido incriminato.

Sebbene i risultati non possono che preoccupare sulle conseguenze della salute dell'uomo, dall'altra non si conosce ancora per certo quale sia la vera gravità. Ma è chiaro che nel corso della loro vita, e all'interno della catena alimentare i pesci ( in particolare i predatori) ingeriscono  qualche sostanza inquinante proveniente dalla plastica.

Non solo Oceano- Purtroppo il problema non riguarda solo l'Oceano ma anche i nostri mari, come il Mediterraneo, che da come riportato tramite uno studio fatto dall'Agenzia Federale dell'ambiente tedesca insieme alla Commissione Ue, è presente addirittura l'80% dei rifiuti nelle acque. Infine le micro particelle di plastiche con dimensioni inferiori a 5 millimetri ostacolano la riproduttività delle balenottere.


foto: via[wikimedia commons]

sabato 23 novembre 2013

L'ozio uccide 2 milioni di persone ogni anno

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Non si muore solo di stress o per fatica, l'ozio e l'inesistente attività fisica uccide. In base all'Organizzazione mondiale della sanità la mancanza di esercizio fisico provoca 2 milioni di morti all'anno. In più, se pensiamo che i decessi causati per obesità sovrappeso mietono altri 2,6 milioni di morti ogni anno, il totale arriva a più di 4,5 milioni di vittime.  In questo caso i dati sono stati resi noti dalla Società italiana di pediatria.

Decessi per tumori e diabete di tipo 2 -  I dottori mettono in allerta le persone  spiegando che la sedentarietà è la causa di alcuni tumori e diabete di tipo 2 tra una percentuale del 10 e 16 %, mentre il 22% di natura cardiovascolare, e patologie croniche. È fondamentale perciò fare attività fisica come: andare a scuola a piedi o in bici per i bambini, ordinare la propria cameretta e salire le scale.Per i grandi cercare di stare meno ore possibile al computer, e camminare quotidianamente per almeno un ora.

martedì 19 novembre 2013

In Italia sempre più donne sole

La parola solitudine è sempre stata vista e annotata in maniera negativa. Quando si parla di persone sole si fa riferimento sempre a donne annoiate, frustrate, senza rapporti sociali e senza uno scopo nella vita. Un’accezione ancor più negativa si ha quando la solitudine colpisce gli anziani e le donne.
In effetti per gli anziani rimanere da soli può essere una problematica. 

Le persone non autosufficienti da sole non sono in grado di portare avanti le occupazioni quotidiane e di routine: lavarsi, pulire e camminare può divenire un vero e proprio incubo per coloro che hanno questo problema di salute.
Per le donne tutto questo non è vero. E’ la società che impone alle donne di sposarsi, unirsi e fare figli. Per molte donne la solitudine non è un’accezione negativa, anzi. Vi sono molte donne sole che hanno avuto successo nella vita lavorativa senza per forza esser sposate ed avere una marea di figli.  

Molte ragazze preferiscono rimanere da sole che “imbarcarsi” in avventure o matrimoni avventati. E così dice una ricerca effettuata da un importante organismo italiano: 3 italiane su 10 all’età di 33 anni non si sono ancora sposate e non hanno ancora avuto figli. Circa dieci anni fa la percentuale era molto più bassa e si parlava di nemmeno 2 donne sole ogni 10 persone. Per i dettagli di questa ricerca scientifica vi rimandiamo al sito informativo sulle donne sole http://www.donne-sole.com/.


Sono nati circoli, discoteche, locali pubblici in generale e addirittura viaggi per single e donne sole: in questi posti si possono fare mille incontri per tutti i tipi di gusti. Ci sono donne sole che cercano l’anima gemella e ragazze che invece che cercano l’avventura della serata. Tutto questo era pressoché impensabile se si pensa alle condizioni sociali e umane della donna alla metà del precedente secolo!

domenica 17 novembre 2013

Nasce in India una nuova app smartphone antistupro

L'India da troppo tempo è più famosa per le violenze e abusi sulle donne, che per la sua immensa cultura, e monumenti opere che in ogni luogo sono sempre state vanto del loro paese. Per difendersi dagli aguzzini molte donne stanno ricorrendo alla tecnologia del momento, lo smartphone e GPS provvisti nel territorio indiano di una nuova app antistupro.

Di cosa si tratta? In pratica tele applicazione chiamata ''ICE ALERT'' attiva nel proprio device, al momento che viene utilizzata invia un messaggio di SOS in caso di pericolo, mentre invece un'altra app permette alla famiglia di monitorare gli spostamenti della propria parente. Qualcuno dirà addio privacy!

Soniya Rana vive a New Delhi ed è una di quelle donne che ha installato questa app nel suo telefonino intelligente. La ragazza ha detto di aver aggiornato il sistema con il numero di cellulare del padre, che ogni 15 minuti può vedere in modo dettagliato dove si trova anche se sale su un taxi nel cuore della notte.

A dire il vero in India esistono anche altre applicazioni rivolte alla incolumità delle donne, tra cui  SafeBridge, progettato dalla società Telerik India. Premendo il pulsante  Help Me viene inviato un messaggio che mostrerà l'esatta longitudine e  latitudine  alla persona che si è voluto connettersi in caso di bisogno. Come ha spiegato il presidente della società - l'invio di un SMS è più discreto di una chiamata. Dal 1971 gli stupri in India sono aumentati del 760%

martedì 12 novembre 2013

Io non avrò mai una pensione

Io non avrò mai una pensione, è uno dei pensieri che dopo i trent'anni hanno iniziato a navigare nella mia mente, probabilmente anche nella testa di altri miei coetanei. Quindi non raggiungere questo traguardo provoca insicurezza e apatia nello stesso tempo, apatia perché nessun politico provvede a questo problema.

Non si tratta neanche di attendere magari qualche anno in più, quello che occorre è rinascere 50 anni fa. Allora il medioevo non è così tanto lontano? Le previsioni non prospettano nulla di buono nel 2020 in Italia l'età del pensionamento diverrà il più alto d'Europa a 66 anni e 11 mesi per uomini e donne.

Quello che mi rode è conoscere che certe persone anche di mia conoscenza prendono la pensione con pochi anni di contributi versati perché fatta negli d'oro 70' e 80' dove tutto era possibile. Anni in cui per un voto dato regalavano o inventavano all'amico un lavoro d'ufficio al comune o alla provincia.  Poi ci sono quelli che i contribuiti gli hanno  versati per davvero, ma sono peggio degli invisibili, e dovranno campare con 500 euro al mese. Facendo due conti perciò perché lavorare, quando avrò 65 anni chiederò la pensione sociale.

Io appartengo alla classifica delle pensioni in carta stagnola dove non ci sarà scritto neppure il mio nome. Poi c'è un'altra categoria che non sopporto quei professionisti che già con la pensione continuano a esercitare il mestiere. Ma basta lasciate spazio a chi deve iniziare un lavoro. 

Molti giovani ( ma parlo già di 35 anni), tirano avanti grazie alle pensioni dei nonni e genitori, in pratica vengono aiutati economicamente per finire il mese. Ma quando i loro affetti verranno a mancare? Non oso pensarci perché mi sento coinvolto in primis, la disperazione sarà doppia. Un giorno ai miei nipoti racconterò'' C'era una volta un ragazzo che non aveva scritto e pensato - Io non avrò mai una pensione''.

giovedì 7 novembre 2013

Joy Johnson ha voluto morire correndo

Joy Johnson con i suoi 86 anni è stata la concorrente più anziana che ha partecipato all'ultima edizione della Maratona di New York 2013. Nata per correre ed è morta proprio il giorno dopo il grande appuntamento della Grande Mela. 

Alla gara è caduta al km 20 battendo la testa, ma irremovibile si è rialzata per continuare la sua sfida contro il tempo e i chilometri che mancavano. La cosa incredibile che poche ore prima della sua dipartita era ospite al famoso programma del primo pomeriggio della NBC.  Nella sua vita ha esercitato la professione di docente di educazione fisica. Il suo sogno era quello di morire correndo, anzi è riuscita  a fare di meglio nel tagliare il traguardo per la venticinquesima volta. 

Poco dopo la trasmissione l'anziana ha mostrato segni di affaticamento, il  suo cuore era stanco dopo tutte le maratone fatte. La sorella ha raccontato che Joy è morta nel sonno in una camera d'albero a Roosevel di Manhattan.



mercoledì 6 novembre 2013

Quando andrò in pensione

Pensione: Quando potrò averla?

Il mondo del lavoro, in Italia, sembra quasi qualcosa d’irraggiungibile, un’isola che non c’è, specialmente per i milioni di giovani che, dopo aver studiato tanto, continuano a sognare ad occhi aperti il tanto anelato posto fisso senza raggiungerlo mai; ma come la mettiamo quando si parla di pensioni?

Beh, come si può facilmente immaginare la pensione, per coloro che adesso cercano lavoro, sembra veramente una chimera e la domanda che sicuramente tutti, anche coloro che attualmente lavorano, almeno una volta nella vita ci siamo fatti, è: quando andrò in pensione?

Questa, soprattutto considerando i continui cambiamenti di governo e modifiche di legge, può essere un quesito al quale non si riuscirà mai a dare una risposta definitiva.
Infatti considerando i cambiamenti relativi allo scorso anno, il calcolo delle pensioni col metodo contributivo è stato esteso a tutti e di conseguenza anche a chi aveva cominciato a versare i contributi già dal 1978. L’entrata in vigore del contributivo è stata progressiva e attinente solo alla parte della pensione accumulata nel 2012 e non prima.

Per quanto concerne  la situazione delle donne, che spesso è quella che preoccupa maggiormente,  vediamo che l’età pensionistica minima,  da gennaio 2012, è di 62 anni fino ad un massimo di 70 anni. Non è lo stesso per le lavoratrici autonome, le quali, saranno costrette ad attendere  un anno in più per la pensione, ed infatti  lo faranno  a 63 anni e sei mesi, ed ancora, chi prediligerà il pre- pensionamento riceverà una detrazione del 2% per ogni anno d’anticipo.
È da precisare, però, che il pre- pensionamento è fattibile  solo se sono stati versati 41 anni più un mese di contributi.

Tra l’altro per le lavoratrici autonome è previsto un ampliamento delle aliquote contributive di 0,3 punti ogni anno fino a giungere a due punti in più nel 2018; però nel  2011 le aliquote erano del 21% per gli artigiani e i commercianti e del 33% per i dipendenti.
Per concludere, è da sottolineare che ogni anno  l’età minima per la pensione delle donne accresce sempre di più, di fatti fino allo scorso anno era 62 anni, ma già a partire dal primo gennaio 2014 sarà 63 anni e mezzo e nel 2016, arriverà  a 65 anni fino ai 66 previsti per il 2018.


foto:[wikimedia commons]





lunedì 28 ottobre 2013

Novità Poste italiane: ecco il semaforo che elimina la fila

Fosse la volta buona che alle Poste italiane le persone possano evitare, e non essere più parte di quelle code chilometriche per arrivare allo sportello. Sembra che questo può essere possibile grazie a un sistema in via di sperimentazione, chiamato semplicemente come:  il semaforo che elimina la fila .

Perché noi tutti conosciamo che andare alle Poste è come un terno a lotto, ci sono giorni che esci dopo pochi minuti, altri rimani intrappolato per ore. Il progetto è già stato lanciato in qualche ufficio postale, pare che abbia avuto un riscontro positivo. In pratica il semaforo dinamico è una sorta di  calendario dinamico che ha la finalità di far conoscere ai clienti in quali giorni una persona può accedere allo sportello, senza aspettare lunghe code. Questo strumento viene aggiornato ogni mese.

Come funziona il semaforo delle Poste Italiane- Con il colore verde indicherà che è un giorno propizio, o ora ideale per poter effettuare operazioni postali. Giallo potrebbero esserci delle code. Rosso è inequivocabile che bisogna mettersi in fila e aspettare.  Per esempio i primi giorni del mese frequentati da pensionati si sconsiglia in prima mattinata. Quindi red car.