domenica 21 marzo 2021

Le Ultime Angoscianti Ore della Regina Maria Antonietta

 


È abbastanza immaginabile il senso di angoscia e sgomento che celasse nella mente di un condannato nelle ultime ore prima di salire al patibolo. Una delle figure più illustri della storia che trovò la morte per pena capitale è la Regina Maria Antonietta.

Questa è storia: nei giorni che successero alla sua esecuzione furono ore atroci e terribili. Imprigionata come la più misera degli esseri, fu accusata di incesto e i suoi capelli diventarono bianchi durante la notte per la disperazione.

La giovane domestica della regina Rosalie Lamorliére ha lasciato delle testimonianze e un prezioso memoriale inerente alle ultime ore trascorse dalla regina alla Conciergerie, prima di lasciare la testa sotto la ghigliottina. Dal punto di vista storico ci sono degli elementi determinanti, poiché racconta la condizione psicologica di Maria Antonietta in quelle ore.

La mattina del 16 Ottobre 1793, giorno dell’esecuzione della regina, la domestica si recò nella cella di Maria Antonietta domandandole se aveva bisogno di qualcosa. La sovrana rispose: <<Figlia mia, non ho più bisogno di nulla, è tutto finito per me>>

 La prigionia alla Conciergerie

Prima di morire la regina trascorse 11 settimane di prigionia: un tempo all'interno di quell'umile cella alla Conciergerie sufficiente per ripensare alla sua vita: un'esistenza fatta prima di allora da un lusso sfrenato; forse una delle sue più grande colpe attribuitele.

Il marito Luigi XVI, giustiziato all'inizio dell'anno, ebbe un trattamento più civile al cospetto della regina. Maria Antonietta fu sottoposta anche a torture psicologiche assurde:  36 ore di un processo suddiviso in soli due giorni. Il procuratore Antoine Quentin Fouquier-Tinville mirava allo scopo di umiliare la regina, forse anche perché straniera. 

Tra le sue principali accuse: «esaurimento del tesoro nazionale», «intrattenimento di rapporti e corrispondenza segreti» con il nemico (l'Austria e i filomonarchici) e «cospirazioni contro la sicurezza nazionale ed estera dello Stato». Era evidente che la donna veniva processata per alto tradimento.

Le ultime ore di Maria Antonietta

Ma torniamo alla mattina del 16 Ottobre 1793, giorno dell’esecuzione della regina: alle 8 in punto, le guardie giunsero nella cella della sovrana, obbligandola a non indossare in vestito nero, quindi mise una lunga veste bianco candido, il colore del lutto per le regine di Francia.

 Il boia Sanson si prestò a tagliarle i capelli, poi legate le mani dietro la schiena come si conveniva ai più miserabili dei farabutti. Successivamente fu costretta salire su una lurida carretta in mezzo a uno scomodo asse di legno, dove in ogni buca presa la faceva sobbalzare.

Stravolta e stanca dal viaggio, ebbe comunque la dignità di non abbassare mai lo sguardo: le scorrili parole della folla non la scalfirono, e il suo viso non ebbe nessuna reazione alcuna all'udire accuse e parole ancor più esplicite che uscivano dalla bocca dei popolani che vedevano in lei tutte le colpe della loro misera vita.

 Arrivata nel luogo dell'esecuzione Place de la Révolution (oggi de la Concorde), non volle alcun aiuto, salendo i gradini con incredibile coraggio. Si racconta che involontariamente pestò un piede del boia, al quale disse: «Pardon, Monsieur. Non l'ho fatto apposta

 Alle 12:15 la lama cadeva e tagliava la testa di Maria Antonietta. Il boia mostrò la testa della regina - gridando ''Viva la repubblica''.

Le spoglie di Maria Antonietta furono gettate in una fossa comune del non più esistente Cimitero della Madeleine, in rue d'Anjou, accanto a Luigi XVI. Qualche anno più tardi con l'intermezzo napoleonico ascese al trono Luigi XVIII, fratello minore del re ghigliottinato che volle dare una dignitosa sepoltura al fratello e sua cognata.

Il 18 gennaio 1815 furono ritrovate le spoglie della regina: benché il corpo era ridotto a un mucchietto di ossa, venne riconosciuta dalle sue giarrettiere. La testa, invece era in perfetto stato di conservazione, la quale provocò sgomento nel poeta Chateaubriand (presente al ritrovamento), il quale svenne.

 Il 21 gennaio 1815, giorno in cui cadeva il ventiduesimo anniversario dalla morte del re, avvenne una solenne processione sino all'abbazia di Saint-Denis, dove Luigi XVI e Maria Antonietta furono inumati nella necropoli reale; su parte del cimitero della Madeleine.






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