venerdì 26 marzo 2021

Franz Schmidt: il Boia di Norimberga che Giustiziò 361 Persone

 


Come Mastro Titta anche Franz Schmidt: il boia di Norimberga annottava i nomi delle persone giustiziate su un diario personale, dove con incredibile meticolosità elencava le varie fasi del suo lavoro! Franz Schmidt esercitò il mestiere di esecutore (henker in tedesco) per ben 45 anni, dal 1573 al 1617, giustiziando 361 persone

Le pene capitali potevano variare: taglio della testa con l'ascia; impiccagione; ruota o squartamento. Quello che è certo che fu il boia più prolifico della storia in Germania. Egli potrebbe essere stato (le date coincidono alla perfezione), il boia materiale del fatidico serial killer tedesco dell'epoca Peter Nirsch, del quale vi è un video pubblicato su You Tube  - autore di 520 vittime accertate.

 La storia di Schmidt non si differenzia molto con quella di Charles-Henri Sanson, il boia più famoso di Francia. Infatti anche Franz prese il posto del padre nel ruolo di esecutore. Sappiamo che il genitore fu costretto a diventare boia, dopo aver svolto alcuni lavori precedenti come quello di tagliaboschi, ma la situazione economica lo costrinse a prendere questa decisione. Tale era la sua avversione a questo lavoro, che nelle sue prime esecuzioni piangeva, probabilmente perché non si sentiva a suo agio a far morire qualcuno, se pur un infame.

 Inizialmente Frantz aiuta il padre a tenere fermi i condannati durante l’interrogatorio, la tortura o l’esecuzione, conosce gli strumenti e li lava.

La sua prima esecuzione avviene nel 1573, all’età di diciannove anni, tramite impiccagione. Il giovane sembra essere tagliato per questo mestiere, tanto che il mastro del paese ne chiede la nomina ufficiale. Passano solo alcuni mesi Franz è chiamato in un altro villaggio a a Kronach per eseguire un 'altra esecuzione.

Il condannato a morte, un certo Barthel Dochendte, reo di aver ucciso tre persone, la sua pena è stata comminata tramite ruota: una punizione decretata per chi si macchiava di efferati omicidi. La ruota è una delle pene capitali di morte più difficili da eseguire, poiché il condannato legato a una grande ruota fissata con un grande palo, il boia deve rompere i suoi arti senza provocare la morte immediata, ma cercando di farlo sopravvivere e soffrire il più a lungo, provocando la fuoriuscita delle ossa. Si dice che Franz prima di dare il colpo di grazia fratturava le ossa del condannato per 31 vole di seguito, prima di infliggere un colpo di grazia al petto o al collo.

Un anno più tardi nel 1574 inizia ad annottare alcune righe su un diario del suo lavoro, in particolare per il pluriomicida Klaus Renckhart, che entrato con un complice in una casa di un mugnaio, lo hanno ucciso e poi abusato della moglie e governante. La moglie poi fu costretta a cuocere un uovo e mangiarlo assieme a Klaus sopra il cadavere del marito.

Dopo l'ennesima esecuzione - Franz Schmidt acquisì sempre più notorietà, trasferendosi a Norimberga diventando il boia della città. Qui conobbe e sposò una donna dalla quale ebbe sette figli. Grazie a un ottimo stipendio poteva vivere una vita agiata e avere un'abitazione di tutto rispetto, al cospetto di Mastro Titta che oltre il Tevere aggiustava e vendeva ombrelli.

Il diario Franz Schmidt è un ottimo strumento per capire la vita sociale in Baviera nel 1600. Al suo interno sono riportate le 361 esecuzioni capitali e 345 punizioni minori. Ogni esecuzione ha una sua data il luogo, il nome del condannato, il metodo di esecuzione e i reati di cui si era macchiato e su cui si basava la sentenza di morte.

Tra le pene capitali, vi era anche quella dell'annegamento, prevista a danni di donne che si erano macchiate del reato di infanticidio, poi abolita è commutata nella pena dell’uccisione tramite la spada. Fu lo stesso Schmidt che chiese di cambiare il supplizio dell’annegamento, poiché troppo faticoso per il boia in termini di tempo e energia.

 La condannata veniva chiusa dentro un sacco e gettata in un lago o fiume da un palco costruito nelle immediate vicinanze della riva. Spesso capitava che le sfortunate non morivano subito, perciò i boia o il suo aiutante con un lungo palo di legno dovevano spingere continuamente  il sacco sott'acqua.

Il 13 agosto 1594, Franz è chiamato a giustiziare due criminali particolari. Salgono sul patibolo Christoff Mayer, un tessitore di fustagno, e Hans Weber, un fruttivendolo. I due sono colpevoli di aver praticato sodomia insieme, scoperti da un ragazzo di bottega a fornicare dietro a una siepe. Il primo scrive Franz è un sodomita di vecchia data.

Il tessitorie viene giustiziato con morte veloce tramite decapitazione, poi il cadavere viene messe al rogo assieme a Hans, che invece viene arso vivo.

Oltre alle pena di morte, Franz eseguiva anche pene capitali per reati considerati minori. Il metodo più utilizzato era lo “strappado“. Al condannato gli venivano legate le mani dietro la schiena e attaccati dei pesi ai piedi; il fine era quello di lussare le spalle e portare dei dolori insopportabili alle spalle e alla schiena.

Ma vi erano delle torture ancor più sadiche: mutilazioni, cavare gli occhi per tentato omicidio o amputare dita e lingua, che nonostante in Germania stavano scomparendo definitivamente a Norimberga rimangono.

Franz scrisse che per nove volte dovette tagliare arti di malfattori, prostitute e ladri e incidere una grande N sulla guancia di altrettanti corrotti, e in altre 4 circostanza tagliare le orecchie a delle prostitute-ladre.

Nel 1611 a 57 anni la sua mano non è più ferma, il boia necessita di ben tre colpi di spada per decapitare la testa di una donna rea di incesto con il figlio, e riporta il fatto sul suo diario con un laconico “pessimo lavoro”.

A fine carriera ormai 67 enne ha alcuni problemi con due esecuzioni; così il 13 novembre 1617, si appresta a eseguire la sua ultima esecuzione. La vittima è un falsario, Georg Karl Lambrecht, , e la pena è il rogo. Per altro in 40 anni da boia è solo la seconda volta che Franz utilizza questa modalità.

Quando smise iniziò un'altra professione: quella di consulente medico che gli generò abbastanza denaro.  Morì nel 1634, gli fu destinato un funerale di stato e seppellito nel più importante cimitero di Norimberga, non distante da Albrecht Durer e Hans Sachs.

Dopo la morte di lui si disse: Ha mandato all'altro mondo quasi 400 persone, ma grazie alla sua nuova professione di consulente medico ha salvato migliaia di uomini.


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