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sabato 10 aprile 2021

L'Influenza Spagnola in Sardegna

 


 Correva l'anno del Signore 1918, la Grande Guerra era al suo epilogo ma un'altra calamità iniziava ad abbattersi sul mondo intero, su l'Italia e la stessa Sardegna - la Peste Spagnola, comunemente chiamata l'Influenza Spagnola.

Inizialmente si pensò ad una banale influenza, invece, presto, si diffuse a macchia d'olio contagiando quasi un miliardo di persone, provocando più di 50 milioni di morti in tutti il globo. In Italia si contarono 600 mila vittime, come la Prima Guerra mondiale

Tra le Regioni più colpite come indice di popolazione e percentuale ci fu la Sardegna con 12 mila morti, in guerra i sardi falciati dalle bombe furono 13 mila.

 Nei resoconti dei medici, le autopsie evidenziavano che le persone morivano soffocati dai loro stessi fluidi, emanati dai “polmoni rossi e gonfi, congestionati di sangue emorragico e ricoperti di una patina rosa e acquosa .La medicina poteva ben poco: i medici davano ai pazienti la tintura d’oppio canforato (analgesico), per stimolare il sistema nervoso ed estratti dalla pianta Digitale per sostenere il cuore.

Molti anni più tardi si scoprì che il contagio avvenne da una variante del virus H1N1, contratta forse in Asia da persone venute in contatto con pollame vivo, e portata probabilmente in Europa dai Soldati Americani dopo l'aprile del 1917.

In Sardegna, il giornale L’Unione Sarda del 26 ottobre 1918, nella cronaca di Cagliari, scriveva “L’influenza epidemica nella Provincia''. Il medico provinciale dott. Frongia presentava al Consiglio la propria relazione sull’andamento dell’epidemia nella provincia e i provvedimenti adottati; egli dichiarava che: “l’infezione comparve a Cagliari quasi certamente per via mare.

  Negli ultimi 15 giorni: dal 5 ottobre, furono accertati 639 casi per influenza. A Cagliari nello stesso periodo di tempo morirono 30 persone, e di bronco-polmonite da attribuirsi ad influenza altre 41. I comuni più colpiti furono quelli di Lanusei, Tortolì, Arbus, Gonnesa, Tonara e Villamar”.

La sera o la mattina presto passava per le vie di paesi ormai spettrali una carretta che portava via i cadaveri accatastati uno sull’altro, sui quali si spargeva la creolina e venivano sepolti all’interno del cimitero in fosse comuni.

 Sul finire della Grande Guerra, il giovane prefetto Frutteri di Costigliole – rappresentante del governo per la provincia più estesa d’Italia che da Cagliari arrivava ad Oristano e Macomer e Bosa, fu lui a impartire rigide istruzioni perché anche dalla rete delle parrocchie venisse un contributo attivo al contenimento della epidemia di spagnola

 Una strage forse evitabile, come scrissero alcuni politici sardi dell'epoca, puntando il dito su una prevenzione inesistente, se non troppo tardi quando l'epidemia nell'autunno 1918 ormai iniziava a mietere sempre più vittime.

 Furono evitate le feste patronale e che le persone estranee alle famiglie potessero presiedere ai funerali e altre cerimonie. A 100 anni da un'altra epidemia come quella del Covid, le regole sembrano essere ancora le stesse. 

Assai più rigide erano le regole per gli stessi parroci: ai quali si chiedeva di evitare di sollevare polvere dalle panche, dagli altari e confessionali. Evitare di baciare le Sacre Reliquie dei santi” e la riduzione dei tempi delle liturgie le Sacre Reliquie dei santi” e la riduzione dei tempi delle liturgie.

Negli ultimi mesi del 1918, in Sardegna morirono circa diecimila persone, e ne morirono altre tremila nei due anni successivi. In Italia i casi mortali accertati furono 330 mila. Soltanto sul finire del 2020 e i primi mesi del 2021 l'incubo sembra essere al suo epilogo. Dopo la Grande Guerra i nostri avi dovettero combattere con un nemico forse ancor più terribile che quello delle trincee. Un nemico invisibile, che ciclicamente torna sempre con altri nomi a fare visita all'uomo.

domenica 3 maggio 2020

Sant'Efisio 2020: Emozione e Malinconia Indescrivibile



Oggi lascio da parte i miei articoli sulla crescita personale perché ho bisogno di lasciar cadere tutte quelle emozioni provate dopo aver assistito (come quasi tutti) alla 364 esima edizione di Sant'Efisio alla TV. Purtroppo, per l'emergenza sanitaria abbiamo dovuto vedere a malincuore la statua del Santo essere portata da un pick up della Croce Rossa, con attorno un silenzio irreale per le vie semi deserte di una Cagliari taciturna. Un clima surreale come a ricordare quell'edizione del 1943, quando il capoluogo della Sardegna fu martoriato dalle bombe degli aerei americani. Ma è nella giornata di oggi domenica 3 maggio 2020 che a livello emotivo ha toccato ancor di più tutti i fedeli. Difficile non aver lasciato cadere neanche una lacrima, nel vedere il nostro santo in perfetta solitudine essere scortato dalle Forze dell'Ordine. All'ingresso dei paesi quelle rose nel manto stradale, come nel cercare di alleviare almeno in parte una indescrivibile  malinconia. 

Ma è dietro uno schermo di una TV che abbiamo potuto percepire la devozione che i sardi hanno per Sant'Efisio. Un'edizione specchio di questo tempo che da quasi tre mesi ci portiamo addosso: la solitudine è d'obbligo per paura di nuovi contagi. Ma siamo esseri umani è nessuno mai potrà uccidere le nostre passioni, le emozioni nate dal cuore e da un'anima che ha abbracciato nella giornata di oggi Sant'Efisio. Perché in fondo la lontananza mai potrà allontanarci da un cuore innamorato. Tutto avviene per una ragione, così anche questa edizione malinconica di Sant'Efisio. Spero che quando potremo tornare alla normalità, molte persone apprezzino nel vedere un tramonto, che il primo abbraccio dato sia un turbine di emozioni, mai più un gesto scontato come 3 mesi fa. Sant'Efisio morì martire non invano, il suo sacrificio anche a distanza di millenni deve insegnarci quanto essere uomini liberi è il dono più grande che la vita possa averci fatto. Poi alle 13:30, il presidente dell'arciconfraternita, di fronte ai pochi rappresentanti delle istituzioni annuncia con tono emozionato che il voto è stato sciolto. Attrus Annus Mellus!

lunedì 29 luglio 2019

Incendi Sardegna: Siete il male


Incendi Sardegna: non se né può più, siamo arrivati a un punto di non ritorno, ormai quando leggo dell'ennesimo incendio il mio livello di sopportazione ha superato ogni limite. Questa estate è una vera indecenza, centinaia di ettari bruciati per mano di qualche vile, di un frustrato nei confronti della società, oppure per qualche centinaio di euro commissionato da qualche terzo! Magari chi ha appiccato l'incendio si vanta con amici o sui social del suo essere Sardo, quando invece di sardo non ha nulla, perché un figlio mai potrebbe sognare di fare del male alla propria mamma. Solo ieri nella zona di Siniscola sono andati in fumo più di 600 ettari di bosco senza contare a decine di fattorie distrutte e animali carbonizzati. Negli occhi di molti sono apparse due foto emblematiche: la prima un bosco incenerito con un cavallo ustionato in tutte le parti del corpo, la seconda, la disperazione di un pastore nel vedere le sue pecore carbonizzate e la sua azienda in cumuli di cenere. Quanta cattiveria e vuoto d'anima per aver architettato tutto questo. Ci vorrebbero leggi più severe per questi criminali e nessuno sconto della pensa. Chi appicca un incendio deve essere trattato come chi mette in repentaglio la vita di una persona o tentato omicidio. 

Purtroppo sin da piccolo ho dovuto scontrarmi con questa dura realtà, rare sono state le estati senza incendi, ma quest'anno si è toccato il fondo (oltre 1000 da inizio stagione). Ma a ogni cosa c'è un limite, fuori i nomi, siamo arrivati a un punto di non ritorno. Io e la maggior parte dei Sardi amanti della nostra terra non possiamo capacitarci di questo scempio; ci sentiamo feriti nell'anima e siamo vicini a coloro che hanno perso tutto per conto di una mano vile. Un pensiero a tutti quegli animali arsi vivi. Piromane china il capo, spero che presto anche tu possa diventare cenere.

martedì 4 agosto 2015

Villasimius: il fiore all’occhiello della Sardegna meridionale




Villasimius è una delle località balneari più popolari della Sardegna. Il comune, di appena 3650 abitanti, occupa l’estrema punta sud orientale dell’isola, affacciandosi sul Mar Mediterraneo con un sottile lembo di terra triangolare e due splendide isolette: Serpentera e l’Isola dei Cavoli.
Nonostante il grande successo turistico, Villasimius è riuscita a preservare la bellezza dei suoi paesaggi: le spiagge di sabbia immacolata sono lambite da un mare cristallino dalle tonalità turchesi e smeraldo, all’interno di una cornice naturale dagli ecosistemi pregiati, che vengono costantemente monitorati e tutelati dall'ente dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara

Una delle aree naturali più affascinanti della località è la riserva protetta dello Stagno di Notteri. Si tratta di un’oasi naturale ricamata da una striscia di sabbia candida, che divide lo specchio azzurro del mare da un bacino d’acqua originatosi dall’avvicinamento dell'antica isoletta di Punta Santo Stefano alla terraferma. Lo stagno, già molto suggestivo di per sé, è inoltre tappa abituale di magnifici esemplari di uccelli: un must per gli amanti del birdwatching.
Alla bellezza del patrimonio naturale, si aggiunge una ricca offerta ricreativa: pur restando in sordina nel resto dell’anno, d’estate esplode in un frizzante mix di eventi dal vivo, che animano le strade e le piazze di Villasimius, proponendo ogni sera qualcosa di nuovo. Chi non ama le atmosfere mondane può sempre rifugiarsi in uno dei numerosi ristoranti, per dedicarsi alla scoperta delle prelibatezze gastronomiche e delle antiche tradizioni sarde. In alternativa, anche una semplice passeggiata per le strette stradine della città può rivelarsi molto intrigante. Infatti, questo comune del cagliaritano custodisce diversi luoghi di discreto interesse culturale, fra i quali spiccano: la Fortezza Vecchia, il Museo Archeologico, la Torre di Porto Giunco, il faro dell'Isola dei Cavoli e la torre di San Luigi, per fermarci ai più importanti.


Il tutto è arricchito da una gamma di servizi turistici ben fornita, capace di soddisfare le esigenze più diverse. A Villasimius, infatti, si trovano sia gli hotel e i villaggi turistici più in voga tra le offerte viaggi di portali come Yalla Yalla, sia stanze a appartamenti affittati dagli stessi proprietari. L’unica pecca è legata al sistema del trasporto pubblico, che si rivela spesso inefficiente di fronte al grande afflusso turistico dei mesi estivi, per cui il noleggio di un’ auto resta sempre la soluzione migliore, qualora si vogliano esplorare i dintorni.

lunedì 27 luglio 2015

I tesori archeologi della Sardegna lunedì 27 luglio su Voyager





Lunedì 27 luglio alle 21:15 Voyager ci porterà alla scoperta della Sardegna, terra ricca di misteri e tesori archeologici nascosti dentro a un limbo dal volere di molti storici. Probabilmente perché tali scoperte cambierebbero la storia scritta, quella convenzionale studiate a scuola. Un'isola che quasi sicuramente intorno all'8000 a.C era centro di un fiorente commercio e una della civiltà tecnologicamente più avanzate non solo del Mediterraneo ma dell'intero pianeta. Si parla di un corpo scelto di antichi Sardi come esercito personale del faraone Ramsens II. Perché in Sardegna molti millenni prima dell'avvento di Cristo esisteva una Ziqqurat più antica di quella presente in Iraq. Fu uno stesso archeologo iracheno arrivato al Monte D'Accodi (provincia di Sassari) a stabilire la datazione storica del tempo intorno al 4500 a. C (età neolitica).

Insomma questo è solo l'antipasto: la Sardegna è uno scrigno di scoperte archeologiche: nel corso dei secoli non sono state portate alla luce neanche il 10% di quello che ancora potrebbe essere sotto terra. Pensate ai Giganti di Mont'e Prama, negli ultimi mesi si continuano a ritrovare i nostri fieri guerrieri, sculture nuragiche le più grandi del pianeta per dimensione di epoca nuragica.
Ancora Roberto Giacobbe ci condurrà al centro della Sardegna dove è situata un Stonehenge più antica di quella inglese. Il mio non è un discorso di campanilismo: ma sono sempre più convinto che la Sardegna molti millenni fa, prima anche delle grandi Piramidi è stata il fulcro della civiltà. Magari la stessa Atlantide. Poi gli stessi antiche Sardi hanno importato la loro cultura in giro per il mondo. A proposito il vino non è nato in Egitto proprio nella mia provincia sono stati rivenuti acini d'uva e un vitigno più antico del Mediterraneo Occidentale 3000 a.C

Leggi anche: La tomba della Scacchiera: ennesima scoperta sensazionale in Sardegna.


foto: wikipedia

giovedì 16 aprile 2015

Le 7 migliori cose da fare e vedere a Cagliari



Cagliari oltre a essere il capoluogo della regione Sardegna è senz'altro la città più affascinante di tutta l'isola. La metropoli sarda vanta una ricchissima storia che si perde nella notte dei tempi. Le varie dominazioni nel corso dei secoli hanno contribuito a donare alla città un variegato patrimonio artistico.

Le 7 migliori cose da fare e vedere a Cagliari

1) Necropoli di Tuvixeddu (Via Falzarego 09100 Cagliari) - Come afferma lo stesso Wikipedia quella di Tuvixeddu è la più grande necropoli fenica - punica esistente. Il nome nasce del termine sardo tuvi (piccoli fori) -  cavità o foro dovuto alla presenza delle tombe. All'intero si trova la Cava delle Vipera (secolo II). L'opera fu fatta costruire dal nobile romano Lucio Cassio Filippo in onore della moglie.

2) Anfiteatro romano (Via Sant'Ignazio da Laconi, 09123 Cagliari) -  Scavato per metà nella roccia è un'opera di origine romana. Al suo interno si potevano assistere a combattimenti tra animali, gladiatori e pene capitali. La sua capienza era di 10 mila persone.

3) Quartiere Castello (Via Pasquale Paoli, 15, 09128 Cagliari) -  Castello è uno dei quattro principali quartieri storici di Cagliari. Le fortificazioni nacquero per opera dei pisani che lo fondarono nel XIII secolo. Il quartiere ha vissuto tre fasi importanti della sua storia: Pisana. Spagnola e Piemontese. Ancor oggi si accede al quartiere attraverso gli antichi portali. Di seguito ecco i monumenti di interesse da visitare:
  • Torre dell'Elefante, Pisane  e Torre di San Pancrazio
  • Il bastione di Saint Remy
  • Scalette e piazzette che si aprono nel cuore del centro storico
  • Palazzo Reale
  • Ex Palazzo di Città
  • Palazzo Boyl
  • Palazzo dell'Università
  • Chiesa Cattedrale - Ricca di testimonianze artistiche che ogni dominazione ha voluto lasciare
  • Chiesa Santa Lucia
  • Chiesa Nostra Signora della Speranza
  • Chiesa Santa Maria del Monte
  • Museo Archeologico
  • Pinacoteca Nazionale
  • Museo della Cere Anatomiche
  • Museo Cardu
4) Stampace - In base ai racconti il quartiere venne chiamato Stampace da una derivazione tipo Ex -Campagna, poiché prima della conquista della città da parte degli aragonesi, la zona doveva essere ancora campestre e con poche case di contadini. Non per altro è noto come gli abitanti della zona erano tra i più poveri della città. Tra il luoghi di interesse:
  • Chiesa di Santa Restituta
  • Chiesa di Sant'Efisio
  • Colleggiata di Sant'Anna
  • Chiesa di Santa Chiara
  • Cripta Sant'Agostino
5) Marina - Il quartiere fu fondato dai Pisani è destinato a ospitare magazzini e case per coloro che lavoravano vicino al porto di Cagliari. Da vedere sicuramente la centralissima Via Roma con passeggiata verso il mare. Viale Regina Margherita.


6) I Parchi di Cagliari -  Oltre ai tantissimi monumenti il capoluogo isolano offre delle suggestive zone paesaggistiche. Tra i più belli da vedere i parchi.
  • Parco del Colle di San Michele - In cima svetta il castello
  • Parco di Monte Urpinu
  • Giardini Botanici
  • Giardini Sotto le Mura
  • Giardini Pubblici - I più antichi della città nati edificati sotto il regno dei Savoia
  • Parco della Rimembranze
7) Spiagge di Cagliari - Ovviamente che Cagliari sarebbe senza la sua spiaggia, una delle più belle della Sardegna. Il Poetto si estende per ben 8 chilometri è comprende dalla Sella del Diavolo fino al litorale di Quartu Sant'Elena. Un'altra spiaggia quella di Calamosca, ma questa volta di piccole dimensioni. Ora tocca a te venire a visitare questa magnifica città!

martedì 10 marzo 2015

Sardex, la nuova moneta della Sardegna che mette in moto l'economia

Siete euroscettici? In Sardegna esiste una moneta complementare denominata  Sardex. Nata nel 2009, in soli 4 anni è riuscita a mettere di nuovo in moto un pezzo dell'economia sarda. Si calcola che con la nuova valuta locale: c'è stato un incremento di fatturato da parte delle aziende del 20%. Quello di Sardex è un progetto ambizioso ma non impossibile, è un nuovo modo di cooperazione tra le varie imprese locali.

Oltre 2500 imprenditori hanno detti si al Sardex

Il Sardex è una moneta complementare, la risposta alla gravosa valuta ufficiale. Sardex mette a disposizione a tutte le aziende un circuito digitale che permette a loro di finanziarsi e sostenersi a vicenda senza alcun interesse. Oltre a portare dei benefici agli stessi imprenditori, questi ultimi sono stati convinti di pagare gran parte degli stipendi e anticipo TFR con questa nuova moneta. Quindi il lavoratore che appartiene a una delle società che adottato la nuova moneta complementare potrà chiedere un prestito all'azienda, assicurando di restituire il credito rateizzato senza alcun interesse.  Per esempio per ristrutturare una casa sono necessari 10 mila Sardex. L'esperimento digitale ha avuto un successo tale, che molto imprenditori di tutta Italia hanno deciso di importarlo in altre regioni. Riproponendolo con altri nomi.

Vivere senza euro

Insomma in Sardegna è quasi possibile vivere senza euro, grazie alla moneta complementare Sardex, a parte le spese ordinarie. L'obbiettivo degli amministratori è quello di raddoppiare le entrate rispetto al 2014. Un successo che va controtendenza rispetto alla crisi economica, specialmente nei paesi del Mediterraneo. Sardex come altre monete virtuali è la risposta positiva contro le banche sempre meno propense a erogare un prestito. Grazie a questa iniziativa qualcosa inizia a muoversi nell'economia locale, sperando che l'informazione possa arrivare agli stessi sardi che fino a oggi non sapevano neanche dell'esistenza di Sardex.

venerdì 29 novembre 2013

Sardegna treni e ferrovie al collasso dopo l'alluvione

Non sapevo se inserire questo articolo, forse uno sfogo, chiamatelo come voletelo sull'altro mio blog lukescrive che parla principalmente della mia regione Sardegna o in questo, alla fine ho deciso di postarlo in lukescintu. Sappiamo tutti quanti quello che è successo alle terra sarda la settimana scorsa, protagonista purtroppo in prima persona che ha subito la violenza di una natura schiavizzata dall'uomo, quell'acqua assassina che ha strappato la vita di 16 persone,( ieri c'è stata la 17 esima vittima) una signora ricoverata ancora per le conseguenze del mal tempo.

Tralasciando l'aspetto umano vorrei addentrarmi in un altro problema i trasporti pubblici, meglio ancora i treni e collegamenti che in certe tratte dell'isola sono al vero collasso. Bene nel Medio Campidano l'unico binario a un certo punto nella tratta Pabillonis - San Gavino è sospeso nel vuoto,  Trenitalia è stato costretto a interrompere il collegamento. 

Questo disservizio va avanti dal 18 novembre, oggi ne abbiamo 29, chiedi informazioni al personale della stazione e nessuno conosce se ci sono gli operai per ricostruire un lavoro evidentemente progettato non da Leonardo Da Vinci. Per arrivare a Cagliari è una vera gincana per tutti coloro che  abitano prima di San Gavino, pendolari costretti  a prendere un bus, poi finalmente il treno proprio da San Gavino per arrivare al capoluogo sardo. Così il ritorno ha la stessa lenta cadenza: un viaggio di 100 km che dura 2 ore e 30 minuti. Una persona fa prima a raggiungere in aereo  Londra. Eppure parliamo di distanze che dovrebbero essere ridicole ai giorni d'oggi. 

Vedere un unico binario nel 2013 è qualcosa di assurdo, per  dovere di cronaca il disagio è anche nella tratta Olbia -Chilivani. Ma non posso pronunciarmi perché ho descritto quello che ho vissuto in prima persona dalla parte della mia zona.  Infine oggi leggo sull'Unione Sarda di un soffitto crollato al liceo Dettori di Cagliari, mi verrebbe voglia di parlare male, ma resisto nel farlo. Ma almeno lasciatemi pensare di come  progettano le cose: strade, ferrovie, ponti e pure i tetti delle scuole, ma forse è solo una casualità? Ma non prendiamoci in giro. Oltre alla perdita di vite umane cos'altro dovrà accadere per cambiare questa poca professionalità, per fortuna forse di poche persone. Possibile che per aggiustare un pezzo di strada ferrata non sono bastano 15 giorni? Possibile continuare a pagare le tasse e tacere? Ma alla fine di chi è colpa della burocrazia, dei burocrati, o della natura?


lunedì 18 novembre 2013

La Sardegna non è mai da prima pagina nei TG nazionali

In Sardegna può scoppiare anche la terza guerra mondiale che non avrà mai spazio in un TG nazionale. Per la cronaca, oggi sulla mia regione si è abbattuto per via del ciclone Cleopatra un nubifragio, mettendo  in ginocchio praticamente tutta l'isola, in particolare la mia provincia Oristano.

È stato un pomeriggio che aveva i colori da fine del mondo,  lampi  che illuminavo a giorno la casa, mentre dal cielo una vera bomba d'acqua allagava ogni cosa. Su Facebook è possibile vedere dei video per capire quali danni ci siano in tutta la Sardegna. Eppure il Tg nazionale non ha ritenuto importante se una regione italiana, è in piena emergenza, alla mamma Rai che anche noi sardi paghiamo il canone non interessa se 40 persone dovranno dormire in una palestra, perché le loro case sono state allagate.

Al telegiornale delle 20:00 sul primo canale poco importa se  i treni non hanno potuto viaggiare perché alcune stazioni inagibili, e l'autostrada un fiume in piena. Sono sicuro se fosse successo in qualsiasi altra regione, ecco i  titoloni da prima pagina, e subito da Roma pronti a muoversi.  Ditemi come mai la Sardegna è da sempre ritenuta come l'ultimo vagone del carro della nazione.

Non si capisce, o forse facciamo finta perché i non sardi  con noi possono fare tutto, e noi invece stare nell'ombra. Non si tratta di vittimismo ma di una semplice constatazione. Ma allora sarebbe opportuno non pagare più le tasse all'Italia, perché qua i servizi non arrivano.

Siamo un'isola e nello stesso tempo isolati da voi continentali come dicevano i miei nonni. Perché in fondo è vero, la penisola è un altro continente per noi sardi,  non c'è tanta differenza tra l'estero e lo stivale. In un articolo un sardo scrisse la Sardegna è una stronza, perché amareggiato di partire, ma è come sputare nel piatto dove  mangi. Io direi  se la ''Sardegna è uno stronza gli altri cosa sono allora?

venerdì 25 ottobre 2013

Vedi la Sardegna poi muori

Salve a tutti, mi chiamo Massy Biagio, o almeno questo é il nickname che mi sono scelto su internet.
Abito in centro Italia, in un posto magnifico, la mia città é stata fondata dagli etruschi, oltre 2.000 anni fa, forse è per questo che ho sempre avuto una certa curiosità per le antiche civiltà.

Una delle più antiche civiltà italiane che mi hanno sempre affascinato é la civiltà nuragica.
Ho fatto pure un video per cercare di comprendere - per me - e spiegare agli altri, l'importanza della civilizzazione in Sardegna.

I nuraghe erano dei piccoli villaggi-fortezza che per quasi 1 millennio hanno contraddistinto la grande isola della Sardegna, ma che - secondo la mia opinione - sono poco conosciuti.
Vi ricordate di aver studiato la civiltà nuragica nei libri di testo alla scuola dell'obbligo?
Io no. Eppure era un popolo molto importante all'epoca, un popolo che usava la pirateria per avere un'egemonia nel mediterraneo.

Ma quello che é ancora più interessante, sono le evidenze scientifiche di questo popolo.
Ad esempio si sa che i sardi vivono  - di media - più che le altre popolazioni del mondo.
Perché? Nono si sa bene: molti attribuiscono questa particolarità a quello che mangiano, altri alla genetica, ed è proprio il DNA dei sardi che ci dice che questa popolazione è rimasta praticamente 'pura' nonostante le tante invasioni ( romani, arabi, spagnoli e chi più ne ha più ne metta...)
Eppure non ho mai visitato la Sardegna; proprio così, che sia - come si dice per Napoli - "Vedi la Sardegna e poi muori"?
Chissà , di certo so che la Sardegna conviene visitarla in moto, ed è quello che farò
Se volete saperne di più sulla Sardegna ( in lingua inglese) ecco dove scrivo: Canzoni Italiane - Italian Songs.

Si ringrazia Massy Biagio

lunedì 21 ottobre 2013

Tiscali fuori uso in tutta Italia: disservizi che ha lasciato senza linea milioni di utenti

Questa mattina Tiscali esattamente dalle 6,30 era fuori uso in tutta Italia. La rete e il suo provider era letteralmente blackout. Il disservizio ha colpito non solo la Sardegna ma anche l'Italia lasciando senza rete milioni di utenti, e le stesse società che non hanno potuto lavorare nel web perché inabilitate.

La frustrazione degli utenti si è riversata (probabilmente entrati su internet con il loro smartphone), sulla pagina ufficiale di Tiscali su Facebook   e su Twitter. La cosa strana che lo stesso numero verde sembrava scomparso. Qualcuno ha parlato di un possibile attacco hacker.

Ad ogni modo la macchina ha iniziato a funzionare verso le 11 40 nella mia zona, nel resto d'Italia a mezzogiorno. Qualche ora prima Tiscali hel desk aveva twittato: "Questa mattina abbiamo un inconveniente tecnico su cui stiamo lavorando. Ci scusiamo per il disservizio e vi assicuriamo che stiamo facendo di tutto per ripristinare il servizio il prima possibile". Un post d'aggiornamento ha fatto poi sapere che i problemi stavano per essere risolti: "I servizi stanno ripartendo, vi consigliamo di fare un on/off del modem e riconfigurarlo nel caso l'aveste resettato"

Speriamo che questo disservizio sia stato solo un caso isolato, poiché Tiscali è una società italiana e non può fare la fine di altre illustri compagnie. 


lunedì 26 agosto 2013

Sardegna: Caretta Caretta la tartaruga marina salvata agonizzante dopo aver inghiottito un sacchetto di plastica

Tutto è possibile in Sardegna dove in certe zone il tempo sembra essersi fermato, così mentre contempli il mare dal color turchese nell'oasi di Tavolara, puoi incontrare la giovane tartaruga marina: Caretta Caretta.

Ancora più emozionante quando in una giornata dove il sole è protagonista la tartaruga verrà rimessa in mare. Caretta era stata trovata agonizzante dopo aver inghiottito un sacchetto di plastica, che qualcuno ha gettato in mare senza preoccuparsi del'habit naturale, lei è riuscita a sopravvivere, altri invece avranno il destino segnato per mezzo di una busta.


Augusto Navone - il direttore dell'Oasis ha spiegato che l'Aera Marina protetta a che fare quotidianamente con casi simili a quello di Caretta Caretta. Siamo di fronte a gente incivile non rispetta questo angolo di paradiso che si estende a nordest della Sardegna tra Capo Ceraso e le isole di Tavolara. Quando i casi appaiano disperati gli animali vengono mandati alla clinica veterinaria e attrezzata di Oristano.


Paradiso incontaminato

I suoi abitanti che da secoli popolano questo remoto paradiso sono gli animali: gabbiani reali, capre selvatiche,aironi canditi, falchi pellegrini e per ultima maestosa l'aquila reale che sulla cima dell'isola nidifica . Nei fondali ecco apparire saraghi, corvine, dentici, murene, cernie, gronghi. Per il resto vorremmo che tra 50 anni questo paradiso incontaminato fosse ancora immune dalla mano dell'uomo.


Tra verità e leggenda

Nell'isola si racconta in passato dell'esistenza di capre con i denti d'oro, ratti giganti, foche monache. Tavolara è anche un vero reame governato dai re -pastori che nel 1800 Giuseppe Bartoleoni proprietario di greggi, suo figlio Paolo fu il primo re dell'isola riconosciuto direttamente da Carlo di Savoia. Ad avvallare questa leggenda a Buckingham Palace, nella sala dedicata a tutte le dinastie del mondo c'è la foto anche del re di Tavolara, re del più piccolo regno del mondo. Carlo l'ultime re è morto nel 1993 masi può visitare la sua tomba reale presso il piccolo cimitero.



foto : via [wikimedia commons]

lunedì 19 agosto 2013

Ecco Imparis l'agricoltura per il sociale in Sardegna

In Sardegna è nata una nuova forma di fare agricoltura sostenibile e sociale dal nome semplice da ricordare Imparis.

Scommettere sulle risorse del territorio sardo è un dovere per imprenditori e cooperative che hanno scelto una delle fonti primarie e peculiarità della Sardegna '' l'agricoltura''. Ovviamente parliamo di agricoltura sostenibile e sociale per chi vuole combattere il forte disagio economico collettivo che da sempre fa parte dell'isola.

Imparis raggruppa 50 partner economici ed è stata costituita a luglio 2013, l'obbiettivo come abbiamo detto è quello di dare peso all'agricoltura sarda e sociale nel fine di dare uno stipendio alle persone meno fortunate che ora sono senza una busta paga, inoltre far conoscere i prodotti della Sardegna fuori dall'isola.


La presidente Giovanna Porcu ha detto ''Dietro i nostri prodotti o servizi c'è la storia di un riscatto, di un'emancipazione: quella di un ex detenuto piuttosto che di un minore problematico, di una donna che ha subito violenza, di una persona con disabilità, di un ex disoccupato, Il nostro obiettivo - conclude - è anche quello di evitare lo spopolamento delle campagne e delle zone interne dell'Isola''


Tra le priorità di questo progetto è dare importanza per chi dietro le quinte è stato impiegato per produrlo. Imparis vuole lanciare una nuova sfida quello di creare un inedito modello di agricoltura.

venerdì 9 agosto 2013

10 cose da dire a un piromane



E' trascorso il secondo giorno di devastazione nella mia terra e io non posso ,non riesco che pensare ad altro, dai primi accertamenti fatti sembra che 8000 ettari di macchia mediterranea siano andati in fumo, anzi in cenere, poiché è tutto quel che resta dell'opera dell'uomo.

Intanto su Facebook delle immagini immortalano degli uomini  della Protezione civile, Guarda Forestale, e Vigili del fuoco stremati dalla fatica. Ora  aspetto di vedere gli animali carbonizzati dentro quel bosco di morte. Nella mia confusione ed emotività ecco: 10 cose da dire a un piromane in qualunque parte del mondo egli produca questo scempio.

1-  Rimani sempre nell'ombra poiché non hai una coscienza.

2- Se amavi la tua terra e i tuoi cari mai avresti potuto appiccare un incendio

3-  Al fuoco non si comanda 

4 -  L'uomo primitivo si rivolterebbe dalla tomba, se verrebbe a conoscenza che il fuoco, la sua più importante scoperta viene usata da te per distruggere ciò che l'ha protetto nel corso dei millenni.

5-  Alla fine vince sempre la natura che si rigenera nel corso dei secoli, tu non duri così a lungo.

6- Quando avrai distrutto anche l'ultimo albero, e respirerai solo azoto maledirai la tua mano che ha appiccato il fuoco.

7-  Per guadagnare dei soldi coltiva la terra che è ricca invece di bruciarla.

8-  Preferisci un mondo in bianco e nero che a colori.

9-  Amo gli alberi che perdonano sempre la cattiveria umana e ci proteggono.

10-  Perché?





giovedì 8 agosto 2013

La Sardegna brucia per mano del solito uomo invisibile

La Sardegna brucia per mano del solito uomo invisibile. Il 7 e l'8 agosto 2013 saranno ricordati per molto tempo, non solo per la calura estiva ma sopratutto per gli incendi che stanno devastando la Sardegna da nord a sud.  E' chiaro che c'è un disegno criminale che vuole cancellare la Sardegna per sempre. 

Non siamo più di fronte a un rogo appiccato con intenzione per debellare delle erbacce affinché possa poi esserci un'erba migliore per il pascolo, qua c'è molto di più, qualcuno o più persone odiano quest'isola, vogliano lasciarci ai margini e farci morire lentamente.

Un vero sardo non può che amare la propria terra e il patrimonio immenso naturalistico che malgrado tutto resiste alla crudeltà dell'uomo, è difficile credere che possa essere il contrario. Ho come un senso di frustrazione e tristezza per essere impotente di fronte a questo disastro.

Su Facebook ho visto varie foto che hanno ripreso centinaia di ettari bruciati, ho notato da parte di molte persone e dei loro commenti  un inquietudine e malinconia perché anche loro dei veri sardi come me amanti della nostra terra.  Tra gli altri responsabili e privi di una coscienza morale vorrei  citare quelle persone che hanno deciso ai tagli della prevenzione sugli incendi in Sardegna lasciando il vero popolo sardo e i loro boschi allo sbaraglio del solito uomo invisibile.


Ora ci vediamo costretti a chiedere aiuto alla vicina Corsica ma un aiuto che arriverà troppo tardi. Il governo se ne frega  preferisce comprare qualche F-35 e lasciare che la Sardegna bruci,  e che addirittura proprio in questo momento molte persone temono per l'incolumità delle proprie abitazioni. Già ieri si sono registrati almeno 4 feriti da ustioni, senza considerare l'alto numero di abitanti del bosco ( gli animali), che soccombe all'interno di questo inferno.La mia terra brucia e la rabbia sta consumando anche me e altri veri sardi che la amano. Confido in una imminente pioggia che possa spegnare dal cielo  quello che nella sua terra qualcuno vuole distruggere per sempre.

domenica 3 febbraio 2013

La Tomba della Scacchiera: ennesima scoperta archeologica sensazionale in Sardegna, ma cementata dalla Soprintendenza

Non basterebbe una intera vita per riportare alla luce l'immenso patrimonio archeologico della Sardegna. Isola affascinante ma a tratti austera che cela nel proprio  sottosuolo delle verità storiche che  qualcuno preferisce lasciare al riposo eterno.

 I Nuraghi, il simbolo per eccellenza dell'archeologia sarda è sicuramente una minima parte dei reperti visibili al visitatore, tra l'altro queste incredibili torri di pietre dell'epoca, nuragica sono incredibilmente simili ai Brochs della Scozia. Ancora una volta se c'è n'era bisogno, tutto questo ci fa pensare di come la Sardegna ha molti aspetti identici  alla cultura celtica, forse gli stessi celti in passato arrivati nell'isola, oppure i sardi sbarcati in Irlanda!

Si dice che in Sardegna, siano stati riportati alla luce solo il 5% dei reperti storici, questo significa millenni di storia ancora incastonati sotto gli inferi del sottosuolo sardo. Tra le meraviglie: le tombe dei giganti che nessuna autorità sarda ha potuto occultare: suggestive opere dei monumenti funerari dove si narra la leggenda che fossero seppelliti i giganti stessi, uomini alti anche sino a 7 metri. Ma a quanto pare qualcuno ha volutamente nascosto gli scheletri , eppure in altri ritrovamenti fatti da abitanti di paesi non lontani confermano di aver scoperto nel proprio terreno mentre coltivavano, tibie di dimensioni anormali appartenenti a uomini.

Tornando alla Tomba della Scacchiera conosco perfettamente di non essere il primo a diffondere questa notizia, ma spero che altri blogger appassionati come me di archeologia anche non sardi possano scrivere un articolo riguardo a questo argomento, poiché è paradossale ogni qualvolta che in Sardegna venga  riportata alla luce una scoperta che potrebbe cambiare la stessa storia, questa puntualmente viene coperta, chiusa dalle autorità competenti senza chi si possa o di chi ne ha  le competenze possa studiare il caso. 

Paola e Diego Miozzi sono due giornalisti italiani di archeologia che scrivono per l'ottimo potale Stones Pages. I due studiosi e fratelli, durante un loro tour di archeologia nell'isola avevano pernottato in un agriturismo  di proprietà del sig   Antonello Porcu a  Sas Abbilas,  una splendida valle  isolata   nei pressi di Bonorva. L'albergatore aveva raccontato  e mostrato  ai due ospiti delle incredibili  foto che mostravano dei dipinti e affreschi su delle pareti all'interno di una tomba preistorica.

Purtroppo dopo una prima campagna di scavo la zona è stata chiusa all'inizio con dei grossi blocchi, poi addirittura  con del calcestruzzo, violando alcuni protocolli della Convenzione de La Valletta. In tanti blog che ho letto che trattavano questo argomento molti sono stati d'accordo nell'affermare che considera la copertura dell'importante scoperta è "l'atto vandalico più grave della storia dell'archeologia italiana e mondiale",  ha promosso insieme ai giornalisti Paola e Diego Meozzi,  una petizione mondiale da inviare tramite mail  al Sopraintendente Archeologico per Sassari e Nuoro Dr. Bruno Massabò -bmassabo@arti.beniculturali.it)" per sollecitare un ripensamento della politica di chiusura e di permettere a tutti di visitare il sito

 Gli scavi portarono alla luce un sorprendente passaggio che conduceva a una camera funeraria. Ora non conosco sinceramente se la mole di email pervenute a chi di dovere abbia dato i suoi benefici. Quel che conta che La tomba della scacchiera è lo specchio di una regione, la Sardegna che continua perennemente in un viaggio di oscurantismo. La nostra regione offre immense possibilità per tutti, non avremo più bisogno di lasciare la nostra terra per cercare un lavoro. 

 Eppure, quel che conta, almeno nel contesto dell'archeologia, dobbiamo dire basta, la Sardegna e i  suoi monumenti sono del popolo sardo, ci appartengono perché donati dai nostri avi, è l'essenza della straordinaria cultura di questa isola. È come se qualcuno voglia toglierci la stessa aria per respirare.

04-tomba-della-scacchiera.jpg

martedì 30 ottobre 2012

Halloween nasceva in Sardegna 1500 anni prima che Colombo scoprisse l'America

La Sardegna che non ti aspetti, quella meno conosciuta ai turisti, una regione ancestrale che cela nella sua millenaria storia, misteri ancora irrisolti, tradizioni per fortuna non andate perse nel tempo, ma ben conservate nei paesi dell'entro terra o nelle campagne.

 Tutti pensano a Halloween come una ricorrenza americana e prima ancora irlandese con il racconto di jack lanters, l'uomo che fuggito dal carcere si rifugiò nel cimitero e intagliò una zucca per mettere una candela al suoi interno, poi colto da spavento l'uomo morì. 

 Eppure in Sardegna per il 2 novembre gli antichi usavano intagliare le zucche e fare delle maschere lugubri chiamate Sa conca e mortu. O ancora i bambini usavano vestirsi a tema per la notte di Halloween e passare per le case a chiedere dei doni. Il famoso: dolcetto o scherzetto trick or treat . Per questo e per tante altre affinità la Sardegna è legata alla cultura celtica, i suoni, la danza, e la incredibile similarità dei Menhir (dei megaliti eretti in epoca dell'età della pietra e preistorica), con quelli esistenti in Irlanda, che lascia credere che queste opere siano ingegno degli stessi uomini. 

 Raggiungere questi luoghi per trarre energia non è frutto dell'immaginazione, è realtà. Infatti molte persone proprio per Halloween celebreranno a loro modo questa ricorrenza accanto a uno di questi megaliti, che sono stati testimoni di riti pagani e propiziatori per la notte del 31 ottobre e 2 novembre. Nessuna suggestione; l'energia che emanano queste pietre ti entra con il contatto delle tue mani , la senti che naviga dentro il tuo spirito.

 Nessuno ancora conosce come questi colossi, pesanti centinai di tonnellate, siano state eretti solidamente sotto il terreno per svariati metri, quale entità possa aver fatto tutto questo? Ufo, giganti, maghi, quello che è certo furono  edificate per la Dea madre.  I Menhir (perdas litteradas in sardo, furono realizzati 4000 anni ,A.C.

 Halloween forse è nato in Sardegna? Per fortuna   in alcune zone dell'entroterra la sua  tradizione intrinseca di  mistero, non è stata contagiata dal lato consumistico  americano. Sono sicuro che qua Halloween nacque  quando ancora si parlava una lingua sconosciuta nell'isola di fieri e potenti guerrieri, ma anche abili e scopritori della conoscenza, basta pensare che il vino esisteva già in Sardegna prima che fosse portato dai fenici. Ma come dicevo una lingua arcaica: magica, scomparsa perché qualcuno ha voluto tutto questo.

La classica zucca di Halloween, una tradizione anche sarda (autore foto: Stardust, licenza: Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported)

File:Sardinien menhir vor tortoli.jpg

martedì 28 agosto 2012

C'è chi viene in Sardegna per abbronzarsi e c'è chi vive in Sardegna dentro a una miniera

Sulcis -  Protesta dal sapore inizio 1900: quando i minatori entravano nelle miniere ma non sapevano se avrebbero visto la luce della mattina dopo. Quaranta minatori  hanno trascorso la seconda notte di protesta arroccati nel pozzo.  Sicuramente la maggior parte di loro tutti padri di famiglia, lavoratori instancabili della miniera di carbone Carbosulcis, a Nuraxi Figus.

Possibile che per essere ascoltati, per avere un lavoro più  sicuro,e per poter ancora avere un lavoro, sicurezza un uomo debba arrivare a trincerarsi come un soldato della prima guerra mondiale per essere ascoltato.

Questi lavoratori, questi uomini sono a 370 mt di profondità, ma probabilmente l'abisso più grande e buio è quello di non avere più una certezza in questo paese. Il governo deve ascoltare chi è disperato e rivendica solo il diritto a lavorare ed essere un uomo, il governo deve smetterla di fare altro e mettere tasse su le bevande analcoliche zuccherate ...  sono questi i veri problemi degli italiani? Se uno beve una coca cola, o forse è solo l''ennesimo pretesto a rubare soldi.

Sotto terra con  i minatori c'è anche dell'esplosivo, ci sono tanti lavoratori sardi e disoccupati disperati che si uniscono perché è l'unico conforto, la solidarietà per chi prova gli stessi sentimenti è più vera. Un pensiero anche ai lavoratori dell'Alcoa di Portovesme che malgrato mille peripezie non vogliono arrendersi.

Operai all'ingresso della miniera di Nuraxi Figus (Sulcis)
Operai all'ingresso della miniera di Nuraxi Figus (Sulcis) 

lunedì 7 maggio 2012

PASSA IN SARDEGNA IL REFERENDUM ANTICASTA

La Sardegna anticipa il Paese nelle riforme e cancella con i referendum le Province regionali del Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio e chiede l'abolizione di quelle storiche di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari. Quorum superato per i dieci quesiti referendari: alle 22 di ieri, ora di chiusura delle urne, ha votato il 35,50%degli aventi diritto cioè 525.651 sardi. 

In provincia di Cagliari si è recato alle urne il 38,11% degli elettori (nel capoluogo ha votato il 40,44%), in quella di Nuoro il 34,76%, di Oristano il 33,04%, in provincia di Sassari il 37,23%, nel Medio Campidano il 42,55% (affluenza più alta), nella provincia di Carbonia-Iglesias il 31,53%, in Ogliastra il 28,74% e nella provincia di Olbia-Tempio il 26,85%. 

"Una giornata di grande partecipazione popolare che rappresenta una vittoria per la Sardegna e per tutti i Sardi'', è il commento del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci. "I cittadini si riappropriano degli spazi della politica - ha aggiunto il presidente della Regione - e danno essi stessi impulso ad una stagione di cambiamento non più rinviabile, che deve coinvolgere tutta la politica e l'intera societa' sarda. Al di la' delle appartenenze di ciascuno, bisogna cogliere questo messaggio chiaro e la volonta' espressa di una Sardegna che intende decidere con scelte autonome e di rottura con il passato". 

Per quanto riguarda i quesiti, i primi quattro, insieme all'ottavo, sono abrogativi e cancellano le quattro province regionali di Medio Campidano, Carbonia-Iglesias, Ogliastra e Olbia-Tempio. L'ottavo taglia l'indennità dei consiglieri regionali. Chiede ai sardi se vogliono cancellare una legge che stabilisce che i compensi sono agganciati a quelli dei parlamentari 'in misura non superiore all'80%'. 

I quesiti consultivi, riguardano l'elezione diretta del presidente della Regione attraverso le primarie, la riscrittura dello statuto sardo, sull'indennità spettante ai membri del Consiglio regionale della Sardegna e il rimborso delle spese di segreteria, all'abolizione dei consigli di amministrazione degli Enti strumentali della Regione e alla riduzione dei consiglieri regionali da 80 a 50. 
Tra i quesiti l'abrogazione di quattro province e il taglio delle indennità per i consiglieri regionali
Fonte: Adnkrons 

giovedì 12 aprile 2012

Per la stagione estiva la Valtur in Sardegna assumerà 300 rumeni- E gli italiani che c'erano tutti a casa!

Sardegna - Il mercato del lavoro non guarda più in faccia a nessuno. In estate nell'isola  si parlerà sempre più rumeno nei villaggi Valtur, i vecchi dipendenti potrebbero vedersi rubare il lavoro dai rumeni. Il segretario Fisascat Cisl Marco Demurtas spiega il perché " La Valtur è una società sotto commissariamento. Nelle scorse settimane il commissario ha dato l’ok per l’apertura estiva. Fin qui tutto bene, ma il reclutamento del personale è stato affidato a una società romena, che assume secondo le norme esistenti in Romania». 


Sicuramente all'azienda conviene perché i dipendenti rumeni si accontentano di salari molto più bassi. Per chi invece è italiano abbia fiducia in Monti.