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lunedì 26 agosto 2013

Sardegna: Caretta Caretta la tartaruga marina salvata agonizzante dopo aver inghiottito un sacchetto di plastica

Tutto è possibile in Sardegna dove in certe zone il tempo sembra essersi fermato, così mentre contempli il mare dal color turchese nell'oasi di Tavolara, puoi incontrare la giovane tartaruga marina: Caretta Caretta.

Ancora più emozionante quando in una giornata dove il sole è protagonista la tartaruga verrà rimessa in mare. Caretta era stata trovata agonizzante dopo aver inghiottito un sacchetto di plastica, che qualcuno ha gettato in mare senza preoccuparsi del'habit naturale, lei è riuscita a sopravvivere, altri invece avranno il destino segnato per mezzo di una busta.


Augusto Navone - il direttore dell'Oasis ha spiegato che l'Aera Marina protetta a che fare quotidianamente con casi simili a quello di Caretta Caretta. Siamo di fronte a gente incivile non rispetta questo angolo di paradiso che si estende a nordest della Sardegna tra Capo Ceraso e le isole di Tavolara. Quando i casi appaiano disperati gli animali vengono mandati alla clinica veterinaria e attrezzata di Oristano.


Paradiso incontaminato

I suoi abitanti che da secoli popolano questo remoto paradiso sono gli animali: gabbiani reali, capre selvatiche,aironi canditi, falchi pellegrini e per ultima maestosa l'aquila reale che sulla cima dell'isola nidifica . Nei fondali ecco apparire saraghi, corvine, dentici, murene, cernie, gronghi. Per il resto vorremmo che tra 50 anni questo paradiso incontaminato fosse ancora immune dalla mano dell'uomo.


Tra verità e leggenda

Nell'isola si racconta in passato dell'esistenza di capre con i denti d'oro, ratti giganti, foche monache. Tavolara è anche un vero reame governato dai re -pastori che nel 1800 Giuseppe Bartoleoni proprietario di greggi, suo figlio Paolo fu il primo re dell'isola riconosciuto direttamente da Carlo di Savoia. Ad avvallare questa leggenda a Buckingham Palace, nella sala dedicata a tutte le dinastie del mondo c'è la foto anche del re di Tavolara, re del più piccolo regno del mondo. Carlo l'ultime re è morto nel 1993 masi può visitare la sua tomba reale presso il piccolo cimitero.



foto : via [wikimedia commons]

domenica 3 febbraio 2013

La Tomba della Scacchiera: ennesima scoperta archeologica sensazionale in Sardegna, ma cementata dalla Soprintendenza

Non basterebbe una intera vita per riportare alla luce l'immenso patrimonio archeologico della Sardegna. Isola affascinante ma a tratti austera che cela nel proprio  sottosuolo delle verità storiche che  qualcuno preferisce lasciare al riposo eterno.

 I Nuraghi, il simbolo per eccellenza dell'archeologia sarda è sicuramente una minima parte dei reperti visibili al visitatore, tra l'altro queste incredibili torri di pietre dell'epoca, nuragica sono incredibilmente simili ai Brochs della Scozia. Ancora una volta se c'è n'era bisogno, tutto questo ci fa pensare di come la Sardegna ha molti aspetti identici  alla cultura celtica, forse gli stessi celti in passato arrivati nell'isola, oppure i sardi sbarcati in Irlanda!

Si dice che in Sardegna, siano stati riportati alla luce solo il 5% dei reperti storici, questo significa millenni di storia ancora incastonati sotto gli inferi del sottosuolo sardo. Tra le meraviglie: le tombe dei giganti che nessuna autorità sarda ha potuto occultare: suggestive opere dei monumenti funerari dove si narra la leggenda che fossero seppelliti i giganti stessi, uomini alti anche sino a 7 metri. Ma a quanto pare qualcuno ha volutamente nascosto gli scheletri , eppure in altri ritrovamenti fatti da abitanti di paesi non lontani confermano di aver scoperto nel proprio terreno mentre coltivavano, tibie di dimensioni anormali appartenenti a uomini.

Tornando alla Tomba della Scacchiera conosco perfettamente di non essere il primo a diffondere questa notizia, ma spero che altri blogger appassionati come me di archeologia anche non sardi possano scrivere un articolo riguardo a questo argomento, poiché è paradossale ogni qualvolta che in Sardegna venga  riportata alla luce una scoperta che potrebbe cambiare la stessa storia, questa puntualmente viene coperta, chiusa dalle autorità competenti senza chi si possa o di chi ne ha  le competenze possa studiare il caso. 

Paola e Diego Miozzi sono due giornalisti italiani di archeologia che scrivono per l'ottimo potale Stones Pages. I due studiosi e fratelli, durante un loro tour di archeologia nell'isola avevano pernottato in un agriturismo  di proprietà del sig   Antonello Porcu a  Sas Abbilas,  una splendida valle  isolata   nei pressi di Bonorva. L'albergatore aveva raccontato  e mostrato  ai due ospiti delle incredibili  foto che mostravano dei dipinti e affreschi su delle pareti all'interno di una tomba preistorica.

Purtroppo dopo una prima campagna di scavo la zona è stata chiusa all'inizio con dei grossi blocchi, poi addirittura  con del calcestruzzo, violando alcuni protocolli della Convenzione de La Valletta. In tanti blog che ho letto che trattavano questo argomento molti sono stati d'accordo nell'affermare che considera la copertura dell'importante scoperta è "l'atto vandalico più grave della storia dell'archeologia italiana e mondiale",  ha promosso insieme ai giornalisti Paola e Diego Meozzi,  una petizione mondiale da inviare tramite mail  al Sopraintendente Archeologico per Sassari e Nuoro Dr. Bruno Massabò -bmassabo@arti.beniculturali.it)" per sollecitare un ripensamento della politica di chiusura e di permettere a tutti di visitare il sito

 Gli scavi portarono alla luce un sorprendente passaggio che conduceva a una camera funeraria. Ora non conosco sinceramente se la mole di email pervenute a chi di dovere abbia dato i suoi benefici. Quel che conta che La tomba della scacchiera è lo specchio di una regione, la Sardegna che continua perennemente in un viaggio di oscurantismo. La nostra regione offre immense possibilità per tutti, non avremo più bisogno di lasciare la nostra terra per cercare un lavoro. 

 Eppure, quel che conta, almeno nel contesto dell'archeologia, dobbiamo dire basta, la Sardegna e i  suoi monumenti sono del popolo sardo, ci appartengono perché donati dai nostri avi, è l'essenza della straordinaria cultura di questa isola. È come se qualcuno voglia toglierci la stessa aria per respirare.

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domenica 11 novembre 2012

Il mare d'inverno di domenica

E' proprio quando vuoi stare solo che te stesso, che il mare d'inverno di domenica ti accompagna nei tuoi pensieri. Le onde sbattono su uno scoglio, o riversano la sua potenza sulla spiaggia, che nella stagione delle pioggia si ritira e diventa un piccola isola di pochi metri. E' tu che scruti l'orizzonte e senti  il tuo sguardo  bagnato da una goccia caduta nel tuo viso.  In quell'istante, mille pensieri ti passano per la mente, la goccia dell'acqua salata diventa una lacrima anch'ella  salata, come quel  mare che separa i tuoi sogni e ti divide da qualcuno che ancora ami.

Il mare d'inverno non è solo malinconia è molto di più, è una ricerca di pace e serenità che il tuo spirito ha bisogno. Poi dici a te stesso " Vorrei che anche tu ora assieme a me, potessi vedere questa incredibile  maestosità del mare."  Ora provi a chiudere  gli occhi, e i suoni, il profumo del mare d'inverno ti appare più intenso, la paura di quell'onda formidabile non è più così tanta, il tuo timore è  altro, continuare a vedere il mare da solo.

Il mare scrigno dei tuoi sogni più profondi, forziere di una realtà che vorresti ti sorridesse, perché siamo nati per condividere la nostra vita con un'altra persona.  Credendo di essere l'unico spettatore di quel mare in tempesta, non ti accorgi e non puoi vedere, che un altro uomo ignaro anche lui della tua presenza condivide i suoi pensieri con l'onda incessante.

A questo punto verso sera, ma ancora di buon ora, il sole già uno spettro per tutta la giornata piovosa, lascia posto al buio, ma il cielo è di un violetto strano, forse è il mare stesso a creare questo colore malinconico e meraviglioso. La tua mente vorrebbe ancora soffermarsi a vedere quello che la notte ti ha tolto, eppure il mare d'inverno si sente è sempre più forte.  Ti appresti a rincasare pensando che vorresti che tutto questo fosse stato diviso  con lei/u.

lunedì 31 ottobre 2011

Halloween è nato in Sardegna

Che la mia regione Sardegna abbia affinità con la cultura celtica è un dato di fatto. Basta osservare i possenti massi chiamati Menhir per riportare alla mente quelli millenari della verde Irlanda. In Sardegna si è conservata una tradizione che si perde nella notte dei tempi celebrata ogni 31 di ottobre, la notte di Halloween, qua nel Campidano dove abito io è chiamata is animeddas o sa muntadori , dai barbaricini mortu mortu.

Ricordo ancora che mia nonna che ne parlava sempre quando ero bambino, che lei a sua volta da bimba in questa notte ancestrale vestita con un lenzuolo diventava un fantasma e bussava all'uscio delle case per chiedere le pabassinas, su pani de saba, e soprattutto un dolce con un nome unico ossu de mottu (osso di morto), nel cesto le persone aggiungevano anche castagne e frutti autunnali.

L'anima dei defunti veniva a trovare i propri cari per questo i parenti lasciavamo nel tavolo succulenti pranzi, perché l'anima in questa notte speciale potesse poi tornare alla sua pace eterna.

Paganesimo e culto popolare dunque sono ancora presenti in maniera consistente. Altro elemento di incredibile somiglianza con quello anglosassone era il lavoro fatto nelle zucche. E' come se in un tempo non definito i celti abbiano vissuto nella mia isola, perché troppe cose sono in comune.

Gli artigiani intagliavano le zucche creando delle facce mostruose e venivano utilizzate per spaventare i più piccini. Probabilmente qualche sardo non conosce di quanto la Sardegna sia vicina per usi e costumi all'Irlanda.

Il 31 ottobre per me non è una notte come le altre, l'atmosfera è diversa, come dicevano i nostri antenati sardi le porte di un'altra vita si congiungono con quella terrena. Al nord della Sardegna sono convinti che Halloween sia nata nella nostra isola quando possenti venivano costruiti i nuraghi. Credo che questa non sia solo una leggenda, ma è qualcosa di più.

Trovarsi in Sardegna in determinate zone per la notte di Halloween è qualcosa di unico di magico, una storia magica e affascinante, simbolo di una civiltà millenaria che io mi sento orgoglioso di appartenere.


foto:Chordboard wikimedia common

sabato 10 settembre 2011

Suoni della natura: l'anima gioisce di questo miracolo

La solitudine non è sempre sinonimo di tristezza, quando una persona è sola ma rimane a contemplare una natura come questa l'abbandono diventa pace della propria anima. Solo la natura continua imperterrita a emozionarmi. Lei conosce i miei più profondi segreti, capace di calmare e colmare la mia tristezza, vorrei gioire per sempre di questa bellezza e condividere questo mio benessere con ella, gemma mai dimenticata nel mio cuore.

mercoledì 24 agosto 2011

Sardinia to stay next to my sea



Several times I started to search for the forbidden dream in the great London, but every time my adventure was not the most fortunate. And here go back to my homeland to be consoled by that sea of autumn colors is magical, there are days in the fall season where you can even swim because the water retains its heat last!
Stay right next to the sea, keep his mind on his show, quietly confident that beyond Neptune that deep abyss of God there is a woman you loved deeply. The rolling hills immortal keep secrets,because Sardinia is a land of mystery, unspoilt heritage of culture,where my brave ancestors built a real company.
Is not fantasy to think that as long as 5000 years BC in Sardinia, he knew the art of writing and reading.
It is not just a dream Sardinia define the land submerged like Atlantis,too many things lead back to my area! Also in the middle of the Mediterranean Sea as the land disappeared, in Sardinia was a thriving society advanced, mystical land of tombs that says protected the eternal sleep of the legendary giants.
Yet of all my thoughts on the sea front I still have not found a complete joy,the sea that separates me from her that is still in me emotions and loneliness,but it was only the blue sea to separate us I would not be left to frolic in this stretch of my life and the show itself.

lunedì 15 agosto 2011

GIANTS men really have existed?


Who are the Giants are really existed? Surely it is known that every single fact about this discovery that could revolutionize the whole story,the exhibits or evidence are always hidden or destroyed forever.

One thing is sure that the more we go back in time to the boulders over the works to build fortresses and colossal monuments are giants,yet no one gave an explanation of how a certain size from gigantic stones, and several tons may have been made ​​and embedded with each other without any material to merge them together.

An explanation for me is not strange that in a time you think about 12000 BC there have been men of large size of up to 4 meters with a force appropriate to raise such boulders.

In Sardinia there have been some dramatic discoveries about the giants, in particular Arbarei Pauli,but nobody wants to carry out the excavation; the superintendence pretends nothing so much evidence of local people to have found bones of giant size, but not animals even men of considerable height of 4 meters.

The same joints of the stones they can find thousands of kilometers, but close and overlapping with the exact same technique ... it seems that the same hands have built every where in that time.

lunedì 25 luglio 2011

sardinia

sardinia by luke scintu
sardinia, a photo by luke scintu on Flickr.

Non lontano da casa mia c'è questo meraviglioso paesaggio ancora poco conosciuto; ma forse meglio così, sul finire il fiume va a morire nel mare! L'acqua è sempre calda, in questo tratto sembra addirittura di essere in Irlanda!

mercoledì 22 giugno 2011

Gli uomini GIGANTI sono esistiti veramente?

Chi sono i giganti sono esistiti veramente? Sicuramente è noto che ogni singolo ritrovamento fatto in merito a questa scoperta che potrebbe rivoluzionare tutta la storia, i reperti o delle prove vengono sempre occultate o distrutte per sempre.
Una cosa è sicura che più si va a ritroso nel tempo più le opere i massi per costruire mastodontiche roccaforti o monumenti sono giganti, ancora nessuno non ha dato una spiegazione di come certe pietre dalle dimensioni ciclopiche e di svariate tonnellate possano essere state messe e incastonate tra loro senza nessun materiale per unirle tra loro, una spiegazione per me non bizzarra è quella che in un tempo si pensa intorno 12000 A.C ci siano stati uomini di grossa taglia anche di 4 metri avente una forza adatta per sollevare tali massi.
In Sardegna ci sono state delle scoperte sensazionali riguardo ai giganti, in particolare a Pauli Arbarei, ma nessuno vuole effettuare gli scavi; la sovraintendenza fa finta di niente di tante testimonianze di persone del posto di aver ritrovato ossa di dimensioni giganti ma non di animali di uomini di altezza considerevole anche di 4 metri.
Gli stessi incastri delle pietre li possiamo trovare a migliaia di km ma esattamente vicini e sovrapponibili con la stessa tecnica...sembra che le stesse mani hanno costruito ogni dove in quell'epoca.
Di seguito ecco 2 video molto interessanti uno dove parla Luigi Muscas autore del libro: I Giganti e il Culto delle Stelle e una interessante puntata di Voyager - Gli uomini GIGANTI del passato

domenica 12 giugno 2011

Sardinia

Vivere in Antartide; uno chef sardo alla scoperta dei ghiacci

Uno chef alla ricerca di un'esperienza unica al confine della civiltà e spazi immensi come quelli dell'Antartide, una scelta di vita non di certo dedita solamente al lato meno nobile quello del denaro ma fatta per l'amore dell'avventura e della conoscenza a 180 gradi.
Rimanere isolati dentro una base per oltre 12 mesi con poche persone non è da tutti
per scoprire meglio questo personaggio particolare ma prima di tutto anche mio amico
cliccate sull'ultima parola del post che vi condurrà direttamente a una sua intervista

venerdì 3 giugno 2011

Sardinia-Peacefull

C'è un posto che si chiama Sardegna dalle sconfinate colline che poi come d'incanto apre nuovi orizzonti per mari e spiagge incontaminate, a volte rimango da solo a contemplare tutto questo; di particolar suggestione e emozione lo è ancor di più nella stagione invernale quando il mare è solo per me. Mi chiedo cosa stia facendo quella persona che ancora naviga tra miei pensieri in quello stesso istante, quel mare che ci separa, ''ma fosse stato solo il mare'', non sarei rimasto a godere di questo spettacolo da solo!